IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Disclosure Day : un film senza alieni ma con tanta simbologia esoterica

Critica cinematografica di Fabrizio Manco al film Disclosure Day

Di Fabrizio Manco 

Introduzione.

Dopo tanta attesa, il 12 Giugno 2026 anche nelle nostre sale è arrivato il nuovo film di Steven  Spielberg Disclosure Day ( Universal Pictures / Amblim Entertainment, 2026 ) . La pellicola prometteva fin dal primo trailer una storia avvincente piena di vere rivelazioni riguardanti gli alieni e il loro presunto rapporto con gli abitanti della terra…. Ma invece, si è rivelato ( è questa è l’unica rivelazione del film) un film pieno di luoghi comuni , retorica, personaggi stereotipati fino all’inverosimile, infiniti inseguimenti automobilistici che non si vedono nemmeno nei film di 007 , cattivi senza carisma e suore senza fede e dignità che si fanno domande su Dio alle quali non sanno rispondere.

Dal punto di vista della trama, della  sceneggiatura e del messaggio il film è una delusione totale ( sarebbe il caso di chiamarlo Delusion ). Tuttavia, da appassionato e studioso di esoterismo, alchimia, filosofia e simbologia Gnostica e mistica, ho individuato nel film alcuni elementi molto interessanti. Ed è di essi e della loro interpretazione che mi occupo nel presente scritto.

Verso la parte finale del film, appare una sorta di luogo flash back sull’ infanzia di Margaret Fairchild ( interpretata da del suo amico Daniel Kellner ( interpretato da

La piccola Margaret si trova nella sua cameretta quando improvvisamente tre animali dei boschi entrano a casa sua: sono un cervo, un cardinale rosso e una volpe rossa. Per tutto il film questi tre animali, in particolare il cardinale rosso e la volpe rossa, fanno capolino di tanto in tanto, come se volessero condurci da qualche parte. In particolare il cardinale rosso è legato a Margaret, la volpe rossa è invece legata a Daniel. Tuttavia questi tre animali, si scoprirà in seguito che non sono altro che gli alieni camuffati da animali terrestri per non spaventare gli esseri umani.

La scelta si Steven  Spielberg di inserire elementi fortemente simbolici, fiabeschi e naturali all’interno di una narrazione fantascientifica, non è una scelta casuale. D’altronde Spielberg in molti suoi film lo ha sempre fatto. Nel cinema infatti, quando una trama legata agli alieni risulta “ già vista “  o “ scontata e ripetitiva “ e quindi banale e superficiale, la vera chiave di lettura viene nascosta spesso all’interno di questo substrato mitico e archetipico.

Se analizziamo questi simboli togliendo la maschera della trama aliena e fantascientifica, emerge un profondo significato legato al viaggio dell’anima ( Psyche) , alla perdita di innocenza attraverso la perdita della memoria identitaria e al tentativo del sistema ( la  Matrice ) o  della Mente di decodificare il messaggio nascosto e il mistero ad esso collegato.

La simbologia della Fiaba e degli animali: il Cervo e la sua connessione legata al Sacro e il ciclo di Morte e Rinascita. 

Il cervo ( Cervus elaphus Linnaeus, 1758)  è uno degli archetipi animali più antichi del mondo spirituale e naturale. Messaggero dell’Invisibile, come una sorta di Psicopompo, questo grande  mammifero placentare delle foreste e dei boschi, rappresenta l’abbondanza, la rigenerazione , la purezza, la regalità e il contatto con I mondi ultraterreni e spirituali incontaminati. È l’animale che guida l’eroe fuori dal sentiero battuto verso il bosco profondo (  il quale simboleggia l’ignoto).

La presenza del cervo la  troviamo anche in alcuni racconti di J. R. R. Tolkien ( 1892 – 1973 )  come nel racconto Lo Hobbit , nel quale il Cervo bianco del Bosco Atro rappresenta l’avvicinarsi della Compagnia dei Nani guidati da Thorin,  verso una nuova soglia, che nel romanzo è il reame Elfico di Thorin.

Nel film di Spielberg la comparsa del Cervo rappresenta l’irruzione della dimensione spirituale e ultraterrena nella vita ordinaria della piccola Margaret. Il Cervo inoltre rappresenta la stessa essenza spirituale della piccola Margaret, pura e indifesa, prima di essere catturata e “riprogrammata” e dotata di poteri soprannaturali dagli stessi alieni. Anche il cognome di Margaret ha qualcosa di interessante  : il suo cognome è Fairchild  , ovvero la Bimba delle fiabe.

La Volpe Rossa: l’astuzia, la furbizia e il passaggio tra i mondi. 

La Volpe Rossa ( Vulpes vulpes Linnaeus, 1758 ),  è tradizionalmente il simbolo del discernimento, della destrezza e della sopravvivenza grazie all’ingegno di un sostegno superiore. Spesso, in alcune fiabe del nord Europa e nel folklore sciamanico, questo animale affascinante ed elegante è una creatura “ liminale “, ovvero è un animale che è capace di muoversi tra il giorno e la notte, tra il mondo visibile e quello invisibile.

Nel film la Volpe Rossa simboleggia la sopravvivenza all’inganno e alla manipolazione ( sia essa di origine aliena o sistemica) attraverso l’utilizzo della furbizia, del mimetizzarsi e della capacità di osservare oltre il velo Apollineo dell’inganno universale.

Il Cardinal Rosso: Il legame con gli antenati e la scintilla vitale.

Il Cardinale Rosso ( Cardinalis cardinalis Linnaeus, 1758 ), con il suo colore vivido, salta subito all’occhio in mezzo alla natura. Non a caso molte tradizioni spirituali ed esoteriche vedono nel cardinale rosso un messaggero spirituale, un promemoria che ci ricorda che la nostra anima è viva ed immortale. Il colore rosso rappresenta il sangue, la forza vitale e l’energia primordiale della vita. Nel film è una sorta di “ faro “ o guida spirituale che guida i protagonisti verso una maggiore consapevolezza interiore. In un mondo grigio e arido come quello del rapimento o dell’inganno universale, il Cardinale rosso ricorda la presenza della scintilla vitale che non può essere spenta. Tuttavia il cardinale rosso all’interno del film di Spielberg ha un ulteriore significato: rappresenta il linguaggio. La protagonista femminile, Margaret Fairchild , quando la viene a trovare per la prima volta l’uccellino rosso in cucina mentre fa colazione, incomincia a parlare in una strana lingua insieme a un linguaggio verbale somigliante al russo. Non appena entra sul luogo di lavoro Margaret ( lo studio giornalistico dove svolge il compito di meteorologa ) , comprende le più svariate lingue del mondo e lei stessa sembra parlare un misterioso linguaggio alieno. Il cardinale rosso quindi rappresenta anche il  linguaggio dimenticato, il messaggio da un altro mondo che la società ordinaria ha dimenticato sotto gli strati della modernità.

La ricerca scientifica ha inoltre scoperto da tempo che il gene del linguaggio umano ( FoxP2 , che si trova nel Cromosoma 7 )  è imparentato alla lontana con il gruppo degli Oscines ( Linnaeus, 1758) , i quali sono la maggior parte degli uccelli canori ai quali appartiene ovviamente il cardinale rosso. Il gene FoxP2 è stato scoperto anche nei resti dei tessuti delle ossa di alcuni esemplari di Homo neanderthaliensis e molto probabilmente la sua origine evolutiva risale fino agli albori dei primi uccelli canori che si stavano evolvendo da un ramo dei dinosauri teropodi.

La casetta di Hansel e Gretel e la strega malvagia: l’abbondano dell’ innocenza e dei falsi soccorsi.

La citazione di questa fiaba nel film Disclosure Day fornisce una sorta di chiave di lettura dell’infanzia di Margaret Fairchild. Nella fiaba originale trascritta dai fratelli Grimm, Hansel e Gretel vengono abbandonati dai genitori nel bosco profondo ( il quale luogo è l’archetipo dello smarrimento interiore è spirituale) e vengono attirati da una casa di marzapane ( la quale rappresenta la prigione dorata e l’inganno sensoriale offerto dai cinque sensi umani). La casa di marzapane che rappresenta il luogo dello smarrimento e dell’inganno, è non a caso gestita da una strega cannibale che vuole divorare i bambini. Nel film di Spielberg, il rapimento alieno riflette questa dinamica: una bambina lasciata sola, vulnerabile che viene catturata da entità che sembrano dotarla di poteri soprannaturali e di “ poteri speciali “ quando in realtà vogliono solo usarla per studiarla privandola della sua libertà. La stessa dinamica è per il suo amico Daniel Kellner.

La Stanza della piccola Margaret Fairchild tappezzata di farfalle.

Se si osserva attentamente le mura della stanza della piccola Margaret, si scopre che esse sono tappezzate da farfalle : questa stanza tappezzata di farfalle rappresenta la Metamorfosi della vita catturata e fissata. Potrebbe essere anche la metafora del Tempo preso e catturato. Questa è a mio avviso un’immagine visiva molto potente.

Fin dall’antica Grecia, la farfalla ( Lepidoptera Linnaeus, 1758 ) che ha da sempre rappresentato la Psyche, è il simbolo per antonomasia dell’anima e della metamorfosi dei cicli della vita ( che da un semplice verme strisciante si trasforma in un bellissimo insetto alato), ma la stanza tappezzata della piccola Margaret Fairchild sono la metafora della morte dell’anima che viene spillata e catalogata. Tutto ciò indica anche la tendenza della Matrix o delle forze esterne di controllo a catalogare e spillare la vita. Lo osserviamo ogni giorno nella nostra società. Le farfalle tappezzate nella stanza simboleggiano anche il prendere la bellezza vivente e la spiritualità per bloccarla,  collezionarla e renderla un oggetto d’arredamento o semplicemente di studio e analisi. Rappresenta a tal proposito anche la mente della stessa Margaret Fairchild : un potenziale di volo e libertà che è stato catturato e immobilizzato fin da bambina.

Gli alieni esistono o sono soltanto un inganno della Matrix?

La risposta a questa domanda è multipla e di non facile risposta.

Certamente a livello di cronaca e della cultura Pop collettiva è innegabile che il fenomeno ufologico e l’ossessione per il mondo alieno ha un fascino particolare. Tuttavia, l’ossessione per le Disclosure ( le rivelazioni aliene) , non è altro che un’ ennesima maschera della Matrix.

Spostare l’attenzione dei popoli e delle masse verso i popoli del cielo, creando così la mitologia dei popoli salvatori extraterrestri o la paura di invasori cosmici, serve a mantenere l’essere umano in uno stato d’animo perenne di attesa e sottomissione. Se noi crediamo che la nostra salvezza possa dipendere da una civiltà superiore a livello biologico e tecnologico, stiamo continuando a cercare la luce fuori di noi, rimanendo degli esecutori passivi. I “ poteri speciali “ dati a Margaret nel film sono la perfetta metafora di questo inganno: il sistema ci fa credere che per essere speciali o evoluti noi abbiamo bisogno di un sostegno superiore proveniente da un loro intervento,  nascondendoci il fatto che la nostra scintilla vitale interiore è perfetta e potente già così fin dalla nascita.

A livello della Realtà oggettiva dell’Universo, se togliamo la maschera del cinema e dei miti commerciali, l’universo si rivela essere un flusso eterno di particelle di energia intelligente in continua evoluzione. In un cosmo così immenso e infinito, governato da leggi fisiche e biologiche perfette, la vita si sviluppa e si evolve ovunque trovi le condizioni adatte. È chiaro che nell’universo ci sono altre forme di vita: ma il termine “ forme “ non significa alieni umanoidi simili agli esseri umani. Di conseguenza, l’esistenza di altre forme di vita biologica nell’universo sarebbe una conseguenza dell’evoluzione biologica della vita, e non materiale di ufologia e avvistamenti alieni. Le altre forme di vita sono figlie dell’evoluzione stessa della materia  che come crea forme di vita sulla Terra,  può benissimo creare altre forme di vita altrove in altri sistemi solari, perché le leggi della vita biologica sono ovunque le stesse, tranne alcune piccole varianti genetiche.

Tuttavia, queste  ipotetiche forme di vita sarebbero semplicemente altri esseri biologici inseriti nel flusso del cosmo, non divinità da adorare né demoni da temere. A questo proposito, il film di Spielberg fallisce nel raccontare gli alieni perché propone la solita narrazione commerciale di un sostegno superiore dalla  parte esterna, ma rivela la sua parte migliore nella simbologia, che io ho cercato di analizzare in questo scritto. In senso stretto, il film racconta la storia si due anime ( Margaret Fairchild e Daniel Kellner) che rappresentano anche due nuovi Adamo ed Eva,  che vengono buttati fuori dal tessuto sociale e naturale ( il Paradiso terrestre)  e intrappolati in un labirinto di inganni intellettuali, politici e tecnologici che ci ricordano che la vera ricerca non dovrebbe riguardare gli schermi dei display o i cieli della finzione, ma deve ritrovare la propria sovranità nel silenzio della propria coscienza.

Fabrizio Manco. 

Fabrizio Manco è un autore di Marsala che lavora nel campo di Beni Culturali e come seconda attività culturale scrive per alcune riviste online come il Pensiero Mediterraneo scritti di varia natura e di vari argomenti come saggi filosofici e letterari, scritti di critica cinematografica e analisi scientifiche e di storia dell’arte .


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