🎸 Elvis Presley Mania: Il Re che non smette mai di regnare
Elvis-Presley
di Pompeo Maritati
Il 16 agosto 1977 il mondo della musica perdeva Elvis Presley, ma non il suo mito. A quasi cinquant’anni dalla sua scomparsa, la Presley Mania continua a impazzare in ogni angolo del pianeta, con un’intensità che sfida il tempo e le mode. Ogni anno, dall’8 al 16 agosto, migliaia di fan si riuniscono a Memphis, Tennessee, per celebrare il Re del Rock ‘n’ Roll in una settimana di eventi che è diventata un vero e proprio pellegrinaggio musicale: l’Elvis Week.
Elvis Aaron Presley nasce l’8 gennaio 1935 a Tupelo, Mississippi, in una famiglia modesta. Fin da piccolo mostra una forte inclinazione per la musica, influenzato dal gospel delle chiese afroamericane, dal blues del Delta e dal country. Nel 1948 si trasferisce con la famiglia a Memphis, dove entra in contatto con una scena musicale vivace e multiforme. La sua carriera professionale inizia nel 1953 quando registra una demo ai Sun Studios di Sam Phillips. L’anno successivo incide “That’s All Right”, considerato da molti il primo vero brano rock della storia. Il suo stile, una fusione esplosiva di generi musicali, la voce profonda e sensuale, il look ribelle e il modo provocatorio di muoversi sul palco lo rendono immediatamente un’icona. Nel 1956 firma con la RCA e pubblica “Heartbreak Hotel”, che diventa il suo primo singolo numero uno. Nello stesso anno debutta al cinema con “Love Me Tender”, dando inizio a una carriera cinematografica che lo vedrà protagonista in 31 film, spesso accompagnati da colonne sonore di successo. Tra il 1956 e il 1962 Elvis domina le classifiche con brani come “Jailhouse Rock”, “Don’t Be Cruel”, “Hound Dog”, “All Shook Up”, “Love Me”, “Blue Suede Shoes”, e molti altri. Il suo impatto culturale è tale da scatenare reazioni contrastanti: adorato dai giovani, criticato dagli ambienti conservatori, censurato in alcune trasmissioni televisive per i suoi movimenti considerati troppo sensuali.
Nel 1958 viene chiamato a prestare servizio militare in Germania, dove rimane fino al 1960. Al suo ritorno, la sua immagine è più matura e meno ribelle, ma il successo non accenna a diminuire. Negli anni ’60 si concentra soprattutto sul cinema, ma la qualità dei film e delle colonne sonore comincia a calare. Nel 1968, con il celebre ’68 Comeback Special, Elvis torna in grande stile alla musica dal vivo, mostrando una ritrovata energia e carisma. Questo evento segna l’inizio della sua seconda fase artistica, caratterizzata da concerti spettacolari e da una voce ancora più potente e profonda. Nel 1969 inizia una lunga serie di esibizioni a Las Vegas, dove stabilisce nuovi standard per gli spettacoli dal vivo. Nel 1973 tiene il concerto Aloha from Hawaii, trasmesso via satellite in oltre 40 paesi e visto da più di un miliardo di persone, un record assoluto per l’epoca. Negli ultimi anni della sua vita, Elvis combatte con problemi di salute, dipendenza da farmaci e una crescente solitudine, ma continua a esibirsi fino a pochi mesi prima della sua morte. Il 16 agosto 1977 viene trovato privo di vita nella sua residenza di Graceland, a Memphis. Aveva solo 42 anni.
La sua morte sconvolge milioni di fan in tutto il mondo, ma segna anche l’inizio di un culto che non ha mai smesso di crescere. La Presley Mania è un fenomeno culturale, sociale e commerciale che si manifesta in mille forme: concerti tributo, festival, raduni di fan, imitatori professionisti, collezionismo, merchandising, studi accademici, documentari, musical, e persino cerimonie religiose. Ogni anno, dall’8 al 16 agosto, si svolge la Elvis Week, una settimana di celebrazioni che attira decine di migliaia di persone a Graceland. Tra gli eventi principali ci sono il Candlelight Vigil, una veglia notturna in cui i fan accendono candele lungo il viale che porta alla tomba di Elvis; concerti con artisti che reinterpretano i suoi brani; concorsi per imitatori; mostre di oggetti personali e memorabilia; proiezioni di film e documentari; incontri con ex collaboratori e membri della famiglia Presley.
Graceland, aperta al pubblico dal 1982, è oggi uno dei musei privati più visitati degli Stati Uniti, con oltre 600.000 visitatori l’anno. La casa è stata dichiarata monumento storico nazionale e ospita una collezione impressionante di abiti di scena, dischi d’oro, strumenti musicali, automobili, e oggetti personali. Ma la mania non si limita a Memphis: in tutto il mondo si tengono eventi dedicati a Elvis, da Tokyo a Londra, da Sydney a Roma. In Italia, il fan club ufficiale “Elvis Presley Fan Club of Italy” organizza raduni, concerti e pubblicazioni dedicate al Re. Esistono anche tribute band italiane che ripropongono fedelmente il repertorio di Elvis, con costumi e scenografie ispirate ai suoi spettacoli.
Elvis Presley ha venduto oltre un miliardo di dischi, ha ricevuto 3 Grammy Awards e decine di altri riconoscimenti. È stato inserito in numerose Hall of Fame, tra cui quella del Rock and Roll, del Gospel e del Country. La sua influenza è riconosciuta da artisti di ogni genere, da The Beatles a Bruce Springsteen, da Madonna a Eminem. La sua figura è stata oggetto di studi sociologici, psicologici, musicali e persino teologici. Per molti, Elvis rappresenta una sorta di divinità pop, un simbolo di libertà, sensualità, spiritualità e innovazione. Il suo volto campeggia su magliette, poster, gadget, tatuaggi, e la sua musica continua a essere trasmessa, remixata, reinterpretata. La Presley Mania è la prova che certi miti non muoiono mai. Anzi, si rinnovano, si tramandano, si celebrano. E ogni 16 agosto, il mondo si ferma per ricordare il Re — non con tristezza, ma con musica, passione e una scintilla di rock ‘n’ roll.
E anch’io, oggi, ricordando soprattutto gli anni verdi della mia giovinezza, desidero dedicare un pensiero a Elvis.