IL PENSIERO MEDITERRANEO

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FIRENZE: LE LUCI ILLUMINANTI D’ARTE. LA LEGGENDA DEI PRODIGI!

PANORAMA DI FIRENZE CON LE LUCI ACCESE SULLA CITTA'

PANORAMA DI FIRENZE CON LE LUCI ACCESE SULLA CITTA'

DI SERENA RAGGI

Dato a Cesare quel che è di Cesare

e a Dio quello che è di Dio”

(Vangeli di Marco, Matteo e Luca)

Un secolo innanzi l’era volgare (avanti Cristo),

un primario accampamento militare (castrum)

eretto in area fortificata a pianta stabile

dalla macchina bellica romana,

si estendeva in mezzo al terreno palustre

presso la valle fluviale dell’Arno,

lungo serpente intento nel lento scorrere

verso la costa ferrosa del mar Tirreno,

al cospetto dell’evoluta Fiesole Etrusca

cinta da (ciclopiche) mura, mira di conquista.

Entrando nell’orbita politica, espansionistica

del Comandante Gaio GiulioCesare,

che nel 59 a.c con i legionari veterani,

avrebbe trasformato strategicamente

nell’insediamento civile di Florentia,

adagiata sulla via consolare Cassia Nuova.

Così avvolta tra perni storici e leggenda

si plasmava l’origine della Città dei mercanti.

Nel scintillante millennio avvenire

attraverso il preponderante e sintomatico

sviluppo comunitario, topografico,

intesseva un crocevia mediatico

nel consolidarsi a snodo privilegiato

del transito di merci simboliche.

Approdando nella Corporazioni delle Arti,

si elevava in maniera peculiare

sin dal Trecento fino al Cinquecento,

a principale Capitale d’affari d’Italia.

Filo dopo filo di lana in un gomitolo

commerciale di Mestieri Maggiori e Minori,

Fiorino dopo Fiorino nel forziere dorato

dello scambio monetario intrinseco,

infine con la Dinastia Medicea perpetuando

l’esclusiva ricchezza mecenate,

nell’elevazione spirituale, artistica

del culto di un bello sublimato e ricercato,

istruendo all’ascesa spirituale dell’animo

senza precedenti nella storia.

Divenendo la Culla del rinascimento

tra i suoi vicoli stretti e (chiassi), torri murarie,

campanili, edifici religiosi antichi,

palazzi monumentali, cortili prestigiosi

e la famosa Cupola di mattoni ispirata al Belfiore,

ove predominava il gusto artistico,

identificativo tra un rinnovamento

architettonico all’avanguardia.

Diffondendo,

luce propria in tutta Europa,

attirava grandi spiriti quali letterati,

scultori, pittori, scienziati, poeti facoltosi

dando tra l’altro i natali a moltissimi di costoro;

Dante, Boccaccio, Petrarca, Giotto,

Cimabue, Masaccio, Brunelleschi,

Ghiberti, Donatello, Botticelli,

Leonardo e Michelangelo

insieme a tanti altri, scrivendo pagine

e pagine della Città dei prodigi

entrando per sempre nella leggenda!

Oggi dalla collina fiesolana,

lo sguardo perdendondosi all’orizzonte,

coglie, respirando quel tempo che fu,

la magia delle mille luci colorate accendersi

come una miriade di stelle splendenti

sotto le tinte pumblee del cielo burbero,

sbrilluccicano la bontà estetica

di chi si è reso depositario d’arte,

in opere della conoscenza eccelsa,

strumenti di quell’Umanesimo significativo,

pullante di una maestria d’appartenenza

ove si manifestava, si manifesta, si manifesterà,

l’espressione più nobile e peculiare

rilasciante la mente umana riflessa nel genio.

In ogni scorcio, tratto, proiezione,

illuminanti d’arte riesco a porre l’accento

sui profili memori di una memoria antropologica,

la mano si tende a toccare le radici sovrapposte

una sull’altra sulla pura identità trasmessa.

Di fronte la mia terra entra nell’animo pulsante

di sentimenti, esaltazioni apicali,

il Natale Cristiano e Civico si sta avvicinando,

il centro storico agghindato da luminarie

proporrà un evento internazionale,

Firenze Light festival,

un evidenziatore di giochi luminosi

affrescherà le facce impietrite dai secoli

dei principali gioielli architettonici,

la sostenibiltà perseseguita in costante

con le moderne tecnolgie futuristiche,

avrà la possibiltà di rimarcare in una cornice

il progresso negli spazi urbani.

Oh meraviglia innata cara lontana Florentia,

quanta strade intersecate hanno solcato

volti italici, figure straniere, sembianze iconiche!

Sei sopravvissuta, espansa, caduta e rialzata,

mirando laggiù insieme a milioni di turisti

l’infinita connessione brillante,

del tuo vivere accogliente, cosmopolita.

Inesorabilmente le vesti suontose, regali,

di una nobile Dama fiorentina prescelta,

avvolgono il mio essere radicata alla memoria,

sfilando in silenzio tra i flash dei fotografi

lungo una processione nota e divulgativa,

promuovendo gli eventi sacri indetti

ai piedi delle massime espressioni figurative,

circondata da emozionanti canti corali

aggrado quel senso di responsabilità interiore,

di donare ai visitatori un messaggio di pace.

Oh Firenze,

gridando,

Marzocco, Marzocco, Marzocco,

solo tu,

riesci a rendermi preziosa custode

di cesellati monili culturali impressi,

ricamo e richiamo di orgoglio mai disperso,

incastonati nel tuo cuore bianco gigliato

di speranza tra un germoglio rosso di libertà,

in vita da gloriosi secoli.

Ogni sensazione del buio esistenziale

perpetuato dalle guerre mistiche si acquieta,

indicando in un incanto la lingua dei Padri!

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