A tò Kalòn l’Ecocritica in chiave teorica di Carlo Alberto Augieri: logica, scienza e poesia per un’autobiografia della coscienza

di Anna Stomeo
Sabato 23 Maggio a Martano (Lecce), in via Marconi 28, alle ore 19.00, presso il Centro Culturale tò Kalòn dell’Associazione Itaca Min Fars Hus, condotto da Anna Stomeo e da Paolo Protopapa, ritorna il Prof. Carlo Alberto Augieri per affrontare, con il suo ultimo lavoro teorico (Carlo Alberto Augieri, Logica poetica nella comprensione scientifica della Natura: per un’Ecocritica in chiave teorica, Edizioni Milella, 2026), un argomento di grande attualità civile, filosofica ed etica: ridefinire i profili conoscitivi del nostro rapporto con la natura alla luce della «corrispondenza di ragione e sensibilità, impressione intuitiva, sensazione e stupore».
Tutt’altro che un esercizio soltanto teoretico, e, invece, un contributo teorico importante alla riflessione sulle dinamiche socio-ambientali, universali e politiche, che coinvolgono l’intera umanità, in questi anni di catastrofi climatiche, ma anche di guerre sconsiderate, di genocidi e di disordine mondiale, di armi autodistruttive e di tecno-autocrazie imperiali aggressive e devastanti.
Il libro, che si colloca all’interno di una nuova Collana della Casa Editrice Milella dal titolo “le due Culture”, con un Comitato scientifico variegato e attento alla comunicazione divulgativa, vuole essere l’invito di un filosofo, e di uno studioso di rara sensibilità per l’umano, a definire «un’ecocritica in chiave teorica» con la quale prendersi cura dell’umanità nella sua essenza e nel suo abitare il mondo in modo responsabile.
Sotto questo profilo, quest’ultimo lavoro di Carlo Alberto Augieri costituisce un approdo importante e significativo dell’intero suo percorso intellettuale, critico e poetico.
La raffinata carriera ermeneutica di Augieri si è svolta, nell’arco di oltre un cinquantennio, con straordinaria continuità, in un succedersi ricco e argomentato di “scoperte”, che, non a caso, coincidono con altrettante elaborazioni teoriche dirimenti, che hanno segnato il suo insegnamento nell’Università del Salento, dove ha formato alcune generazioni di allievi, molti dei quali ancora lo seguono con vivezza di riscontri.
Già ordinario di Critica letteraria e Letterature comparate, con insegnamento anche di Narratologia e di Ermeneutica del testo, Augieri non si è mai sottratto alla responsabilità scientifica dell’innovazione metodologica e dell’apertura a nuove dimensioni del sapere critico, introducendo inediti orizzonti nella ricerca teorica dell’Ateneo salentino, oltre la tradizione denotativa e discorsiva dello studio della letteratura e sempre più verso proficue contaminazioni filosofiche, ermeneutiche e semiotiche, aperte ai linguaggi dell’ «oltrepassamento» e in sintonia con le punte più avanzate del pensiero europeo. Nello stesso tempo Augieri non è mai venuto meno anche alla responsabilità etica del proprio magistero specialistico, che ha sempre alimentato, nel corso dei decenni, con progetti di crescita collettiva, di relazione e di rinascita, finalizzati non solo a scandagliare la complessità dell’umano, ma soprattutto a definire tutte le possibilità di un ‘nuovo umanesimo’, nella dimensione ineludibile dell’alterità e del dialogo e nell’unicità inclusiva di naturale e umano.
Questo riferimento, per così dire ontologico, all’alterità costituisce l’incipit filosofico del pensiero di Augieri, come testimonia tutto l’arco della sua produzione critica, in cui il discorso letterario, come quello poetico, si apre sempre alle «risonanze comparate di senso».
L’attenzione al “simbolico”, come veicolo di conoscenza totale, oltre gli steccati forzatamente disciplinari, è ciò che ha sempre caratterizzato la ricerca teorica di Carlo Alberto Augieri, che si è svolta su due piani comunicanti e non contrapposti, per quanto apparentemente alternativi: quello dell’analisi critica, puntuale e riflessiva, e quello dell’esercizio poetico, condotto in prima persona, con esiti di estrema profondità e anche di indiscutibile bellezza. In questa doppia e autentica connotazione teoretica, l’Autore ha, da sempre, attraversato territori a volte tra loro distanti, altre vicinissimi, comunque attinenti un’alterità costante e necessaria, come priorità teoretica e cognitiva.
Una scelta di metodo, quella dell’alterità, che, come tale, chiama in causa tutti momenti conoscitivi che hanno puntellato il suo lungo percorso teorico: dall’interpretazione, avanguardistica nell’Ateneo salentino degli anni Novanta, delle forme simboliche della letteratura, tra eccedenza e confine, alla «ri-simbolizzazione orizzontale della storia» in Pasolini e alle forme dell’ «oltrepassamento» della letteratura tra Bachtin, de Martino, Jakobson e Lotmann, fino all’«animismo del linguaggio», alla «narrazione come ermeneutica» e al rapporto tra evocazione ed enunciazione, per indicare solo alcuni “titoli” del lungo cammino filosofico e semiotico, sempre altamente innovativo dell’Autore.
In questo volume Augieri, però, intende andare su un ulteriore e attiguo terreno di riflessione, raccogliendo gli strumenti teorici che rendono possibile l’alterità del pensare e del fare, della teoria (scienza) e della poesia (poiein), fino a definire una «Logica Poetica nella comprensione scientifica della Natura» in cui la preposizione “nella” racchiude già, a nostro avviso, l’implicito e significativo richiamo a Spinoza del discorso ermeneutico di Augieri, come nucleo originario del suo pensiero. L’unità umanità/natura è l’incipit della conoscenza, il punto di partenza che determina quell’«inerenza analogica della conoscenza della natura in Poesia e nella Scienza» che l’Autore sente il bisogno di chiarire sin dalle pagine introduttive, non solo a scanso di equivoci interpretativi, ma come manifesto di intenti teorici e teoretici ben definiti in partenza.
Si delinea un progetto conoscitivo autonomo che si dipana attraverso l’analogia e la metafora, assunte come «processi di pensiero, che oltrepassano il limite denotativo del senso» per generare «consignificanza» e «nuove visioni». Il veicolo teoretico, se così vogliamo definirlo, di questo progetto, risiede nello sguardo, nel guardare, richiamato come punto di origine e di sviluppo dell’intero processo conoscitivo di costruzione analogica e metaforica e assunto come modello interpretativo autonomo, che supera le false contrapposizioni tra razionalità e intuizione, tra logica e sensibilità empirica, esasperate e portate alle estreme conseguenze da un pensiero filosofico pregresso e ossessionato dall’assolutizzazione del reale. Analogia e principio di indeterminazione, metafora e intuizione appartengono, in eguale misura, alla fisica e alla conoscenza poetica, laddove quest’ultima si ridefinisce continuamente attraverso l’esercizio dell’eccedenza, che supera la fissità dell’oggetto e ne allarga il significato, proprio grazie alla traslazione metaforica. Un approccio semiotico necessario e ineludibile, come ben sa, e ben sa dire, Augieri nelle pagine di questo libro.
In sei densi capitoli, che, di fatto, equivalgono ad altrettanti saggi autonomi, l’Autore ci racconta non solo l’intima inclusività di natura e umanità, ma anche come gli scienziati e i poeti abbiano praticato gli stessi sentieri conoscitivi, anche in tempi non sospetti e non solo nel Novecento della Fisica quantistica.
Sentieri aperti allo stupore e alla meraviglia, assunti, senza azzardo, come canoni interpretativi, in cui si afferma il primato della lingua, come strutturazione e realizzazione del pensiero scientifico-umanistico, acquisito definitivamente nella sua unità e potenzialità indeterminata e indeterministica. Un pre-corrimento e un per-corrimento di alcuni fondamentali momenti del pensiero scientifico-filosofico e semiotico contemporaneo con relative “scoperte” e tante riflessioni di estrema creatività, anche espressiva, come quella fondamentale della prassi enunciativa in relazione alle immagini della natura, poste in dialogo e in correlazione con chi le guarda. Un nodo teorico essenziale del guardare e del comprendere contemporanei
La logica poetica di Carlo Alberto Augieri intende attingere al nucleo profondo della realtà sviluppando un’intimità inclusiva con la natura, che si traduce in autentico approccio filosofico ed etico, come conferma l’ultimo sorprendente e significativo capitolo, dedicato all’analisi dell’enciclica !Laudato si’” di Papa Francesco, vero e proprio punto di arrivo e modello ermeneutico conclusivo e definitivo, nel quale la distinzione tra scienza, poesia e spiritualità si dissolve in unicum conoscitivo e pratico.
Augieri avverte, nell’ “ecologia integrale” di Papa Francesco, l’agire sotterraneo e determinato della logica poetica, non solo come strumento di comprensione del nesso natura/umanità, ma, contemporaneamente, come postulato e apostolato etico, come logica poetica ‘applicata’, che tiene insieme, in un’unica connessione analogica e metaforica, l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, in un’unità di linguaggi tesi a ridefinire il rapporto con il Pianeta. Un processo di risimbolizzazione orizzontale simile, a nostro avviso, a quello con cui, tanti anni fa, il percorso ermeneutico di Augieri ha avuto origine nella riflessione su Pasolini e il potere: la necessità di focalizzare l’eccedenza semantica dei fenomeni con gli strumenti della poesia e della visione.
Un cerchio che si chiude teoreticamente, per aprirsi eticamente all’infinita dimensione dell’umano: salvare il Pianeta oggi è possibile solo riconoscendone l’intima dimensione ecologica, in analogia con il riconoscimento religioso, andando cioè oltre «il paradigma tecnocratico» e «la boria antropocentrica». Su questo piano il filosofo, lo scienziato, il poeta e l’intellettuale si gioca tutto in un’unica mossa, in cambio della salvezza collettiva, mettendo in primo piano la logica dell’alterità e il linguaggio della relazione.
L’ecocritica in chiave teorica come un’autobiografia della coscienza contemporanea, come eco-antropologia di natura/umanità, cioè come riconoscimento della responsabilità individuale e collettiva: questo il magistero teorico ed etico di Carlo Alberto Augieri, che questo libro ci racconta nei suoi esiti più densi e maturi.
Gli amici di tò Kalòn saranno felici di ascoltarlo dalla sua viva voce, in un’indimenticabile serata di “reverie” e di autentica meditazione.