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“Franciscus”, il poverello di Cristicchi al Celebrazioni di Bologna

Logo Franciscus dal sito simonecristicchi.it

L’artista romano ormai affermato cantautore e recentemente anche attore teatrale, ha proposto al pubblico bolognese la sua ultima rappresentazione dedicata alla figura di san Francesco d’Assisi, del quale quest’anno ricorre l’ottavo centenario dalla morte, ma che ha ancora tanto da dire agli uomini e alle donne d’oggi.

diGabriele Zompì

Simone Cristicchi, cantante ormai affermato sulla scena cantautorale italiana, ha portato in scena al teatro Celebrazioni di Bologna lo scorso 1 marzo il suo ultimo spettacolo dal titolo “Franciscus – Il folle che parlava agli uccelli” con un richiamo evidente al santo di Assisi di cui quest’anno ricorre l’ottavo centenario dalla morte.


Cristicchi nel suo “one man show” veste i “panni”, anzi gli stracci di Cencio, un personaggio/narratore che raccoglie pezzi di stoffa per farne carta e che vive di stenti, amico di Francesco e conoscitore della sua vita e delle sue difficoltà esistenziali. Nello stesso tempo Cristicchi non colloca Francesco nel suo tempo, ma lo attualizza tornando in alcuni momenti dello spettacolo ad essere l’uomo di oggi, che analizza come “Cristicchi” la storia di Francesco e il suo messaggio che non conosce limiti di tempo o di spazio.

Un momento dello spettacolo "Franciscus" di Simone Cristicchi
Foto Gabriele Zompì


Le abilità di Cristicchi sono ampliamente rappresentante non solo attraverso il canto, ma anche con la recitazione, sapendo modulare la voce e interpretare il vecchio Cencio in modo davvero strabiliante, quasi da non essere riconosciuto. E poi il linguaggio che passa da un volgare con inflessioni francofone o spagnoleggianti al lingua italiana corrente. La sua voce si trasforma dalla dolcezza e delicatezza del cantato alla durezza ed asprezza del recitato con una facilità che solo i grandi interpreti riescono a realizzare.


Nello stile francescano anche le scene sono essenziali e il palco diventa una strada di un paese medievale o un bosco dove vagano i personaggi di volta in volta messi in scena da Cristicchi. Come è nel suo stile l’attore/cantante indaga nella mente umana cercando e trovando spunti di riflessione che tra poesia e realtà spingono l’uomo, anche quello di oggi, a farsi delle domande sul suo futuro e sul suo passato alla ricerca di quella ferlicità che forse risiede solo dentro di noi e che Francesco d’Assisi aveva trovato vivendo come ha scelto di vivere.


Lo spettacolo è una produzione Centro Teatrale Brescianoe Accademia Perduta Romagna Teatri in collaborazione con Corvino Produzioni. Le prossime date dello spettacolo sono visionabili sul sito www.simonecristicchi.it in continuo aggiornamento.

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