Genio… la punta di un iceberg

Bill Gates
di Franco Amarella
Un MAGO dei computers, un Pioniere del software da lustri va predicando, quasi “profetico”, predizioni di future sciagure epidemiologiche verificabili su tutto il pianeta.
Non è un medico, non è un virologo, non è un infettivologo, non è un ricercatore biologico, quindi su cosa poggiano gli argomenti delle sue conferenze in giro per il mondo? Tra l’altro sempre seguitissime e riportate egregiamente dai media (perché quando uno è miliardario, soprattutto se esponente “elitario”…è così).
Ebbene poggiano sulla diversificazione dei suoi investimenti: dalla industria informatica all’industria farmaceutica. E poggiano pure parallelamente sul taglio filantropico dell’intervento, che lui ha voluto realizzare, affiancandogli ad hoc un’apposita Fondazione privata, divenuta la più potente del mondo, la “Bill & Melinda Gates” (We are nonprofit fighting poverty, disease and inequity around the world) per combattere la povertà, le malattie e l’ingiustizia in tutto il mondo.
E come mai questa giravolta con salto triplo raggruppato-carpiato?
Sembrerebbe facile scoprirlo.
Il sospetto ci fa entrare nell’ottica del personaggio, per poi andare ad immaginare.
Una mente eccezionalmente geniale, che sarà statasolleticatadal funzionamento cibernetico delle sue stesse chip-creature.
Ovvero come funzionava (e funziona) l’industria del software? Ecco il girotondo: costruito un computer lo si dota di programmi, che girano, si copiano, si passano…non sempre con licenza. In questi passaggi si caricano di “imperfezioni”, che a loro volta creano cattivo funzionamento. Inoltre con l’utilizzo di internet, a volte, queste “imperfezioni” vengono create ed immesse per gioco in rete da esperti buontemponi, o con dolo da veri disonesti, che mettono in crisi interi sistemi operativi nazionali ed oltre. E continuando a procedere nell’ottica del personaggio, facendo una pausa di riepilogo mentale su quanto letto, riprendiamo l’argomento dando il nome alle cosiddette imperfezioni di cui sopra. Sono state chiamate VIRUS. Onde, per proteggere appunto un computer viene consigliato, ossia venduto, un programma informatico -detto ANTIVIRUS- che installato sulla macchina la rende immune dalle “imperfezioni” pericolose. Tutti penseremmo quindi di essere a posto, di avere la garanzia di protezione.
NO. Non è così. E perché?
Perché i programmi sono sempre più sviluppati, ovvero aggiornati, quindi anche i VIRUS risultano inefficaci in quanto vecchie protezioni. Allora bisogna aggiornare di nuovo l’ANTIVIRUS. Ma non passano altri pochi mesi ed ecco che l’industria propone macchine più moderne, software più performanti e quindi….ANTIVIRUS più protettivi. Ed è un inseguimento ad elastico perenne.
Sicchè normalmente e legalmente il commercio infinito dei prodotti informatici viene accettato come una regolare, pura, indispensabile necessità senza fine. Ed è evidente quanto alla fonte siano considerevoli i profitti.
Ora facciamo un salto di genere e andiamo ai giorni della “scoperta” di COVID 19.
E quindi torniamo alle caratteristiche della filantropica fondazione ed a quelle del protagonista delle mille conferenze su temi epidemiologici, sempre tenute al cospetto di personalità politiche, scientifiche e finanziarie di altissimo profilo, nonché alla presenza di un pubblico sempre più interessato e sempre più assortito.
E ci torniamo facilmente, perché ad ascoltare tutta la narrazione dei media su Covid, sulle conseguenze, sui vaccini e sulla necessità di replicarli nel tempo a causa delle possibili varianti del “virus”, il RICHIAMO a quell’automatismo informatico “Virus-Antivirus”, diventa una saldatura spontanea nella mente.
Ora si potrebbe obiettare: che c’entra il vecchio Bill? Certo non significherebbe nulla se AdnKronos del 14 settembre 2021 non avesse riportato le sue parole :” La fine della pandemia non è vicina”. Ed ancora : “Sono state vaccinate un miliardo di persone. Bisogna fare di più”. Filantropia a parte entrano in ballo diversi fattori che coinvolgono, sfiorano, citano o interessano il nostro vecchio Bill:
- Sieri, detti vaccini non testati a sufficienza
- Titolarità dei brevetti
- Assensi coincidenti dei governi internazionali
- Pericolosità sottaciute da clinici e media
- Pregresse volontà dichiarate di contenimento della popolazione
- Mondo politico e finanziario influenzato pesantemente
- Mondo sanitario allineato ai protocolli dettati dalla politica
- Comunicazione mediatica monocorde
- Voci dissidenti tutte ghettizzate e “ghigliottinate”, mai comunque dibattute
- Scompensi nella convivenza familiare, sociale ed economica.
Ma come è potuto accadere che tanta umanità sia stata travolta dalla pandemica narrazione? E com’è possibile che oggi quella stessa umanità sia abbagliata dalla luce del cibo sintetico? Dalle flatulenze bovine inquinanti? Dalle zanzare programmate? Dallo scoraggiamento agropastorale? Dalla necessità di limitare il soleggiamento? Tutti bagliori insistentemente emessi sempre dal nostro stesso conferenziere.
Beh, è potuto accadere perché la fascinazione del vecchio Bill altro non esprimeva ed esprime se non la forte carica gravitazionale di un “potente nucleo”. Intorno al quale, attraverso lui ricco ambasciatore, sono stati prima magneticamente attratti e poi pubblicamente esposti in rotazione finanzieri, politici, clinici, istituzioni, religiosi e governi.







