Due liriche dedicate a due tragedie del nostro tempo, tratte dalla silloge di prossima pubblicazione
di Vincenzo Fiaschitello
“Poetiche Appendici”
di Vincenzo Fiaschitello
Il rogo svizzero di Crans-Montana
Festa di musica e di canti si spegne
tra corpi anneriti e incollati ai vetri
di porte d’inferno di fuoco.
Nostri quei figli sfigurati, ombre
pompeiane di gesso per ignavia
e viltà di chi ha più amato la propria
cassa che la vita degli altri.
Esperti di parole che rabboniscono
la morte lasciano le madri in pianto
soffocato ad abbracciare e a lucidare
il legno delle bare con mani
terribilmente carezzevoli, per lenire
il dolore che ha infranto il puro vetro
di una fragile giovinezza. Resta memoria
di rapprese impronte di morte
che nel silenzio pesante della città
scagliano pensieri di rabbia e di vendetta.
Oh Signore!
Coltiva nei cuori speranza e pietà.
Intorno ai femminicidi
Nella coppia il male è goccia
d’acqua che cola sulla mola
di giorno in giorno ad affilare
il coltello che aprirà la gola
di chi cantava l’eterno amore.
Svanito l’approdo alla serena
e pronta ricomposizione, resta
la sofferenza, ma non indugiare
sul letto di spine se il cuore l’ora
declinante rode e spazio
non offre al pensiero della croce
e del silenzio rassegnato. Resta
il dovere della dignità e della libertà.