IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Casa Buonarroti racconta l’altra faccia di Michelangelo

Casa Bonarroti

di Riccardo Rescio

La Fondazione Casa Buonarroti di Firenze apre al pubblico una nuova esposizione dedicata a Michelangelo e all’opera di un artista a lui vicino, Tiberio Titi.
L’inaugurazione è fissata per lunedì 30 marzo 2026 negli spazi storici del museo, situato nell’antica casa della famiglia Buonarroti.
Il titolo della mostra è “Michelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi”.
L’esposizione è prodotta dalla Fondazione Casa Buonarroti in collaborazione con Opera Laboratori, che ha curato anche l’allestimento.
I curatori sono Cristina Acidini, Presidente della Fondazione, e Alessandro Cecchi, Direttore della Fondazione.
Il progetto di restauro è stato reso possibile grazie al sostegno economico dell’associazione Friends of Florence, attraverso una donazione di Donna Malin.
Le operazioni di restauro sono state eseguite dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti.
Il progetto grafico della mostra è firmato da Sillabe.
L’evento si colloca in un momento preciso della riflessione storiografica su Michelangelo, quello in cui l’artista cessa di essere semplicemente un maestro del Rinascimento per trasformarsi in un mito della cultura occidentale.
Questa mostra nasce dall’occasione concreta di un restauro recentemente concluso, che ha riguardato un’opera attribuibile a Tiberio Titi, figura oggi poco nota ma attiva nell’ambiente fiorentino tra Cinque e Seicento.
Il restauro ha rivelato particolari prima invisibili, come tracce cromatiche originali e pentimenti, cioè correzioni apportate dall’artista in fase di esecuzione.
Queste scoperte consentono ora di ricostruire con maggiore precisione il rapporto di influenza e di distanza tra Michelangelo e i suoi epigoni, ossia gli artisti che ne hanno ripreso il linguaggio.
L’allestimento curato da Opera Laboratori guida il visitatore attraverso un confronto serrato tra l’opera restaurata e alcuni disegni e modelli originali di Michelangelo conservati a Casa Buonarroti.
Lo scopo è mostrare come il mito di Michelangelo sia stato costruito non solo dai suoi capolavori, ma anche dal lavoro di artisti minori che ne hanno diffuso le forme e i temi.
La mostra non celebra soltanto un restauro riuscito, ma interroga il significato stesso della parola mito applicata a un artista.
Essa invita a distinguere tra la grandezza storica dell’opera e la costruzione culturale che trasforma un uomo in una leggenda.
Casa Buonarroti, situata in via Ghibellina, conserva la più antica collezione al mondo di disegni e carte autografe di Michelangelo, nonché alcune sue sculture giovanili.
Questo patrimonio rende il museo il luogo ideale per una riflessione sulla nascita del mito michelangiolesco, un fenomeno che prese avvio già pochi anni dopo la morte dell’artista, avvenuta a Roma nel 1564.
L’operazione di restauro e la mostra che ne consegue dimostrano come la conservazione materiale delle opere e la ricerca storica siano due facce della stessa medaglia.
Senza la manutenzione della materia, il discorso sul mito resterebbe astratto.
Senza una riflessione critica, il restauro rischierebbe di essere solo un intervento tecnico privo di significato culturale.
La mostra intreccia questi due piani e offre al pubblico non un’ammirazione passiva, ma una conoscenza ragionata.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 28 giugno 2026.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati*

Rivista online Il Pensiero Mediterraneo - Redazioni all'estero: Atene - Parigi - America Latina. Redazioni in Italia: Ancona - BAT - Catania - Cuneo - Firenze - Genova - Lecce - Marsala - Milano - Palermo - Roma - Trieste. Copyright © All rights reserved. |Newspheredi AF themes.