IL PENSIERO MEDITERRANEO

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 “Come una farfalla. Pensieri e poesie” di Umberto Balzanelli

Manifesto Umberto

di Paolo Rausa

A Bivongi (RC) il 21 agosto 2026 ore 21,30 piazza Vittorio Emanuele

Siamo tutti nomadi, pellegrini. Non portiamo in giro la Buona novella, ma poesie e pensieri, come quelli di Umberto Balzanelli, racchiusi nello scrigno del suo libro “Come una farfalla. Pensieri e poesie”, pubblicato postumo dai suoi amici più cari. Ricchi di saggezza popolare vissuta e conditi con l’ironia soprattutto. A volte feroce, per lo più bonaria. Presentato per la prima volta il 21 marzo di quest’anno – giorno in cui era nato a Gabbiana (Marcaria, Mn) nell’anno 1944 – a San Donato Milanese, dove egli era vissuto, nella parte centrale della sua vita, dopo essersi laureato a pieni voti in Fisica all’Università di Parma. Aveva cominciato a lavorare all’Eni e poi si era inventato ristoratore e insieme ad altri amici e compagni avevano fondato a Milano zona viale Monza il Tempio d’oro, tutto fuorché un luogo di culto, la didascalia.  Significativo l’impegno per la realizzazione della Mascote, l’ospedale per le malattie tumorali dei bambini a Managua in Nicaragua.

Gli anni passano e terminata quella esperienza più che ventennale si era trasferito nel mondo estremo di Bivongi (RC), in terra di Calabria, dove conosceva gli amici trasferiti a Milano e che ritornavano, che gli ricordava per semplicità e bonarietà degli abitanti il suo paese natale, accanto a Mantova, la terra di Virgilio che lo aveva ispirato nel corso della sua esistenza. Umberto era di origine contadina ma aveva scelto di proseguire gli studi nel campo scientifico, non disdegnando la cultura umanistica.

Le sue conoscenze si estendevano anche alla musica, adorava soprattutto i Pink Floyd, per il linguaggio universale, che tutti capiscono, poveri e non, di ogni parte del mondo. Dalle sue agende, di cui siamo venuti in possesso dopo la morte avvenuta il 14 ottobre dell’anno scorso, zeppe di poesie e pensieri vari, è venuta fuori questa raccolta che viene ripresentata il 21 agosto a Bivongi, altro luogo della sua erranza, dove ha dimorato per una decina d’anni. Il libro è un omaggio postumo nato come contributo alla sua umanità da gente che lo stimava e lo amava. Così il Comune di Bivongi e l’Associazione culturale “Le radici e le ali” di Adele Murace si sono adoperate per far conoscere le sue composizioni che racchiudono un mondo di riflessioni. Leggere come nuvole in viaggio, come farfalle maripose che si librano in volo e raggiungono ora il ramo di un albero ora un fiore, ora l’erba arida dei sentimenti, ora la bellezza di una visione mozzafiato.

Umberto ha versato in questi scritti tutto il suo stato d’animo, da militante di un mondo di pace e di solidarietà, di combattente imperterrito contro le ingiustizie, senza mai reagire con astio e odio, semmai con ironia. Accogliendo nello stile e nel carattere il movimento lento dei tempi della natura dove tutto scorre, senza fretta, assaporando la gioia e la bellezza degli eventi racchiusi anche semplicemente in un sorriso o in un abbraccio.

Complice la sua predilezione per il grande poeta mantovano, Virgilio, di cui amava soprattutto le Bucoliche. Il dolce far niente, il vivere senza ansia per il futuro e il godere della semplicità che offre la natura lungo il greto di un torrente o di una fiumara. Ma poi egli si diverte, come accade nelle satire oraziane, ad incalzare i malcapitati che gli vengono a tiro dalla metropolitana milanese al locale di ristorazione. Così gli aforismi raggelanti si alternano alle meditazioni filosofiche e di alta lirica quando immagina un mondo che dovrebbe affidarsi alla poesia come mezzo di persuasione e di dolcezza, condita dalla melodia della musica che scorre prima ancora che dalle nostre orecchie nelle nostre vene, sempre solidale con i poveri cristi e i migranti che esprimono nella luce degli occhi la speranza di un futuro migliore. Perciò ha espresso nei versi e nei pensieri la sua propensione al bello e alla solidarietà sociale con gli esclusi ovunque fossero. “Siamo cittadini del mondo”, amava dire. Infine si era ritirato a Gonzaga, nella tua terra di Mantova, dove ha terminato il suo girovagare. Una vita condotta nella leggerezza, libera ed esile come una farfalla.


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