FIRENZE, LA CITTA’ DEL FIORE IN MAGGIO. E LA RINASCITA SIMBOLICA?

Firenze, scorcio Fontana del Nettuno ed il Marzocco
DI SERENA RAGGI
CULTURA
Una sposa fiorentina
vestita a festa trionfante,
in un Maggio rigoglioso
di fiori indachi sbocciati,
trasparendo sembianze eteree
di un bianco candido perlaceo
e marmoreo d’eleganza innata,
allunga le braccia signorili
nell’accoglienza regale,
cullandosi placidamente
lungo le rive lucenti
dell’Arno splendente,
tra fluenti stelle brillanti
in acque placide pullulanti
d’energia vigorosa e saccente,
ricami di mille sfumature
adornano i contorni famosi
della giovane Fiorenza,
tra colline verdeggianti
rigate d’arte etrusca,
Nobildonna Facoltosa
ricercata nelle vetrine lussuose,
oggi dal mondo impetuoso,
guerreggiante e genocida,
celebrata in versi sublimi
da secoli nel culmine dotto,
icona immortale di pace,
inondando di bellezza
senza tempo.
Maggio innalza
fecondo di Primavera,
le messi spumeggianti e fiorenti
con peculiare orgoglio,
dai semi innati della Rinascita,
germogli teneri sfumati
d’amore intrecciato nelle trame ordite,
in significati eccelsi matrimoniali,
adornano i palazzi civici del centro,
le rime scritte alla corte
dalla Dinastia Medicea,
colorano di ghirande poetiche
statue di coloro che hanno
imbandito storia principesca,
tra la Fontana del Nettuno
ed il maestoso Marzocco.
“ Ben venga Maggio/ e ‘l
ganfalon selvaggio! / Ben
venga primavera, / che
vuol che ognun
s’innamora.”
(Angelo Poliziano)
Giardini d’iris violacei
ne tinteggiano ardentemente
il volto geniale architettato
dal Belvedere maestro,
nelle monumentali vesti
tempestate di sapere egregio,
ode sempre più lingue straniere,
maestria geniale
del Rinascimento,
si concerta verso l’Europa
nel prezioso messaggio veicolare
di elevazione spirituale,
solcata da cortei storici identitari,
da tradizioni perpetuate con forza,
da rievocazioni mai smarrite,
inneggiando soavi vibrazioni
con i suoi Maggiaioli,
in un inno alla gioia comunitaria,
nelle laudi sul palcoscenico
della Toscana.
Ora nel penetrare a fondo
uno sguardo indagatore
di una moltitudine di voci straniere,
trascinate da cotanta beltà artistica,
dipingendo la città antica di vestigia,
sopravvisuta alle guerre insulse
delle mire espansionistiche
dei potenti avidi di conquista,
tra pietre pitturate,
scolpite, descritte da artisti,
poeti e letterati illustri,
menti geniali al cenacolo dei grandi,
Firenze sembra avanzare indenne
tra suoni musicanti d’armonia,
danzando in maniera sinuosa,
incantata nel traffico moderno
soprassiede al tempo che trascorre
in una contemporaneità frettolosa,
esibendo talenti prestigiosi,
dal Teatro raffinato di cultura
del Maggio Musicale Fiorentino,
il tempo del Calendimaggio
la innalza per sempre
a Regina di Maggio.