IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

 Geopolitica , Storia, Economia  e  Imperialismo

Geopolitica e finanza

di Gennaro Tedesco

La Geopolitica come   dominio in concorrenza su un territorio   è antica come la storia e si confonde con essa , tanto è vero che è inconcepibile una Storia senza Geopolitica e una Geopolitica senza Storia .

Il più grande storico dell’Antichità e uno dei più significativi storici di tutti i tempi , Tucidide , fondatore della disciplina storica , sviluppa la sua  Guerra del Peloponneso dal 431 al 411 a.C e descrive il conflitto tra Atene e Sparta in base a criteri geopolitici e strategici .

La Guerra del Peloponneso rappresenta per l’Antichità uno dei primi conflitti globali e soprattutto avvia una riflessione storiografica , politica e geopolitica che la rende emblematica anche per il tempo presente .

La prospettiva storica della geopolitica tucididea è oggi presente e operante nella riconfigurazione  globale delle relazioni internazionali in cui la potenza ascendente del Dragone cinese si confronta necessariamente con la potenza declinante , gli Stati Uniti d’America .

Sul lento Declino degli USA influiscono in negativo fattori come la concentrazione sempre più monopolistica e oligarchica del tardo imperialismo capitalistico chiaramente fortissima nella prima nazione imperial-capitalistica del mondo e la conseguente finanziarizzazione del capitale di rischio che si trasforma appunto in massiccia concentrazione finanziaria, abbandonando il rischio industriale , la Pandemia , i Dazi la rapidissima e massiccia introduzione e applicazione dell’Intelligenza Artificiale, l’elettrificazione del parco auto che riduce notevolmente i componenti necessari alla costruzione di un’auto,l’impegno sovra-dimensionale nel campo militare , le guerre senza fine , il sovra-indebitamento pubblico e privato .

Le difficoltà del dialogo politico internazionale , sarebbe meglio definirlo mondiale e cosmopolitico , non risiedono solo in una latente , ma pure importante , conflittualità egemonica tra USA e Cina , ma scaturiscono soprattutto da un processo economico  sempre più divergente tra i due Colossi continentali .

Come  per la Gran Bretagna , la Germania, il Giappone  e gli Usa delle due Guerre mondiali , non sono le leggi della Natura a immetterle sulla via  del confronto globale , poi divenuto scontro anche militare , ma le leggi del processo geoeconomico e geopoltico  , così è pure per Cina e USA degli ultimi anni , dove però la stazza continentale dei due Concorrenti aggrava la tensione politica .

La Via della Seta è la risposta geopolitica , geoeconomica e strategica della Cina alla sfida americana .

Le leggi del movimento storico dell’Ascesa e del Declino delle Superpotenze , regolate dal processo capitalistico mondiale ,sembrano condurre quasi inevitabilmente a uno scontro definitivo e globale tra il Dragone cinese e la Balena americana .

Ma nell’evoluzione in corso delle dinamiche delle relazioni internazionali bisogna considerare non solo la complessità e la multilateralità degli attuali processi storici , ma anche l’eventualità e la volatilità di possibili alternative all’apparente univocità di una soluzione finale dagli esiti cruenti e definitivi .

Piaccia o non piaccia ,come insegna lo stesso Tucidide , la Storia o meglio la Geopolitica della Storia può riservare sempre alternative rispetto a percorsi storici e politici che sembrano scontati e definitivi .

La conoscenza della Storia cinese è uno di quei fattori geopolitici e strategici che possono oscurare o illuminare la comprensione delle  complesse dinamiche interne alla Cina , ma anche suscettibili di interazioni col Villaggio globale , sottoponendolo ad eventuali inaspettati stravolgimenti.

La Cina di oggi , malgrado la Vulgata mediatica globale la dipinga con tinte sgargianti e malgrado la propaganda roboante e edulcorante della dittatura del partito unico ,non è al suo interno un monolito  compatto e gaudente .

Il turbocapitalismo cinese ha privilegiato lo sviluppo economico delle province costiere , lasciando indietro l’interno . La Cina rurale è ancora immensa e non sempre brillante e avanguardistica .

In Cina nel  secolo scorso ci fu un traumatico e poderoso processo rivoluzionario che portò al potere non una classe dirigente  veramente socialista o comunista , ma , al contrario , una classe dirigente  nazionalista e borghese. Essa  instaurò, col Partito Unico , uno Stato Totalitario, basato su un Capitalismo di Stato sviluppatosi sullo sfruttamento dei contadini cinesi. La progressiva forzata accumulazione capitalistica sulla pelle dei contadini cinesi consentì un primo rilevante  sviluppo capitalistico che progressivamente , ma inesorabilmente , si trasformò in una dinamica di forte  impronta imperialistica e nazionalistica .

La PRC , Popular Republic of China , non è mai stata socialista o comunista.

Mao Tze Tung non ha prodotto una Rivoluzione   comunista , ma nazionalista e borghese  sulle orme diquell’altro “Timoniere” sovietico , Stalin . I contadini cinesi sono stati strumentalizzati , usati e sfruttati da Mao e dai suoi successori  eminentemente per estrarre capitale necessario per la costituzione e costruzione del Capitalismo di Stato borghese cinese , per l’indipendenza nazionale borghese e per le basi dello sviluppo imperial-capitalistico  e industriale cinese.

Tutto ciò ovviamente  nel quadro di uno sviluppo ineguale e classista , tipico e consustanziale anche al Capitalismo di Stato borghese cinese , dove ancora oggi la campagna cinese  è bacino di prelievo e sfruttamento di mano d’opera  a bassissimo costo. Questa situazione contribuisce alla permanenza e all’approfondimento  delle disuguaglianze sociali ed economiche interne , aggravate  , anche dal fatto  che la metà dell’attuale Cina  è stata desertificata da millenari processi  di sovra-sfruttamento del suolo da parte contadina e da recenti gravissimi ed estesi processi di inquinamento industriale su vastissima scala non solo nazionale .

L’ecoambiente cinese , per l’eccessivo e indiscriminato sfruttamento delle terre agricole , dovuto a una popolazione contadina  in storica  miseria endemica per abuso feudale e per eccesso demografico , e per la enorme naturale presenza di zone aride , insieme ad un inquinamento non  solo   atmosferico , rende lo sviluppo economico cinese sempre più difficile .

L’attuale difficoltà d’accesso alle tecnologie occidentali più avanzate evidenzia carenze e scompensi strutturali nell’industria .

La fuga  dalla Cina delle multinazionali nord-americane ed europee , causata da rigurgito espropriatorio  autarchico e nazionalistico cinese ,ha innescato una conseguente ed inevitabile fuoruscita emorragica di capitali e tecnologie avanzate .

La forma di governo autoritaria cinese inoltre comincia a rivelarsi come una pesante e travolgente palla al piede per l’evoluzione sociale e politica dei suoi cittadini che già adesso , ma soprattutto in un prossimo imminente futuro , manifestano latentemente sintomi di disagio sociale e di scontento politico aggravati comunque dai riflessi , per quanto indiretti, della crisi economica e dalle prime avvisaglie della guerra commerciale con gli Americani .

Pandemia , Dazi , Consumi interni in calo, Guerre in Ucraina e Gaza , Intelligenza Artificiale hanno contribuito tutte a destabilizzare la società cinese e a rallentare lo sforzo economico del Dragone cinese .

A tutto ciò si aggiunga che gli altri attori della scena globale , nonché concorrenti e potenziali vittime di un primato strategico globale cinese in Asia , Giapponesi , Indiani e Australiani , in sintonia con gli interessi americani , già da qualche tempo hanno cominciato a progettare, organizzare e realizzare  una Via indo-pacifica alternativa alla Via della Seta cinese .

Insomma la partita geopolitica globale è ancora in corso e tutta prepotentemente da giocare .

E l’Europa , o meglio la Comunità europea , la UE ,  come si configura e si relaziona nel gioco multipolare , al momento sembrando bipolare , della Metropoli globale e mondiale turbo capitalistica e tardo-imperialistica  ?

Qui non vale nemmeno la pena soffermarsi sul caso del sovranismo italiota per una semplice e evidentissima ragione .

Basti , a questo proposito , per fare tabula rasa di qualsiasi chimera illusionistica del sovranismo nostrano , evidenziare questo fatto : non sappiamo nemmeno se il blocco commerciale e industriale dell’UE riuscirà , pur nella sua immensa capacità di penetrazione e pur nella sua non scontata compattezza geopolitica e strategica ,a sopravvivere al  mastodontico  , incontenibile e predatorio Assalto del Moloch cino-americano! Figuriamoci le possibilità dell’esile e fragilissima barchetta italica da sola contro tutti !

E pure tra i nostri concittadini sembra imperversare tale suicida chimera autoillusionistica .

Ma torniamo all’UE . Neanche la dimensione continentale , se sussisterà ancora  ovviamente , sembra sufficiente a garantire  all’UE la sua sopravvivenza .

Ci sarebbero al momento all’orizzonte due opzioni per la UE per uscire dalla minorità geopolitica e strategica .

Al contrario di quanto asserito da sovranisti e nazionalisti , solo un’eventuale maggiore integrazione e centralizzazione dei poteri della UE potrebbe consentire un’eventuale più forte resistenza e ricalibrazione  della sua dinamica geopolitica e strategica sulla scena globale del confronto mondiale nel tentativo di riagganciare almeno a un livello paritario l’apparente duopolio cino-americano .

Al venir meno di questa prima opzione , la seconda e ultima sarebbe l’alternativa della terza guerra civile europea e dell’ultima guerra mondiale .


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