Fondazione Luigi Rovati Museo d’Arte a Milano in Porta Venezia un gioiello da visitare
di Serena Rossi
Nel bel Palazzo Storico di Corso Venezia 52 a Milano si trova la Fondazione Luigi Rovati che ospita un Museo d’arte sia contemporanea che etrusca per non parlare dei begli interni storici: stucchi, specchi e soffitti antichi, una meraviglia.
L’ingresso è aperto dal mercoledì alla domenica dalle 10 alle 19 e con la tessera Musei l’ingresso è gratuito, intero costa 16 euro ma ci sono diversi tipi di riduzione.
E’ possibile usufruire gratuitamente di una facile audioguida, molto chiara ed utile, che per ogni sala spiega le opere ed il periodo storico, da restituire all’uscita.
All’interno del Museo al primo piano si trovano opere d’arte contemporanea site specific o selezionate apposta per integrarsi con l’arte etrusca di Luigi Ontani, di Francesco Simeti, di Diego Cibelli, di Andy Warhol, di Giulio Paolini, di Marianna Kennedy, di Ai Weiwei, di Paolo Gioli, di Lucio Fontana, di Arturo Martini e di Pablo Picasso che ben si accostano agli arredi in stile antico.
Oltre a Warhol (con la tela The Etruscan Scene: Female Ritual Dance) e Ai Weiwei, sono presenti lavori storici come le polaroid di Paolo Gioli (Etruschi, 1984) e opere di artisti del XX secolo come Fontana e Picasso. L’artista Diego Cibelli ha ridefinito la facciata con opere in porcellana nel 2025.
Il Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati mira a creare un ponte tra il passato etrusco e le interpretazioni contemporanee.
Una grande emozione lasciarsi trasportare dalla sinfonia sprigionata dall’arte e dalla magia del tempo.
Nella Fondazione dal 26 novembre 2025 al 22 marzo 2026 è possibile visitare la mostra I Giochi Olimpici, una storia lunga tremila anni.
Una grande mostra in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.
Infatti in ogni sala al primo piano sono in esposizione scarpe moderne usate per le Olimpiadi e al piano Ipogeo, meno uno, in vista ci sono le medaglie delle vittorie ai giochi e le coppe etrusche.
Realizzata in coproduzione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (entrambi situati in Svizzera, nella città di Losanna), la mostra è curata da Anne-Cécile Jaccard e Patricia Reymond (Museo Olimpico), Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati) e Lionel Pernet (Musée cantonal d’archéologie et d’histoire).
Il percorso espositivo intreccia mondo antico e contemporaneo per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti. Dalla Grecia, dove i giochi celebravano la pace e l’unità tra le città, alla visione educativa di Pierre de Coubertin, padre delle Olimpiadi moderne, emergono i principi di pace, inclusione, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico.
Organizzata in cinque sezioni tematiche, la mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi Olimpici, svelando i legami che uniscono sport, arte e spiritualità.
Tra i prestiti più significativi figurano reperti greci, etruschi e romani provenienti dalla Fondazione Luigi Rovati, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (Losanna), dai Musei Vaticani, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e da altre importanti istituzioni italiane.
Per la prima volta in Italia viene presentata al pubblico fuori dal Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia la Tomba delle Olimpiadi (530–520 a.C.), eccezionale testimonianza figurativa dei giochi atletici ed ippici etruschi, oggi di competenza del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). Scoperta nel 1958, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma del 1960, la tomba deve il suo nome alle scene sportive che ne decorano le pareti e offre un’occasione unica per ammirare da vicino le celebri pitture murali.
Dal Museo Olimpico (Losanna) provengono medaglie, attestati, fiaccole e attrezzi sportivi di grandi protagonisti della storia olimpica: dai guantoni da boxe di Pierre de Coubertin alla maglia di Usain Bolt (Beijing 2008) che per la prima volta uscirà dal Museo Olimpico per essere esposta a Milano.
Un’attenzione particolare è dedicata al tema dell’inclusione, dai giochi antichi e moderni riservati a un’élite maschile di cittadini liberi fino alla parità di genere raggiunta a Parigi 2024, stabilita dal CIO, in un percorso che racconta l’evoluzione dei Giochi verso un ideale sempre più universale e condiviso.
La mostra è realizzata con il contributo della Regione Lombardia tramite il bando Olimpiadi della Cultura.
Si inserisce, inoltre, nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.
Il progetto è accompagnato da una pubblicazione edita dalla Fondazione Luigi Rovati in collaborazione con Johan & Levi.
Con il Patrocinio del Ministero della Cultura e la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica, prestigioso riconoscimento che viene attribuito a iniziative ritenute di particolare interesse culturale, scientifico, artistico, sportivo o sociale.



