A tò Kalòn con il dr. Giovanni Diurisi, per parlare del parto, tra storia, medicina e narrazione

di Anna Stomeo
Venerdì 12 giugno alle ore 19.00, a Martano (Lecce) in via Marconi, 28, presso il Centro Culturale tò Kalòn dell’Associazione Itaca Min Fars Hus, condotto da Anna Stomeo e da Paolo Protopapa, ritorna il dr. Giovanni Diurisi, per parlarci dell’ultima delle sue ricerche storiche, sempre appassionanti e significative, dedicata alla nascita e al parto come evento carico di imprevisti e di sofferenze nella storia dell’umanità.
Un argomento interessante, che incrocia diversi momenti di approfondimento e di relazione storica con i vari contesti socio-antropologici, che hanno caratterizzato l’evoluzione umana e che hanno visto, nell’evento del parto e delle sue “naturali” sofferenze, uno dei passaggi esistenziali più aspri e inevitabili nella storia delle comunità del passato, da affidare quasi sempre alla “buona sorte” delle donne e dei loro nascituri.
Una ricerca dal vago sapore sociologico, oltre che medico e scientifico, che attraversa una varietà di circostanze storiche e di singole esperienze, tramandate non solo nelle conoscenze pratiche, ma anche nei simboli, negli stereotipi, nei pregiudizi, nelle superstizioni, nei significati complessi che da sempre hanno accompagnato l’evento “naturale” del parto. Storie millenarie di vita e di sofferenza delle donne, spesso, nel passato, riconosciute e considerate socialmente, quasi esclusivamente per il ruolo riproduttivo del loro corpo, donne abituate a gestire da sole, tra donne, le proprie ansie e le proprie sofferenze, i dolori del corpo e quelli dell’anima. Storie al femminile che ruotano intorno all’evento del parto come rischio e come ineluttabilità della morte. Come afferma lo stesso Diurisi: «Se tutta la storia dell’essere umano, che è anche per certi aspetti storia della medicina, è stata costellata di disfatte, di fallimenti, di colpevoli perdite di vite umane, la storia del parto rappresenta forse il punto più doloroso, più angoscioso, di questo cammino»
Giovanni Diurisi ne parlerà non solo con tutta la competenza tecnica che la professione medica gli impone, ma anche con la sua nota ed empatica affabilità divulgativa, condita di sottile ironia e autoironia, che ha sempre caratterizzato le sue “conferenze d’Autore” a tò Kalòn e che contribuisce a rendere particolarmente godibili le sue conversazioni professionali e culturali.
Medico e Primario ospedaliero, per molti anni impegnato, con dedizione e perizia, sul fronte del “pronto soccorso”, Giovanni Diurisi non ha mai trascurato le passioni artistiche e culturali, come la musica e la storia, che, sin dall’adolescenza, lo hanno animato ed intellettualmente sorretto, arricchendolo anche nell’esercizio della professione medica. Pianista provetto, collezionista appassionato, scrittore di romanzi storici, ha indagato, con curiosità e sagacia, la Lecce del Seicento in un romanzo-saggio di qualche anno fa dal titolo “Il Servitore di Carte”, un piccolo gioiello letterario costruito sul paradigma indiziario tra verità e simulazione, con profondità di fonti e dovizia di documenti, scritto con fluidità argomentativa e ricercatezza espressiva.
Nella sua attività intellettuale Giovanni Diurisi ha sempre utilizzato lo stesso metodo rigoroso e la stessa risoluta cura della sua professione medica. Doti che gli sono state indispensabili quando, circa dieci anni fa, ha fondato a Lecce una sezione dell’Università delle tre età (UNITRE), di cui è Presidente, con grande successo di iniziative e di partecipazione.
Non sempre è possibile prevedere quelli che, in una serata particolarmente inedita e suggestiva, come sarà quella di venerdì 12 giugno a tò Kalòn, saranno gli infiniti risvolti e le tante curiosità che alimenteranno il dibattito. Di certo la personalità del relatore non mancherà di produrre interesse e riflessione, al pari della rilevanza storica e sociale dell’argomento.
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