A tò Kalòn con Laura Giannoccolo, nel ricordo della partigiana Tina, per festeggiare gli ottant’anni della Repubblica

Sabato 6 Giugno a Martano (Lecce) alle ore 19.00, in via Marconi 28 presso il Centro Culturale tò Kalòn dell’Associazione Itaca Min Fars Hus, condotto da Anna Stomeo e da Paolo Protopapa, arriva, dall’Emilia Romagna, Laura Giannoccolo, figlia del partigiano martanese Giovanni e della partigiana emiliana Innocente Casarini, detta “Tina”, staffetta durante la Resistenza in Emilia e combattente per la libertà e la giustizia sociale nell’immediato dopoguerra nel Salento, dirigente politica comunista, sindacalista e cittadina attiva, “prestata al Salento” e attenta alla difesa dei diritti di una classe operaia e contadina che, in quegli anni, prendeva sempre più coscienza di sé, con grandi lotte di rivendicazione ed emancipazione civile e sociale.
Laura Giannoccolo è autrice di un bellissimo libro di storia e di memoria, dedicato alla biografia della madre, un libro pensato in dialogo con il più giovane fratello Renzo e in piena aderenza ai criteri della storiografia dei documenti e della storia orale, un libro che colpisce per la competenza critica e la capacità di definire contesti e situazioni con profondità di riflessioni e linearità espositiva.
In duecento pagine di narrazioni, testimonianze, documenti d’archivio, lettere e fotografie, Laura attraversa l’intensa vita di Innocente Casarini, detta Tina, facendola parlare in prima persona, attraverso le registrazioni e le trasrizioni, raccolte nei momenti della malattia e dell’attesa, quando rievocare il passato “fa star bene”, come recitano i versi di Mariangela Gualtieri in esergo: «Stare molto bene è così come ora». Dall’infanzia a Correggio, in un mondo magico e remoto, quasi un film di Fellini, all’adolescenza e al lavoro di operaia presso la casa farmaceutica Recordati, fino all’arruolamento nella Resistenza, alla lotta partigiana come staffetta e alla vittoria con l’arrivo degli Americani, al dopoguerra dei diritti e della battaglia politica e sindacale, agli anni Sessanta e Settanta dell’impegno culturale e civile nell’UDI, alle numerose iniziative per la comunità di Correggio, dove Tina ritorna per trascorre la seconda parte della sua vita nell’impegno politico e sociale.
A tò Kalòn Laura Giannoccolo riceverà i saluti del Sindaco di Martano e Presidente della Provincia di Lecce dr. Fabio Tarantino, sicuramente nella memoria del padre Giovanni Giannoccolo, che, negli ultimi anni della sua vita più volte era tornato a Martano per presentare i suoi libri di storia sulla Resistenza e incontrare i concittadini in Comune e anche presso Itaca Min Fars Hus.
Questa volta, però, si parlerà di Tina, della sua forza e della sua passione di donna libera e indipendente, delle sue esperienze di vita e di lotta. Solo di Tina e della sua dignità di cittadina che non ha mancato di riverberarsi, come una luce chiara e illuminante, anche sulla vita del marito Giovanni. La storia dei coniugi Giannoccolo ha incrociato in modo determinante la militanza politica salentina degli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, tuttavia l’esperienza particolare di Tina, una donna vissuta nella libertà delle proprie scelte e nella responsabilità delle proprie azioni, “una emiliana prestata al Salento”, ci racconta una storia per molti versi inattesa.
Una storia che continua, con lo stesso ritmo e lo stesso entusiasmo, fino agli anni della maturità, della malattia e della morte, accolta, quest’ultima, con consapevolezza stoica, senza mai perdere la gioia di vivere e di ricordare il passato. Dolcissimo e profondo il ricordo che ne fa, a questo proposito, il figlio Renzo in alcuni intensi versi riportati nel libro, a testimonianza dei forti legami familiari che sottendono e motivano il libro stesso. Laura ne è scritturalmente consapevole e guida con impegno vigile e costate l’intera narrazione materna, rimanendo un passo più in qua, ma senza mai abbandonare la scena.
C’è una felicità della parola nel narrare di Tina, che non solo si fa racconto civile per i nipoti e i pronipoti, ma che prende forma nel rapporto madre-figlia, in una linea femminile carica di significati ancestrali e di relazioni umane, che appartengono al nucleo della comunità. Su questa linea nascono gli affetti e i legami e si definisce il senso della vita di ciascuno e di ciascuna, come pluralità e relazione, e, in definitiva, come politica. La storia orale, che si fa racconto a due, io-tu, madre-figlia, e che configura l’identità relazionale come essenza della vita e della società civile, manifesta in questo libro tutta la sua rilevanza e i suoi molteplici significati esistenziali e umani. Per ciascuno/a di noi essere raccontati da un altro/a significa riconoscersi ed essere riconosciuti nell’unica dimensione possibile che è quella della comunità, della nascita e della cura reciproca.
Laura Giannoccolo, in questo libro, non solo racconta la madre, ma la fa raccontare nelle numerose testimonianze dirette di tante persone a lei vicine, che la ricordano, per così dire, dall’interno, nel pieno della sua vita civile, con dovizia importante di particolari e all’incrocio di altre storie che si incontrano. Anche questo si rivela un ulteriore pregio di questo bellissimo libro, ricco anche di fotografie suggestive ed evocative, specchi della storia civile dell’Italia democratica nell’ottantesimo della Repubblica. Ancora una volta a tò Kalòn si sperimentano le intersezioni tra passato e presente, tra pubblico e privato, tra individuale e collettivo.
Incontrare Laura Giannoccolo per ricordare Tina, sul filo della memoria e del ricordo, laddove queste due modalità della mente si incontrano per distinguersi, sarà appassionante per i nostri cuori e utile per le nostre vite.
Potrebbero interessarti della stessa autrice:
IL PATRIARCATO è VIVO (e … lotta insieme a noi…!) di ANNA STOMEO – IL PENSIERO MEDITERRANEO