2 Dicembre 2020

IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

17° anniversario dall’attentato di Nassiriya

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di Stefania Carofalo

Numerosi sono stati gli attacchi terroristici contro le forze armate italiane tra il 2003 e il 2006, mentre partecipavano alla missione militare Operazione Antica Babilonia, nella guerra d’Iraq in cui l’Italia aveva dislocato i reparti militari a Nassiriya, nel sud del paese.

All’origine dell’attentato c’è la guerra d’Iraq, detta anche Seconda guerra del Golfo.

Una Coalizione Multinazionale guidata dagli Stati Uniti, aveva invaso il Paese, a causa del presunto tentativo di Saddam Hussein. di dotarsi di armi di distruzione di massa e appoggio ai terroristi islamici.

Funerali di stato per le vittime di Nassiriya
Funerali di Stato per i caduti di Nassiriya (foto da internet

I giacimenti di petrolio erano il vero obbiettivo degli americani che riuscirono a centrare il bersaglio.

A questo punto i gruppi armati iracheni iniziarono ad opporre resistenza all’invasore sfociata in una guerra di liberazione dalle truppe straniere e anche in una guerra civile fra le varie fazioni.

Con l’uccisione di Saddam si cerca di instaurare la Democrazia nel paese e Al-Qāʿida insinua le sue forze violente e sanguinarie attaccando sicurezza dei cittadini.

Il Consiglio delle Nazioni Unite nel 2003 interviene con l’operazione Antica Babilonia per contribuire alla stabilità del Popolo Iracheno, sotto la direzione delle forze britanniche. Si gettavano le basi per la ricostruzione politica ed economica dell’Iraq.

Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (foto di Patrik Gubran)

Gran Bretagna e Italia offrirono il supporto politico e militare.

L’Italia, sotto la guida inglese, ubicò i suoi reparti a Nassiriya.

Il 12 novembre 2003, l’esplosione di un camion cisterna colpì l’ingresso della base MSU italiana dei Carabinieri, cui seguì l’esplosione del deposito munizioni della base per mano di Militanti di al-Qāʿida.

In questo attentato ha perso la vita Alessandro Carrisi, Primo caporal maggiore dell’esercito di leva volontaria in ferma breve, in missione di Pace a Nassiriya.

Scheda e riconoscimento militare
Riconoscimento militare (foto da internet difesa)

Alessandro era nato a Trepuzzi (Le) e aveva 23 anni quando trovò la morte insieme a 4 commilitoni 12 Carabinieri, e 2 civili.

I commilitoni dell‘Esercito Italiano di Alessandro erano:

Massimo Ficuciello, capitano, Silvio Olla (maresciallo capo) Emanuele Ferraro (caporal maggiore capo scelto), Pietro Petrucci (caporal maggiore)

Il Comune di Trepuzzi ricorda, sulla pagina Facebook, il suo concittadino vista l’impossibilità di rendere omaggio al figlio caduto in missione di Pace alla presenza di chi lo ha visto nascere e crescere spensierato