Fanatismo e Tolleranza

liberta-di-pensiero
di Paolo Protopapa
Tra i tanti pericoli della democrazia il più subdolo è il fanatismo. Lenin, che pure non era un angelo benefico, lo inserì acutamente nella più generale categoria dell’estremismo e lo definì come una forma dogmatica di “Malattia infantile”. Gli psicologi sociali considerano il fanatismo come “Razzismo etico”. Alcuni soggetti presumono di stare dalla parte della verità e non semplicemente nella pluralistica interlocuzione di un normale ‘punto di vista’ come gli altri nell’agone democratico. Chi ignora il concetto di pluralismo e cresce, vince ideologicamente nella “falsa coscienza della parzialità conoscitiva” (Marx) senza fondamenti teorici ed etici dell’esercizio della tolleranza, non sa liberarsi dal manicheismo. E pratica violentemente una sorta di discriminazione autoritaria verso i dissidenti.
Questo tipo di individuo attribuisce la ‘dòxa’ (l’opinione civica) agli altri e, invece, la ‘dòxa ortothès’ (l’opinione vera) a sé stesso.
La migliore tradizione del pensiero politico liberale e socialista democratico, da Locke a Hume e, per la contemporaneità, da Karl Popper (La società aperta e i suoi nemici) a Norberto Bobbio (La società malata) insiste sul pilastro sia etico sia teoretico della Tolleranza. Nessun principio di rango costitutivo, ossia costituzionalmente sovraordinato, può permettersi la discriminazione verso un ‘amico/nemico’ selezionato a piacimento.
Chi giudica così, vanta una pericolosa, falsa e assurda ‘superiorità’ morale, quindi resta un seguace di Carl Schmidt, il cui teorema segnala la netta differenza ed incompatibilità tra il nemico e l’avversario. Il secondo appartiene alla dialettica democratica, mentre il nemico è tipico delle società e della mentalità autoritarie.
Se proviamo a calare una prova referendaria di Riforma Costituzionale entro questi normali principi generali di filosofia politica democratica, tocchiamo con mano l’incompatibilità tra fanatici e democratici.
Chi vede e tollera nell’altro un interlocutore pari a sé stesso, e non un pericoloso traditore o bandito, sta applicando regole di Tolleranza civile. Così aiuta e rafforza la democrazia e il dibattito di trasformazione progressiva delle mete eticamente necessarie.
Il dogmatismo fanatico mina, invece, irreversibilmente l’essenza intima della democrazia.







