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“Ambasciatori di fede”il Calendario 2021 dedicato alla processione del Venerdì Santo di Gallipoli

“Ambasciatori di fede” è il titolo del video del calendario 2021 dedicato alla processione del Venerdì Santo a Gallipoli, realizzato, dal fotografo Mauro Bello con 14 scatti inediti e suggestivi. Originario di Alezio, è un esperto di arte fotografica: da circa 10 anni immortala le fasi salienti e i personaggi che caratterizzano la processione: un vero e proprio serpentone umano, che uscendo al calar del sole si snoda nelle strette vie del centro storico, per poi raggiungere il borgo. Mauro Bello, torna in scena per regalare un inedita emozione “Istanti di una Processione” un vero e proprio foto documentario realizzato grazie alle indicazioni e le idee del consiglio di amministrazione della Venerabile Confraternita del Santissimo Crocifisso, retta dal priore avv. Francesco Zacà e la supervisione del parroco della cattedrale e padre spirituale, don Piero De Santis.

LA PROCESSIONE DEI MISTERI E DELLA TOMBA DI GESU’ CRISTO

Avv. Francesco Zacà Priore della Venerabile Confraternita del Santissimo Crocifisso

I riti della Settimana santa gallipolina raggiungono momenti di elevata pietà popolare nella processione dei “Misteri e della Tomba di Nostro Signore Gesù Cristo”, tradizionalmente denominata processione dell’URNIA, di cui è titolare la Confraternita del Ss.Crocifisso.

La processione, che trae origine dai riti penitenziali medievali –aperta dal cupo rullio di un tamburo scordato, al quale si accompagnano il lancinante squillo di una tromba ed il lugubre crepitio di una “trozzula” – è composta da numerose coppie di confratelli del SS.Crocifisso che, indossando camice rosso, mozzetta turchina e cappuccio rosso, completamente calato sul volto e trattenuto da corone di spine, sapientemente intrecciate dalle abili mani dei sodali, procedono lentamente per le strade della città, accompagnati da una gran folla di donne e uomini che, in pio raccoglimento, partecipano sentitamente alla memoria del mistero del sacrificio della Croce.

Antico retaggio della tradizione medievale e, al tempo stesso, tangibile testimonianza di pietà popolare è costituito dalla presenza del penitente; si tratta di un confratello scalzo, incappucciato e vestito soltanto di sacco rosso, che si percuote il dorso con una disciplina (particolare flagello di lamine metalliche) ovvero che reca sulle spalle una croce, come atto penitenziale di mortificazione del corpo.

Dopo i simulacri, in cartapesta, di Gesù nell’orto del Getsemani, di Gesù alla colonna, dell’Ecce Homo, di Gesù caricato della croce e del Cristo Crocifisso, avanza il maestoso gruppo della Deposizione.

Il Cristo morto, artistica scultura lignea dalla mirabile perfezione anatomica, viene adagiato su un bianco lenzuolo rappresentante la sindone, sorretto o da statue rappresentanti Angeli o da altre figure presenti alla tragedia del Golgota, secondo il modello scelto, annualmente, dalla Confraternita.

La Tomba (URNIA in dialetto) è portata a spalla da squadre di dieci caricatori per volta e il suo peso è di circa tre quintali  

Partecipa alla processione, la Confraternita di Santa Maria degli Angeli, con la statua dell’Addolorata, vestita di nero come da tradizione spagnola e senza fiori in segno di lutto.

La processione, partendo dalla Chiesa del Ss.Crocifisso, fa sosta nella Basilica Cattedrale per la celebrazione dell’Azione Liturgica e attraversa le vie del centro storico e della città nuova dal pomeriggio alle prime ore della notte, accompagnata dalle flebili e suggestive fiammelle di centinaia di ceri, da fiaccole e dall’esecuzione di numerose marce funebri, intervallate dall’Inno per voci bianche “CRISTO E’ MORTO! E’ MORTO IL SANTO!”

Il sacro rito si conclude sul bastione antistante la Chiesa del Ss.Crocifisso con una breve riflessione del sacerdote accompagnatore.

La “processione del silenzio” (così definita dal compianto Vescovo Mons.Vittorio Fusco) coinvolge migliaia di persone che, compostamente, in preghiera, partecipano al Mistero della Passione e Morte del Signore con fede autentica, la quale riesce ad esprimersi nella sua interezza anche attraverso le forme della religiosità popolare, memoria storica di una comunità che, soprattutto nel periodo pasquale, riprende coscienza e conoscenza della propria adesione a Cristo.

Da-sinistra-Mauro-Bello-Don-Piero-De-Santis-e-Francesco-Zaca-Priore
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