Fiera del Levante : Il Polo Mediterraneo

di Franco Amarella
Aprono i battenti della Fiera del Levante (FdL), edizione numero 88. E per l’occasione cade acconcio affacciare un Progetto che, pur collocandosi nell’area delle innumerevoli (non sempre indovinate) proposte, istituzionali e gestionali dell’ultimo trentennio, per dare nuovo e più vivace impulso alla FdL, si discosta in tale area nel metodo e nel merito.
Il focus di quanto segue è imperniato sul cardine di un innovativo riferimento organizzativo e, se vogliamo istituzionale, di assoluta moderna concezione: il Polo Mediterraneo.
Ovvero pensare di far interpretare alla kermesse barese non solo il ruolo di “noleggio degli spazi espositivi” limitato al periodo di svolgimento fieristico, ma assicurando alla FdL il ruolo di affiancamento mercantile permanente nei confronti, principalmente, dei Paesi dell’area mediterranea. Circa gli scambi commerciali, con tutti i risvolti socio-culturali conseguenti.
Con il Polo Mediterraneo sarebbe come dotare l’Ente Fiera di un immenso supporto tecnico-professionale, dedicato ai Paesi dell’area, i quali avrebbero l’opportunità di interfacciarsi con altre realtà geografiche e sviluppare i loro programmi di scambi.
Ma quale il nuovo impegno della FdL?
Dovrebbe soltanto provvedere a fornire i nudi box per ospitare le varie delegazioni estere. A tutto il resto provvederebbero i vari Paesi, contrattualmente ospitati.
Inoltre, sempre la FdL, dovrebbe dotarsi di una struttura centralizzata atta a garantire il corretto management di affiancamento a tutti gli espositori che ne richiedessero i servizi (gestione, traduzioni, marketing, comunicazione, incontri, consulenze transattive, etc etc).
E veniamo in concreto alle opportunità di sviluppo.
Ipotizziamo le necessità di apertura di orizzonti per le tante piccole e medie realtà meridionali, nello specifico pugliesi, ma non esclusivamente.
Certamente non rientrerebbe, almeno nel breve o medio termine, nelle loro corde uno spostamento periodico nei Paesi frontalieri onde agganciare rapporti di scambio. Bene. Esistendo in loco una realtà come il Polo Mediterraneo operatori commerciali, ma anche artistici e culturali, avrebbero l’opportunità di incontrare i loro corrispondenti di settore in Fiera e per 365 giorni all’anno. Vieppiù assistiti da un comparto manageriale strutturato in ogni direzione operativa.
Sarebbe una vera magia. Anche perché pariteticamente gli esponenti delle altre realtà frontaliere avrebbero l’opportunità di espletare uguale funzione di contatto nei confronti dei residenti locali. Dunque veri interscambi commerciali, vera contaminazione culturale (palese ed indotta).
Per meglio esemplificare la proposta progettuale, ecco quanto predisposto in chiave schematica.
Segue Progetto in formato pdf.