IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

A proposito di autorità che educa, la responsabilità di nutrire lo spirito critico è l’imprescindibile compito genitoriale di Riccardo Rescio

Gianni Rodari

Il rapporto tra genitori e figli rappresenta una delle fondamenta su cui si costruisce il futuro della società, un terreno delicato dove la responsabilità educativa assume un significato profondo che va ben oltre il semplice accudimento materiale.
In questo contesto, la formazione dello spirito critico nelle giovani generazioni emerge non come una opzione pedagogica tra le tante, ma come un imperativo etico, un dovere morale che i genitori hanno verso i propri figli e, indirettamente, verso la collettività.
Un dovere che spesso viene disatteso, come sottolineava con lungimirante preoccupazione Gianni Rodari in una memorabile intervista con Sergio Zavoli.
Rodari metteva in guardia da un approccio genitoriale basato su direttive perentorie e inappellabili, su risposte evasive o assenti alle legittime curiosità dei bambini, su una intolleranza verso qualsiasi forma di dissenso o confronto.

Tuttavia, è necessario prendere atto di una realtà determinante e spesso trascurata, non tutti i genitori possiedono la consapevolezza, gli strumenti o le energie per assolvere a questo compito così delicato.
Questa mancanza di consapevolezza o di capacità attraversa trasversalmente ogni condizione sociale, culturale ed economica.
Le fatiche quotidiane, le preoccupazioni legate al lavoro, una formazione personale che magari non ha mai offerto modelli di dialogo, o semplicemente la complessità schiacciante del ruolo genitoriale possono rendere estremamente difficile, se non impossibile, quell’opera paziente e costante di stimolo intellettuale ed emotivo.
Non si tratta quindi, in molti casi, di una scelta deliberata, ma di un limite imposto dalle circostanze della vita.
Il modello gerarchico e autoritario, che potremmo definire così, spesso non è cercato per comodità, ma diventa l’unico modo percepibile per gestire la relazione, offrendo al genitore una scorciatoia di sopravvivenza in un contesto di stress o di impreparazione.
Proprio per sopperire a questa inevitabile disomogeneità di base, emerge con forza il ruolo strategico e insostituibile della scuola. Se non può esistere una prescuola per genitori, deve necessariamente esistere una scuola eccellente per i figli.
Una scuola che non si limiti a un trasferimento meccanico di dati e date, ma che si erga a palestra attiva del pensiero.
In questo scenario, la figura dell’insegnante si trasforma radicalmente, non è più un mero trasmettitore di nozioni, ma un precettore, una guida che ha la rara capacità di rendere viva e coinvolgente la conoscenza, di accendere la curiosità più di quanto possa fare qualsiasi programma ministeriale.

La questione cruciale non risiede primariamente nella retribuzione, ma in una selezione del personale docente che sia in grado di riconoscere e valorizzare una vocazione profonda.
L’insegnamento, infatti, non può ridursi a un mestiere o a una semplice professione, è una missione che richiede una dedizione totale e una consapevolezza del proprio ruolo sociale. È il compito di colui che, comprendendo le fragilità del contesto familiare, si fa carico di tessere quelle fila logiche e critiche che a casa potrebbero essersi spezzate, fornendo gli strumenti per leggere la realtà e non solo per subirla.
Il modello genitoriale autoritario, se non compensato da un contrappeso educativo, produce infatti due esiti ugualmente problematici, da un lato forgia meri esecutori, individui abituati a recepire ordini senza comprenderne le ragioni profonde, il senso, le conseguenze, dall’altro alimenta ribelli sistemici, personalità che rifiutano qualsiasi struttura o regola per il semplice fatto di esistere, senza operare una distinzione consapevole tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Entrambe queste figure, apparentemente opposte, sono in realtà il prodotto dello stesso vuoto, della stessa mancanza di dialogo e di giustificazione ragionata.
Questa dinamica ricorda il concetto di autorità descritto dal sociologo Max Weber, che distingueva tra un autorità tradizionale o carismatica e una autorità razionale-legale, l’unica che si fonda sulla accettazione consapevole di norme ritenute valide e giuste. Un genitore o un insegnante che impone senza spiegare si colloca nelle prime due categorie, chiedendo obbedienza in virtù del suo ruolo o della sua personalità, non della bontà delle sue indicazioni.
Il risultato è un individuo che non sviluppa gli anticorpi del pensiero autonomo, diventando così più vulnerabile a ogni forma di manipolazione esterna, dal marketing aggressivo alle ideologie estremiste.
La capacità critica, o pensiero critico, è proprio questo, non è l’arte di criticare distruttivamente, ma l’abilità di analizzare le informazioni, di valutarne la fonte e la coerenza, di soppesare pro e contro in modo autonomo, formando un giudizio personale e fondato.
È un muscolo mentale che va allenato fin dalla più tenera età, e la palestra naturale è proprio il dialogo, sia domestico che scolastico.
Quando un bambino o un ragazzo chiede perché e ottiene una risposta evasiva o un imposizione, quel muscolo atrofizza.

Quando invece viene accompagnato in un ragionamento, quando gli si spiegano le conseguenze di un’azione, le emozioni degli altri, la logica di una regola o di un evento storico, quel muscolo si irrobustisce.
Le eccezioni a questo processo sono quelle che si potrebbero paradossalmente definire schegge impazzite, individui che nonostante un’educazione repressiva della curiosità riescono comunque a sviluppare una propria autonomia di giudizio.

Queste personalità, spesso forgiate da una forte determinazione interiore o da incontri fortuiti con mentori illuminanti al di fuori della famiglia, rappresentano la resilienza dello spirito umano.
Tuttavia, non si può affidare il futuro a fortunate eccezioni, la responsabilità, genitoriale e scolastica, deve farsi carico di creare un ambiente fertile per lo sviluppo di quella che potremmo chiamare, usando una metafora, l’arte della navigazione.
Un educatore autoritario fornisce una mappa già tracciata, con una rotta unica e non discutibile, che il giovane può solo seguirla ciecamente o ribellarsi e navigare senza alcuna mappa, alla deriva.
Un educatore responsabile, al contrario, non fornisce una mappa, ma insegna a leggere le stelle, a interpretare le correnti, a usare la bussola del ragionamento.
Mostra i pericoli degli scogli e la bellezza del mare aperto, permettendo all’allievo di tracciare da sé, un giorno, la propria rotta, con consapevolezza e senso di responsabilità.
In un’epoca di informazione iperabbondante e spesso contraddittoria, questa responsabilità è più cruciale che mai. La storia insegna, non a tutti in egual misura, che le società che hanno valorizzato il pensiero critico, come l’Atene di Socrate che faceva del dialogo e della maieutica, l’arte di far partorire le idee dalla mente dell’interlocutore, il proprio metodo, sono state anche le più innovative e libere.
Al contrario, i regimi totalitari hanno sempre cercato di controllare l’educazione e di spegnere lo spirito critico, favorendo l’obbedienza cieca del singolo esecutore. Essere genitori e insegnanti oggi significa, quindi, assumersi la fatica e la bellezza di un dialogo continuo, di una paziente spiegazione del mondo.
Significa accettare di essere messi in discussione, non come una minaccia alla propria autorità, ma come un segno del suo buon esercizio.

Significa, in ultima analisi, avere la saggezza di costruire non seguaci, ma individui pensanti. La responsabilità più alta non è formare figli e studenti a propria immagine e somiglianza, ma aiutarli a diventare pienamente sé stessi, dotati di quell’indispensabile capacità di discernimento che permette di capire il mondo, invece di subirlo, e di agire in esso con piena, matura consapevolezza.


Rivista online Il Pensiero Mediterraneo - Redazioni all'estero: Atene - Parigi - America Latina. Redazioni in Italia: Ancona - BAT - Catania - Cuneo - Firenze - Genova - Lecce - Marsala - Milano - Palermo - Roma - Trieste. Copyright © All rights reserved. | Newsphere entro AF themes.