A tò Kaòn il Prof. Francesco Fistetti in una conversazione aperta su estrema destra, autorirarismo e tecno-capitalismo.
di Anna Stomeo
Le contraddizioni di una democrazia a rischio. Quali prospettive?
Giovedì 11 dicembre 2025, alle ore 18.00, a Martano (Lecce) in via Marconi 28, ritornano gli incontri speciali del Centro Culturale tò Kalòn dell’Associazione Itaca Min Fars Hus, condotto da Anna Stomeo e da Paolo Protopapa, con un evento di grande interesse e attualità: una conversazione con il Prof. Francesco Fistetti, Ordinario d Storia della Filosofia nell’Università di Bari, sulle tematiche del saggio del sociologo e filosofo francese Alain Caillé, “Estrema Destra e Autoritarismo. Le contraddizioni di una democrazia a rischio” (Meltemi, 2025), del quale Fistetti ha curato un’ampia e articolata Postfazione che ne approfondisce i contenuti aggiungendone di nuovi e inediti.
Fistetti e Caillé, collaborano da sempre a “La Revue du MAUSS” (acronimo di Movimento Antiutilitarista delle Scienze Sociali, significativamente coincidente con il nome dell’antropologo Marcel Mauss che lo ispira) e di cui Caillé è il fondatore sin dal 1981, e sono impegnati, con numerosi studiosi da tutto il mondo, nel Movimento Convivialista di cui hanno curato il primo, il secondo e il terzo Manifesto, che sarà pubblicato nel prossimo gennaio 2026.
Un impegno costante sul piano della ricerca filosofica, sociologica, economica e antropologica, finalizzato alla comprensione del capitalismo attuale attraverso la rilettura critica delle grandi correnti teoriche e politiche, che lo hanno animato negli ultimi due secoli, dal liberalismo al socialismo, dal comunismo all’anarchismo, passando per i movimenti pacifisti e ambientalisti.
Non si tratta di riferimenti generici, ma di un vero e proprio sviluppo epistemologico e critico di una teoria antropologica, filosofica e politica come il convivialismo, che intende utilizzare il meglio delle grandi acquisizioni teoriche del passato, non solo per comprendere il presente, ma anche per rispondere in modo operativo, etico e politico, al neoliberismo e alle sue derive antiumanitarie e distruttive, di cui, peraltro tutti i comuni cittadini, in gradi diversi, sono vittime
L’impegno intellettuale si fa impegno civile e sollecita alla discussione, all’incontro e al confronto per la definizione di concrete soluzioni alternative ai problemi che il mondo attuale ci pone: questo il metodo e l’obiettivo fondamentale del Movimento Anti-Utilitarista delle Scienze Sociali e del Movimento Convivialista, un metodo di ricerca e di discussione che auspichiamo passi anche per tò Kalòn la sera dell’11 dicembre prossimo, in una preziosa conversazione con il Prof. Fistetti che si terrà on line e che sarà perciò aperta ad una partecipazione molto ampia e attenta.
Il saggio di Alain Caillé indaga le cause e i contesti che hanno favorito e favoriscono l’avanzata dell’estrema destra in tutto il mondo, caratterizzata da una recrudescenza delle misure autoritaristiche e da una perdita progressiva dei diritti democratici, che ha generato un “totalitarismo rovesciato” e “parcellizzato”, non più basato sull’identificazione dell’individuo con la massa, ma sulla parcellizazione e l’isolamento dei singoli consumatori, deprivati di ogni possibile azione politica collettiva. Una situazione di individualismo capitalistico esasperato che incontra e riassorbe le istanze più reazionarie e conservatrici delle destre novecentesche sopravvissute nei vari neofascismi riabilitati nei parlamenti liberali, come è avvenuto negli anni Novanta in Italia.
L’ideologia sovranista e settaria, fondata sul “risentimento” politico e sociale e sul rifiuto della rivoluzione democratica come necessaria al moderno vivere civile, delle destre estreme, pur nelle loro varie articolazioni, incontra, secondo Caillé, le derive del neoliberismo e il tecno-capitalismo più sfrenato, generando un «rapporto paradossale tra estrema destra, autoritarismo e neoliberalismo su scala globale» cha chiama in causa le responsabilità (e le correità) di una sinistra globale spesso coinvolta e attratta, nei suoi gruppi dirigenti, dalle malìe neoliberiste assunte come regole economiche ineludibili. Di qui la totale mancanza, da sinistra, di «una narrazione che possa trasmettere una passione costruttiva» e una visione chiara di ciò che si vorrebbe costruire.
Nella Postfazione Francesco Fistetti articola un ampio dialogo con l’amico e collaboratore Alain Caillé, approfondendo ulteriormente le tematiche affrontate e introducendo nuovi elementi di riflessione. In primo luogo l’analisi gramsciana dell’egemonia, che risulta estremamente attuale anche «al fine di indagare la dialettica tra Stati egemoni e Stati subalterni sulla scena internazionale e i rapporti tra governanti e governati sul piano intrastatuale». In secondo luogo il “paradigma del dono” di Marcel Mauss, che Fistetti definisce, in modo molto originale, “operatore di traduzione”, in grado di «dialogare e di contaminarsi con tutte quelle costellazioni filosofiche e scientifiche che contestano le patologie e le devastazioni del capitalismo neoliberista».
Sono questi solo alcuni degli argomenti che è possibile estrapolare proficuamente dal dialogo tra i due studiosi, un dialogo che appare tanto più utile, per il cittadino comune attento alla contemporaneità, quanto più condotto con lo spirito civile della divulgazione e del confronto, in un linguaggio chiaro e comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Un’occasione unica per prendere coscienza del presente e per sentirsi all’altezza dei propri doveri di cittadini democratici e repubblicani.
In un clima che, per quanto rassicurante, per via delle prossime festività natalizie, si rivela, tuttavia, incerto e inquietante, attraversato da venti di guerra e rischi rilevanti per le istituzioni democratiche e repubblicane, a tò Kalòn si cercherà di fare il punto, con il contributo di tutti e con l’ausilio di un filosofo e di uno studioso di grande livello, come Francesco Fistetti, sui tempi che stiamo vivendo e sui modi in cui è ancora possibile costruire un futuro diverso.
Davvero l’invito a non mancare risulta, questa volta, per nulla retorico.
Ognuno di noi ha bisogno di fermarsi, nel pieno dell’oblio consumistico, per riflettere sul delicato momento politico nazionale ed internazionale che stiamo vivendo e avere la soddisfazione di capire e proporre, nel quadro di un’autonomia cognitiva che da tempo abbiamo perso.
Vi aspettiamo numerosi, in presenza e sul Web, per… un Natale costruttivo e consapevole.
Non mancate.