IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Dall’inferno di Kiev ai colori di Palermo: l’artista Valerio Zezur racconta la sua rinascita in Sicilia

Presentazione libro di Valerio Zezur

La redazione de Il Pensiero Mediterraneo condivide con i lettori il presente comunicato ufficiale considerando l’interesse culturale dell’iniziativa e il suo rilievo nel panorama nazionale. Pubblichiamo il testo nella versione integrale ricevuta, senza interventi o modifiche, al fine di garantire un’informazione precisa e rispettosa della fonte originale.
Di seguito il comunicato ufficiale.

Nel libro “Dentro l’incubo, oltre il buio”, la toccante testimonianza di un’infanzia negata in Ucraina e di come l’accoglienza e la bellezza del capoluogo siciliano abbiano ispirato la salvezza attraverso l’arte.

PALERMO – Esiste un legame tra il grigio cemento degli orfanotrofi post-sovietici e l’oro accecante del sole di Sicilia? Per Valerio Zezur, artista visivo classe 2001, la risposta è sì. E quel legame si chiama “salvezza”.

Esce in questi giorni “Dentro l’incubo, oltre il buio” (scritto con Mirko Giacomin, ISBN 9791224045175), un libro che è un pugno nello stomaco e una carezza al cuore. Valerio racconta la sua sopravvivenza nell’istituto “Maliatko” di Kiev, la fame, gli abusi, la vita di strada. Poi l’adozione in Italia, il difficile percorso di integrazione e la scoperta della propria identità. Ma in questo viaggio dal buio alla luce, c’è un capitolo geografico ed emotivo fondamentale: la Sicilia.

L’AMORE PER PALERMO
Nel suo percorso di ricerca artistica e personale, Palermo ha rappresentato lo snodo cruciale. “Venivo da un mondo di privazioni, dove tutto era uguale e silenzioso,” racconta l’autore. “Palermo mi ha investito con la sua vita, il suo caos meraviglioso, i suoi mercati, la sua architettura che trasuda storia e sofferenza, ma anche una bellezza prepotente. È una città che non ti giudica, ti accoglie. Lì ho capito che potevo trasformare le mie cicatrici in qualcosa di prezioso, proprio come Palermo ha fatto con la sua storia millenaria.”

UN LIBRO CHE PROFUMA DI RISCATTO
Il volume non è solo una biografia. È un’opera multimediale in cui la parola scritta si fonde con le opere pittoriche di Zezur: tele materiche, graffiate, dove il colore esplode come una liberazione. Una liberazione che deve molto alle atmosfere respirate nell’Isola, terra di contrasti forti, proprio come l’arte di Valerio.

La narrazione tocca temi urgenti: l’adozione internazionale, il dramma della guerra che incombe sulle sue origini, ma anche la scoperta dell’omosessualità e la lotta contro l’emarginazione. Palermo emerge tra le righe come luogo dell’anima, una “madre adottiva” culturale che ha saputo nutrire l’immaginario di un ragazzo affamato di bellezza.

“Sogno di tornare presto a Palermo,” conclude Zezur. “Vorrei portare la mia arte lì dove ho sentito rinascere la mia ispirazione. Questo libro è anche un ringraziamento a una terra che sa cosa significa cadere e rialzarsi, sempre più bella di prima.”


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