EVOLUZIONE DELLA CRIMINALITA’ Influssi della globalizzazione sui traffici criminali
di Mario Pavone**
E’ stato autorevolmente sostenuto da un grande economista che “economia e criminalità sono due fenomeni distinti che, tuttavia, spesso si intersecano nella storia dell’Umanità”(1).
Intrecci,collusioni,incursioni dell’uno nel campo dell’altro sono stati e sono parte della vita quotidiana di tutti o quasi tutti i Paesi Occidentali
Si è sempre ritenuto,in passato,che un certo grado di criminalità andava considerato come patologico ed inevitabile nell’economia dello Stato moderno ma con una differenza strutturale che la rendeva distinguibile ed individuabile, premessa questa per poter estir pare la criminalità dalla economia.
La crescita della criminalità è,invece,giunta a soffocare l’economia e da qui discen de la sua inconciliabilità oltre un certo limite molto basso.
Il ruolo dello Stato e delle Istituzioni,invero,è sempre stato quello di proteggere l’economia dalla criminalità,sebbene a,da qualche decennio,nelle economie del Mondo più ricco e sviluppato dei capitali,dei mercati mondiali e della globalizza zione,in cui l’economia viaggia ormai su internet, non è più così!.
Questa antica dicotomia si è trasformata in sintonia e lo Stato e le Istituzioni ne garanti conoscono il funzionamento dando piena libertà alla finanza tanto quanto alle nuove tecnologie che sono divenute gli strumenti del nuovo dominio,nelle mani di una nuova alleanza tra Governi degli Stati c.d. “canaglia”,Mafie transna zionali e banche asservite,specie per quanto concerne il finanziamento del nuovo e rilevante fenomeno del terrorismo internazionale.
Degli Stati nelle mani della Mafia internazionale si è parlato apertamente e diffusamente quando si è scoperto che il “capitale di rischio” fornito alla Mafia Russa proveniva dalle istituzioni finanziarie internazionali (il Fondo Monetario Internazionale)e dal Paese guida dell’Occidente (gli Stati Uniti) che avrebbero potuto e dovuto controllarlo (!!).
Si è anche parlato di Comuni o Regioni infiltrate dalla Mafia con riferimento all’Italia che,come affermava il Giudice Falcone,per debellarla è importante “seguirne i capitali” più che cercarne gli affiliati(!!).
In effetti,ci si è dimenticati che questi ultimi sono solo piccoli feudi marginali di un fenomeno,ormai divenuto globale,che della grande “criminalità” rappresenta la parte terminale e non già la testa di una “piovra dai mille tentacoli”,non certo come appare nelle “fiction” televisive,da recidere senza perdere tempo.
In uno Stato di diritto,che esercita il controllo del territorio che ci appartiene ed impone il rispetto della legge a tutti i cittadini,anche con la forza,non può essere ammessa la presenza di un anti-Stato atteso che lo stesso Stato ha i mezzi e gli uomini sufficienti per fronteggiarlo e sconfiggerlo,com’è avvenuto per il fenomeno del Terrorismo in un recente passato che ci appartiene storicamente.
Per contro,diverso risulta il controllo della Mafia internazionale poiché segue percorsi diversi,dissimula le proprie attività nei c.d.”Paradisi fiscali”,ricicla i capi tali lleciti,acquista direttamente o indirettamente sul mercato globale beni e servizi ma anche droga ed armi,si trasforma quotidianamente così sfuggendo a qualsiasi controllo anche di chi combatte per sconfiggerla su vari fronti dalla droga,alla prostituzione,alla difesa dell’ambiente,al riciclaggio dei capitali.
E’ stato,pure,accertato dalle Polizie internazionali che il grande contrabbando di sigarette e di droga per decine e centinaia di miliardi di dollari viene da sempre gestito da una alleanza tra criminalità transnazionale,mafie internazionali e banche compiacenti,servendosi degli Stati cuscinetto.
Occorre sottolineare pure che le grandi banche internazionali,che operano sul mercato dei capitali e delle transazioni mondiali,non si sono mai chieste in alcun modo da dove provengano quei soldi in base al principio, “pecunia non olet”.
Le Istituzioni nazionali,preposte al controllo delle attività delle banche.per lungo tempo sono state troppo impegnate a parlare di “etica e finanza” per accorgersi di questi traffici.
In definitiva,lo “Stato del Mondo” oggi èmolto grave nella misura in cui occorre porre dei rimedi ad una situazione di crescente sostegno allo viluppo di una criminalità diversa dal consueto,non percepibile se non agli addetti ai lavori,che sfugge ai modelli tradizionali ma che aspira,senza dubbip,a controllare i traffici economici globali indirizzando i lucrosi pro venti di tale attività per finanziare altri traffici illeciti in una spirale crescente e negativa per l’economia contemporanea globalizzata.
Si può,pertanto,agevolmente affermare,in base alle considerazioni esposte,che la criminalità contemporanea “non è,quindi,al potere,ma è il potere”,come è stato più autorevolmente sostenuto (1-bis).
Per nascondere tale verità,vengono sollevati sui mass-media dei grandi polveroni che distolgono l’attenzione del cittadino per attirarla sulla quotidianità di fatti ed accadimenti che nulla hanno a che vedere con essa.
In particolare si cerca soprattutto di far credere al cittadino onesto che la crimina lità sia ancora un fenomeno marginale,causato da chi crea insicurezza all’angolo della strada, insidia le ragazze ed i bambini nelle scuole o nelle famiglie,e divenuto un serial-killer aduso ad uccidere ed oggetto di un attenzione morbosa, artificiosamente suscitata dagli stessi mass-media.
I Telegiornali europei dedicano ormai una parte rilevante dei notiziari alla cronaca spicciola benché nessuno abbia ancora compreso che cos’è l’Europa e le sue Istitu zioni(!!).
La speculazione finanziaria,sulla quale si reggono le grandi società transnazio nali,che è divenuta il carattere distintivo del nuovo capitalismo contemporaneo attraverso le transazioni di borsa ed i paradisi fiscali, oggi viene ridotta a fenome ni di evasione fiscale dell’artigiano all’angolo della strada o alla smania di arricchimento di finanzieri rampanti.
Nessuno si occupa più dell’Usura,nessuno dà voce alla emarginazione ed alla devianza che genera i piccoli fenomeni criminali oppure al disagio sociale all’origi ne di gravi tragedie familiari.
Il funerale della Vittima di turno mette una pietra tombale sulla intera vicenda qualunque ne sia stata l’origine.
Si parla,sempre più spesso,di trapianti,della necessità di trapianti,di nuove frontie re della scienza,di clonazione,di cellule staminali,di regolamentare la materia della inseminazione artificiale ma anche di suicidio assistito e financo di Eutanasia attiva…
Nessuno rammenta,tuttavia,che il grande commercio mondiale della prostituzione e degli stupefacenti,che oggi fanno la fortuna delle società di trasporto,si effettua con i container,con le navi,con le collusioni alle frontiere,mentre viene considerato come un fenomeno di balordi o di spostati che vivono ai margini della società.
Il commercio dei nuovi schiavi,ripristinato in larga scala in tutto il Mondo,e quello dei bambini “importati” per essere sfruttati per i trapianti di organi,vengono attri buiti a deviazioni personali dei pedofili ma anche a biechi trafficanti sfruttatori della immigrazione clandestina.
Queli descritti costituiscono tutti nuovi fenomeni criminali di cui si riconosce la pur rilevante gravità per la società contemporanea ma per i quali si insiste sulla loro marginalità rispetto ai flussi sani della finanza e dell’economia globale.
Alla “tolleranza zero” – come ha osservato giustamente la prestigiosa Rivista “Le Monde Diplomatique” – a cui si fa appello contro il piccolo delinquente prodotto dalla precarietà e dalla disoccupazione,si risponde con la “repressione zero” verso la grande criminalità finanziaria (1-ter).
Ci si dimentica,tuttavia,che tutte le forme di criminalità,dalle più particolari e piccole a quelle più grandi,hanno un unico collante che le unifica e le fonde con i circuiti dell’economia e così le rende controllabili ossia “la finanza”.
La nuova economia globale è divenuta tutto questo:è un sistema anonimo di arricchimento che si è sostituito alla corposità e realtà del mercato e che ormai è capace di fondere e riciclare i grandi capitali accumulati dall’economia criminale.
Ogni distinzione tra economia e criminalità viene,quindi, rimossa.
I mezzi tecnici di questo miracolo diabolico sono le tecnologie informatiche e la moneta e non a caso che anche la nostra povera Europa la si vuole costruire creando queste due arterie preferenziali.
Il risultato è un sistema economico “drogato”,capace di garantire alla splendida Unione Europea,impegnata a ricercare regole comuni per disciplinare i fenomeni criminali e sanzionarli in maniera uniforme,una nuova forma di accumulazione primitiva di capitali alimentata dai flussi di denaro e di corpi straziati che vengono nel nostro paradiso terrestre,soprattutto,da quelle Terre martoriate che vengono da noi colonizzate esportando un modello di vita occidentale che non tiene conto del “gap” tecnologico in cui essi versano e che provoca la spasmodica ricerca dei mezzi per conseguire il modello da emulare,anche ricorrendo ai traffici illeciti,ed alla criminalità.
E’ sorprendente come i Paesi dell’Est abbiano conseguito tutti i più diffusi beni di consumo dell’occidente nonostante tali Paesi fossero ridotti in uno stato di sostanziale isolamento per circa 70 anni.
Nessuno si è chiesto dove avessero preso i denari per acquistare tali beni e con quali mezzi!!
Ma quanto pesa oggi la “criminalità” sull’economia dei Paesi Occidentali c.d. “sviluppati” ?
Si può tentare una valutazione per grandi aggregati ed integrarla poi con dati di “dettaglio”.
La moderna economia della globalizzazione e di internet si basa sui cinque pilastri della criminalità economica:
- le transazioni finanziarie,che rappresentano il riciclo di tutte le altre forme di criminalità;
- il commercio di armi e materiali tossico – nocivi;
- il commercio di organi viventi e sezionati per i trapianti;
- il commercio delle droghe naturali e di sintesi;
- l’inquinamento ed il saccheggio della natura e dell’ambiente;
- la criminalità informatica.
Il “resto” delle nostre economie,quello rivolto a soddisfare i veri bisogni e le econo mie reali,è divenuto solo il sottoprodotto di questi settori,un fenomeno ormai residuale,spesso tenuto ai margini e nell’illegalità.
Basti pensare al ruolo guida sull’orientamento dei bisogni che esercitano oggi le tecnologie militari,dai cui cascami provengono in misura crescente i prodotti della “nuova Economia” .
Ma vediamo più da vicino il bilancio di queste attività.
I guadagni finanziari delle grandi società transazionali,ovviamente quotate in borsa, costituisce circa la metà delle loro entrate complessive.
In conseguenza,il loro peso sull’economia è divenuto molto superiore per l’effetto onda che producono mediante il sistema delle società collegate.
I “profitti” annuali sul traffico delle droghe “naturali” costituiscono nell’economia mondia le circa 300-500 miliardi di dollari.
Le droghe sintetiche,l’ultimo ritrovato della nuova criminalità,rappresentano ormai un mercato altrettanto ricco e su questo il controllo dei Paesi Occidentali “sviluppati” si è accresciuto poiché la produzione avviene direttamente nei mercati di consumo.
Il fatturato dell’industria della droga rappresenta attualmente circa l’8-10% dell’attuale commercio mondiale (2).
Le cifre della prostituzione non sono certo da meno.
Il “fatturato” della prostituzione è,in Paesi come l’Italia,almeno pari a quello di interi settori produttivi come il tessile e l’abbigliamento e nonostante tale fenome no sia ancora oggetto di regolamentazione,specie negli aspetti relativi allo sfrutta mento ed al traffico di prostitute dai Paesi extracomunitari (3).
Se a queste forme si aggiungono le frodi,le contraffazioni, la pirateria commer ciale, ecc., tutti fenomeni a dimensione transnazionale e quindi ad alto contenuto tecnologico, si arriva ad un totale di molto superiore ai 1.000 miliardi di dollari annui, cioè a circa il 20% del commercio mondiale.
Un capitolo a parte merita la nuova industria del commercio di organi,innanzi richiamato,che costituisce un’industria altamente prooficua,che sfrutta la crescen te necessità di organi umani,importati i da Paesi afflitti dalla povertà,verso le società sviluppate.
Si tratta di un traffico del tutto particolare che richiede l’ausilio di specialisti del prelievo e del trapianto,ospedali ed attrezzature moderne ma anche di ,banche in grado di ricevere gli ingenti capitali provenienti da questi affari senza fare troppe domande.
Il commercio di organi è divenuto anch’esso parte integrante della nuova economia ed ha le sue borse mondiali (4).
Nessuno si chiede,comunque,dove vengano effettuati i trapianti di organi e da chi provengano!!
E ancora.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescente diffusione di tecnologia informatica e telematica a tutti i livelli della Società.
Lo sviluppo di quella che è stata definita alfabetizzazione informatica si manifesta anche nella notevole diffusione della Rete Internet.
E’ stato sostenuto che il computer è “uno strumento stupido che si è trasformato in una sorta di fonte primaria”(5)
Nel 1982 uno scrittore di fantascienza (6) inventò il termne “ciberspazio” utilizza to,in seguito,per definire lo spazio virtuale in cui vengono consumati in tutto o in parte i crimini legati al settore informatico e telematico.
E’ stato,quindi,introdotto il concetto di “computer-crime” con il quale si intende il crimine commesso con l’uso(ed abuso) del computer e delle comunicazioni internet che è tutt’ora oggetto di studio, specie per quanto concerne la percezione del crimine da parte delle vittime nonché in relazione alle problematiche legate alla applicazione di norme penali specifiche e,come tali,di volta in volta “tipizzate” dal Legislatore.
Prescindendo da tali problematiche,va comunque sottolineata l’importanza dei processi comunicativi e del linguaggio utilizzato a livello globale attraverso Internet per stabilire il luogo dove esso avviene e la sua conseguente capacità di influire sulle attività ovvero sulle coscienze dello o degli interlocutori di volta in volta interconnessi(7) ovvero sulla stessa economia aziendale e,più di recente, anche globale,a vari livelli,così interferendo sulla libertà e segretezza delle comunicazioni oltre che sulle regole economiche e giuridiche del commercio globale.
Per fare un esempio palmare,basti pensare che la motivazione di fondo di un computer-crime è stata individuata nel desiderio di vendetta nei confronti dell’azienda,fattore che ha spinto numerosi impiegati a commettere un abuso informatico,così come spesso tale reato è stato originato da difficoltà finanziarie del dipendente ed altro ancora (8).
Il computer-crime è dunque anch’esso un fenomeno criminale nuovo, tutto da definire,ma che risulta anch’esso riconducibile, per i suoi influssi nefasti, allo sviluppo della economia globale.
In conclusione,la grande miseria del nostro tempo é l’attuale incapacità della società contemporanea di fronteggiare i nuovi fenomeni criminali che si misura non tanto sulle nuove forme della criminalità quanto sulla povertà ed inefficacia dei rimedi che si propongono da talune parti.
La finanza è,quindi,criminale ed allora tassiamola(!!),recita una delle proposte più “progressiste” avanzate,salvo a devolvere il ricavato,vista la dimensione del fenomeno,a fin di bene,in aiuti ai Paesi del Terzo Mondo(!!) esentandoli dal rimborso dei finanziamenti ricevuti dai Paesi Occidentali o dalle Istituzioni internazionali preposte ai Progetti di sviluppo..
Perché allora non tassare anche la prostituzione,come è pure avvenuto in Italia con una recente Legge,inserendola tra le atti vità “commerciali” ma anche il neonato “commercio”di organi,alla stregua delle attività lecite,visto che tanto esistono??.
Con gli introiti potremmo fare asili per i figli delle prostitute e mandare un regalo di Natale ai genitori di quei “desaparecidos”della moderna globalizzazione,finiti sui tavoli operatori per donare i loro organi ai ricchi consumatori dei Paesi dello Occidente e tacitare le nostre coscienze di uomini liberi !!.
Agosto 2025
NOTE
(1)B.Amoroso , Economia e criminalità
(1-bis)B.Amoroso,op.cit.
(1-ter)B.Amoroso,op.cit.
(2) Le Monde Diplomatique, Avril 2000, p. 5.
(3)v.dello stesso autore,Le proposte di legge di regolamentazione della prostituzione,in Filodiritto.com ,Aprile 2003
(4)La più nota è quella di Mosca: 3000 dollari per un rene, 8000 dollari per il fegato ed altri organi interni. Da 15000 a 20000 dollari per il cuore.
(5)Negrotti,L’ombra di Wells e la società informatizzata,pag. 229 ss,Franco Angeli,1986
(6)Sterling ,Giro di vite contro gli hacker,Milano 1993, pag.11
(7)v.Serra – Strano,Nuove frontiere della criminalità, Giuffré , pag.3 ss
(8)Farr, Electronic criminals, Mc Graw Hill ,New York,1975
** Avvocato Cassazionista-Docente in Master per la Sicurezza, Criminalistica e Giustizia Riparativa Relatore in Convegni e Seminari. Autore di varie pubblicazioni ed articoli di Diritto e Procedura penale, Criminologia, Diritto dell’Immigrazione e Vittime di Reato pubblicati sulle principali Riviste Italiane