Dragon Ball : il sentiero del Risveglio tra Arti marziali e spirito

Dragon Ball
Di Fabrizio Manco
Dragon Ball, l’opera principale di Akyra Toryama, viene spesso ridotta e presentata come una sequela di combattimenti e trasformazioni spettacolari. Tuttavia, sotto la superficie dei muscoli, della potenza fisica e dell’aumento di energia, scorre un profondo fiume di spiritualità Buddista, taoista e alchemica. Dragon Ball infatti, non è soltanto un racconto di livelli di potenza, ma un’allegoria dell’evoluzione dell’anima e del superamento dei limiti dell’ Ego.
Goku: il Boddhisatva dell’ Innocenza.
Son Goku, il protagonista dell’opera, incarna perfettamente la figura del Boddhisatva e dell’essere illuminato che mantiene la purezza del cuore nonostante la discesa nel mondo del conflitto. La sua natura originale ( ispirata al personaggio Sun Wukong del Viaggio in Occidente di Wu Cheng en ) è quella creatura selvaggia e incontrollabile, ma attraverso la pratica e la disciplina, Son Goku raggiunge uno stato di distacco Buddista.
Son Goku non combatte per odio o per vanità egoica, ma per il superamento di sé stesso e dei suoi limiti.La sua costante ricerca di avversari sempre più forti, non è una brama di potere, ma la ricerca della gnosis attraverso il corpo. In particolare la trasformazione in Ultra Istinto rappresenta l’apice della spiritualità buddista nell’opera: questa trasformazione è infatti il raggiungimento dello stato di Mushin : la mente senza mente , dove l’individuo smette di pensare e di proiettare desideri, lasciando che sia l’energia dell’universo stesso a fluire attraverso di lui senza ostacoli.
L’ eredità del Tempio: Crilin e i monaci Shaolin.
Il primo e più evidente richiamo al buddismo si trova nel personaggio di Crilin. Egli proviene dal tempio di Oryn e porta sei puntini sulla fronte, tipici della tonsura dei monaci buddisti che hanno preso i voti. Il personaggio di Crilin rappresenta la via del laico, che, nonostante viva nel mondo delle passioni ( lavoro, matrimonio amore, famiglia) non dimentica l’importanza della pratica. La sua tecnica del Kaizan ( tradotto in italiano come “ Cerchio magico” ) può essere vista come il discernimento della consapevolezza che taglia le illusioni dell’ Ego.
Piccolo e la separazione alchemica e gnostica.
Il personaggio del Mago Piccolo ( Il Grande Mago Piccolo e suo figlio) uno dei miei personaggi preferiti dell’opera, offre una delle metefore alchemiche, gnostiche e buddiste più potenti. La divisione originaria dal Dio della Terra ( Kami ) e il Grande Mago Piccolo ( padre di Piccolo ), e la rappresentazione visiva della scissione duale tra il bene e il male, tra spirito e ombra.
Nel buddismo, la dualità e’ un’illusione che deve essere superata. Le successive fusione dapprima con il Namecciano Nail e in seguito di nuovo con Kami , rappresenta il ritorno all’ Uno originario, l’unificazione gnostica degli opposti che permette a Piccolo di raggiungere una grande potenza e una grande saggezza trascendente. Piccolo una volta raggiunto questo stato non è più né un demone e ne un dio, ma un essere completo, un “ androgino alchemico “ o un Adam Kadmon che ha unito gli opposti, integrando la sua ombra.
Personaggi secondari: i Maestri e le divinità.
La spiritualità buddista è onnipresente nella gerarchia cosmica di Dragon Ball.
Il Maestro Muten ( Eremita della Tartaruga) rappresenta il vecchio saggio Taoista/ buddista che “ le arti marziali non servono per vincere o fare violenza agli altri, ma per perdere se stessi “. Il suo isolamento su un’isola sperduta nel mare e il suo stile di vita frugale, rappresenta la meditazione solitaria degli asceti.
Tenshinhan : questo personaggio ha un terzo occhio sulla fronte che rappresenta il sesto Chakra ( Ajna ). La sua redenzione da assassino a difensore della giustizia, rappresenta il classico percorso di conversione buddista, nel quale l’errore e il dolore diventano il percorso per la saggezza. Lo stesso percorso lo troviamo in Piccolo e in Vegeta.
I Re Kaio: similmente alle entità del film della Pixar Soul, i Re Kaio sono delle entità superiori che insegnano tecniche che richiedono un equilibrio perfetto tra mente, spirito e corpo ( la tecnica del Kaio – Ken è l’emblema di queste tecniche ).
La simbologia delle Sfere del Drago : i sette Chakra e l’ Unita’. Le sette sfere del drago e la loro raccolta, rappresentano la riunione dei sette Chakra e dei loro corrispettivi centri energetici. Le sette sfere del drago sono inoltre i frammenti di un’unità che deve essere ricomposta. Esotericamente, richiamano i sette Chakra o i sette metalli alchemici. Quando vengono riunite, esse evocano Shenron, il Dragone, io quale ha il potere di manifestare la Realtà dal vuoto, come una sorta di Uovo Cosmico. Tuttavia, il messaggio sottile della ricerca delle sfere è che il vero desiderio non dovrebbe essere esaudito dall’esterno, ma realizzato attraverso il proprio percorso di coltivazione interna.
La battaglia contro il demone Majin Bu.
Tra i vari nemici da affrontare in Dragon Ball, Majin Bu è senza dubbio la personificazione dell’attaccamento del desiderio e dell’ informe. La sua capacità di assorbire qualunque essere vivente per potenziarsi , a differenza di Cell che può assorbire soltanto degli organismi bioartificiali, e’ la metafora dell’ Ego divoratore che cerca di assimilare tutto ciò che esterno a sé. La sua sconfitta attraverso la tecnica della Genkidama ( la sfera dell’ energia) è l’atto finale di collettività e distacco: Goku non usa soltanto la propria forza, ma lui stesso diventa un canale per l’energia i tutti gli esseri viventi della Terra e dell’universo. Questo momento, è l’annullamento del Se individuale, in favore del grande sé collettivo e universale.
Conclusione: la via del guerriero risvegliato.
A mio avviso, Dragon Ball è un manuale di spiritualità Orientale camuffato da manga d’azione ( Shonen manga ). Esso insegna infatti che il vero nemico non è mai l’ avversario davanti a noi, ma il limite che poniamo alla nostra coscienza. Attraverso il sudore, le tecniche, la meditazione e il combattimento, i personaggi di Toryama ci mostrano che ogni colpo sferrato è un passo verso il risveglio. Ecco perché Vegeta, l’orgoglioso principe dei Sayan alla fine della saga di Majin Bu comprende definitivamente il suo posto nel mondo e il valore di Son Goku.
Dragon Ball ci invita ad aprire il guscio delle nostre debolezze per fare nascere l’uomo nuovo, il guerriero che non domina gli altri ma domina se stesso. Il vero guerriero non combatte con odio verso gli altri ma combatte per portare la luce nel mondo attraverso il Dharma delle Arti marziali, nel quale ogni scontro è una preghiera in movimento verso la luce.
Fabrizio Manco.
Fabrizio Manco nasce a Marsala l’antica Lilibeo Romana dove vive e lavora come Operatore Culturale accompagnando scuole e turisti alla scoperta dei luoghi culturali e artistici della città. Crede nell’importanza della Conoscenza senza l’intervento di Ideologie moderne e insegnamenti preconfezionati che danneggiano il Sapere e la conoscenza attraverso insegnamenti preconfezionati che danneggiano il Sapere. Partecipa a convegni culturali nei quali interviene in maniera obiettiva sulle questioni più disparate della nostra Epoca. La sua passione per la cultura lo ha portato alla collaborazione con alcune riviste online come il Pensiero Mediterraneo , nelle quali scrive di argomenti culturali più diversi come storia dell’arte, psicologia, cinema, letteratura fantastica, esoterismo e spiritualità.
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