19 Gennaio 2021

IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

Appello per il restauro e il riposizionamento dell’opera scultorea “La Bestia Umana” di Oronzo Gargiulo.

Storia di una statua importante e del suo autore – artista leccese dimenticato.

di Stefania Carofalo

“La Bestia Umana” è una vigorosa opera scultorea in gesso di Oronzo Gargiulo, artista nato a Lecce il 21 settembre 1869.

”Il magnifico gesso …. ritrae un forzato, nell’ora della solitudine e del riposo, mentre la incerta visione di un nuovo delitto gli attraversa la torbida mente, e la cupa tragedia dell’anima si rivela nell’anelito faticoso.

La figura, poco più grande del vero, oltre ad essere anatomicamente impeccabile, rende in ogni sua parte la funesta degenerazione fisica e morale, cui hanno tanto contribuito l’atavismo, la miseria e l’abbandono”.

Questa è la descrizione dell’opera che ne fa Pietro Marti nel suo articolo Un possente e infelice scultore leccese

La bestia umana. Scultura di uomo a torso nudo seduto per terra pensante.
Oronzo Gargiulo: La bestia umana Scultura in gesso (foto Istituto Comprensivo Dante Alighieri Lecce)

L’uomo è seduto per terra, a torso nudo, appoggiato con le braccia e le mani aperte sul pavimento, la testa è reclinata con lo sguardo verso il basso, i capelli rasati e la catena alla caviglia accentuano la sua condizione.

E’ vestito solo con un paio di pantaloni larghi, la gamba sinistra è quasi distesa mentre la destra è piegata col ginocchio che si accosta al braccio e sembra essere il punto in cui l’uomo volge lo sguardo.

Quest’opera è stata presentata per la prima volta nel 1894 alla Triennale di Milano e l’anno dopo alla Mostra Nazionale di Roma dove vinse il primo premio per i lavori di “grande concetto”.

Grande successo a soli 24 anni!

Fotografia primo piano di Oronzo Gargiulo. Uomo con baffi e cappello
Oronzo Gargiulo (foto tratta da Enrico Giannelli: Artisti napoletani viventi. Pittori, scultori, incisori ed architetti)

La sua popolarità cresceva  di esposizione in esposizione: Monaco (1895), Firenze (1896), Berlino (1897), Venezia (1897) e Bruxelles (1898) accolsero con ammirazione la possente  Bestia umana e la dolcezza delle statuette e le testine muliebri realizzate in bronzo.

Il Sindaco di allora, Giuseppe Pellegrino, in occasione dell’inaugurazione del nascente Museo Civico nel 1898, invitò con un appello, gli artisti leccesi e salentini che avevano riscosso successo fuori dal paese natio, a donare un’opera affinché la loro gloria fosse ricordata nella terra madre.

Oronzo Gargiulo accettò molto volentieri e donò la sua opera più importante, l’originale in gesso, quella che tanti onori gli aveva dato, con l’accordo, o la speranza, che fosse portata in fonderia per essere riprodotta in bronzo, oltre a un’altra opera “Nannina”, una testina di donna in bronzo di straordinaria bellezza.

L’artista chiese pertanto 150 lire per acquistare il gesso occorrente a riprodurre una copia della Bestia Umana da esporre in altre esposizioni. L’Amministrazione comunale accetta la richiesta, preleva il denaro dal fondo del museo civico e lo spedisce con un vaglia a Gargiulo.

Lo scultore accettò l’invito del Sindaco a tornare in città per le Feste inaugurali del 23-24-25-26 giugno 1898 programmate dall’amministrazione comunale che riguardavano la Tramvia Elettrica, il monumento a Gioacchino Toma e l’inaugurazione del Museo Civico.

Fotografia del 1898 in bianco e nero di Piazza S. Oronzo nell'inaugurazione della linea tramvia con vettura e folla di gente
Lecce nei giorni delle inaugurazioni del 1898. (Cartolina originale a colori nell’Archivio A. Sabato)

Il suo ritorno in città ha, purtroppo, segnato l’inizio della sua fine così come racconta il suo amico e scrittore Pietro Marti in un articolo apparso sulla rivista Vecchio e Nuovo:

Nel pomeriggio, dopo la cerimonia inaugurale del monumento a Gioacchino Toma –  per cui era giunto da Taranto, a tenere la orazione ufficiale, il Prof. Luigi Viola, archeologo insigne e concittadino del grande pittore galatinese —  la magnifica accolta si scompose in gruppi spensierati e festanti. L’anima di ognuno vibrava di gaudio e d’orgoglio dinanzi al solenne avvenimento di sincerità intellettuale offerto da Lecce in quel giorno.

Uno di quei gruppi – formato da Luigi Scorrano, da Stanislao Sidoti, da Oronzo Gargiulo e da me. Che, dopo alcuni anni di lontananza, tornavo a rivedere la città sacra ai miei affetti domestici, ringiovanita dalla sapiente operosità di coloro cui avevo offerto, nell’asprezza delle lotte giornalistiche, tutta la mia fede nei migliori destini di Lecce — prese la via di Fulgenzio, inebriato quasi dalla visione di un tramonto orientale.

La quiete del luogo e la serenità dell’ora riconducevano le nostre anime alla ineffabile poesia delle rievocazioni, e c’inoltravamo tacendo, assorti in un dolcissimo incantamento.

D’ improvviso, Oronzo Gargiulo si staccò dal mio braccio; fissò lo sguardo senza luce nel vuoto e — con un accento che mi risuona ancora nel petto come la voce di una inesorabile fatalità — ripeté tremando: Povera mamma mia!  Povera arte mia!

Quella balda giovinezza, innanzi a cui pareva dischiuso l’orizzonte della gloria e della fortuna, era stata travolta nell’oscuramento dell’alienazione mentale. Da quel vespero di sgomento, il Gargiulo vegetò per circa vent’anni.

Nel 1898, dopo aver tentato il suicidio gettandosi dal treno e aver dato segni visibili di alienazione mentale è stato condotto presso la Casa di salute Francesco di Sales a Napoli e morì nel 1917 in manicomio ad Aversa.

Il Museo Civico era ubicato all’interno del Sedile, in piazza S. Oronzo, fu inaugurato il 24 giugno 1898.

Cartolina Lecce primi anni 1900 Museo Civico Sedile
Lecce nei primi anni del 1900. Museo Civico

Lo scultore è annoverato tra gli artisti napoletani perché è lì che visse e studiò all’Istituto di Belle Arti con grande profitto, e sotto la guida di Achille d’Orsi.

Galleria con statue nell'Accademia Belle Arti Napoli
Accademia Belle Arti Napoli. Galleria
Accademia Belle Arti Napoli edificio su due piani con alte finestre ad arco, un corpo centrale di ingresso con scalinata e alto tre piani
Accademia di Belle Arti a Napoli

In un articolo della Stampa- Gazzetta Piemontese del 13 luglio 1898 si legge: Egli era un valoroso e promettente artista. All’Esposizione di Roma del 1894 si fece molto notare per una statua: La bestia umana, che ottenne il premio di mille lire.

Testa di bambino sorridente con appello
Testa di bambino

Oronzo Gargiulo ha preso parte alle seguenti Esposizioni:

1894 MILANO – Esposizione Triennale della R. Accademia di Belle Arti di Brera

La bestia umana. (Statua in gesso).

1895  MONACO (Baviera) – Esposizione Internazionale d’Arte

Nannina   (Testa in bronzo).

1895-96 ROMA – LXVI Esposizione Nazionale di Belle Arti della Società Amatori e Cultori di Belle Arti

Nannina (Testa in bronzo).

La bestia umana. (Statua in gesso. Premiato col primo premio).

1896-97 FIRENZE – Esposizione di Belle Arti. Festa dell’Arte e dei Fiori

Monello napoletano (Testa in bronzo).

Nannina (Testa in bronzo).

1897 VENEZIA – Seconda Esposizione Internazionale d’Arte

Figlia dei campi. (Testa in bronzo).

1897 NAPOLI – Mostra Promotrice da S.A.R. Principe di Napoli

Figlia dei campi. (Testa in bronzo).

1897 BERLINO – Grande Esposizione d’Arte

 Monello napoletano. (Testa in bronzo).

1897 MONACO (Baviera) – VII° Esposizione Internazionale d’Arte

 La bestia umana (Scultura in gesso).

Contadinella (Testa in bronzo).

1897 BRUXELLES – Esposizione Internazionale

Monello napoletano. (Testa in bronzo).

1898 TORINO – Esposizione Nazionale, Cinquantesimo anniversario- proclamazione dello statuto

Turris Infracta (scultura in gesso)

Pacchianella napoletana (Statua in bronzo).

1898 MONACO(Baviera) – Esposizione internazionale d’Arte

Figlia dei campi (Testa in bronzo)

1898 BARCELLONA – IV Esposizione di Belle Arti e Industrie Artistiche

Monello napoletano (Testa in bronzo).

1898 PIETROBURGO – Prima Esposizione Artistica Italiana di Pittura e Scultura

Monello napoletano (Testa in bronzo)

1905 MONACO(Baviera) – IX.” Esposizione Internazionale d’Arte

Carmeniello (Testa in bronzo).

1906 MILANO – Mostra Nazionale di Belle Arti. Inaugurazione del nuovo valico del Sempione

Torillo. Monello napoletano (Testa in bronzo).

Figlia dei campi (Testa in bronzo).

1906 PARIGI – Salon Società degli Artisti Francesi. 124° Esposizione di Belle Arti

At home (Statuetta in bronzo)

Abroad (Statuetta in bronzo)

Già negli anni Trenta, lo scrittore e giornalista Pietro Marti aveva evidenziato la facilità e l’indifferenza con cui l’amministrazione comunale aveva dimenticato lo straordinario scultore con le seguenti parole:

“…Poche sculture del periodo naturalista reggono al confronto di questa statua di poco più grande del vero, ed è umiliante rilevare che l’originale – donato dall’autore, con filiale devozione, fin dal 1898, per l’inaugurazione del Museo Civico di Lecce – sia ancora in gesso sotto il pericolo di deterioramento, se non di rovina

La spettacolare opera “La Bestia umana” che ha trovato consensi ovunque, oggi è collocata all’interno dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri in via Egidio Reale, 59 a Lecce e purtroppo, in quanto istituto scolastico, non è aperto al pubblico.

Nella lettera dell’artista datata 8 aprile 1898 inviata al sindaco Giuseppe Pellegrino, e custodita all‘Archivio Storico di Lecce, sono presenti tutte le prescrizioni da adottare per l’alloggiamento della statua e tra questi l’indicazione circa il basamento.

Da un confronto con una foto pubblicata a corredo dell’articolo di Pietro Marti, indicativamente risalente agli anni Trenta del 1900, e quella più recente, si nota:

  • la presenza di un basamento nella prima e completamente assente nella seconda;
  • l’alluce del piede sinistro è sbrecciato.

Aldilà dell’esaltazione e della qualità artistica e alla luce di quanto emerso da questa mia ricerca storica, ritengo che sia giusto, oltre che doveroso, dare il meritato lustro al nostro geniale artista e concittadino, che tanto successo ha riscosso nelle più importanti Esposizioni di fine Ottocento e che ben presto è stato relegato nel più profondo oblio, forse a causa della sua successiva infermità mentale.

La situazione di scarsa divulgazione, nella conoscenza del patrimonio storico artistico locale, evidenziata è stata posta all’esame dell’Associazione Culturale APSEC-LECCE (Associazione per la Promozione delle Scienze, dell’Educazione e della Cultura di Lecce) particolarmente attenta al fenomeno, non raro, di dimenticanza storica, che ha inserito nei suoi programmi, per l’anno in corso, la necessità di porre in essere le necessarie attività acché alla scultura del Gargiulo possa essere data la giusta dignità artistica e storica che merita.

Pertanto Chiedo all’Amministrazione Comunale, unitamente all’APSEC-LECCE :

  • di valutare la possibilità di una collocazione accessibile a tutti, nel rispetto di tutte le caratteristiche tecniche richieste dall’artista e già a suo tempo concordate con il sindaco Pellegrino;
  • restaurare l’alluce del piede sinistro e di altre parti risultate danneggiate (così come avvenuto per i lavori di restauro per il leone in gesso dello scultore E. Maccagnani a cura del Liceo Artistico e Coreutico Ciardo Pellegrino di Lecce).
Fonti

Archivio Storico Comunale di Lecce. Categoria IX Classe 8, fascicolo 1, busta 36, interno 19

Pietro MARTI, Un possente e infelice scultore leccese sta in “Vecchio e Nuovo” A. 8, n.1 settembre 1930 p.7-9

Pietro MARTI, Notizie sui principali artisti salentini  sta in Ruderi e monumenti nella penisola salentina . Tipografia la Modernissima 1932 Lecce pp. 210 – 212

Amilcare FOSCARINI, Guida storico-artistica di Lecce, Lecce 1929, p. 94. 

Enrico GIANNELLI, Artisti napoletani viventi. Pittori, scultori, incisori ed architetti. Tipografia Melfi & Joele 1916 Napoli

La Stampa- Gazzetta Piemontese 13 luglio 1898

Guida del visitatore nelle esposizioni riunite del 1894 in Milano. Edoardo Sonzogno editore, Milano maggio 1894