IL CANCRO COME ESPRESSIONE DELL’OMBRA
Dialogare con la propria parte oscura in un percorso di individuazione e integrazione
Antonio Luca Sorbello
Ci sono momenti in cui i secondi sembrano fermarsi, sospirare nella eco dei propri pensieri che sono flash di attimi di vita vissuti, prima lontani e poi, improvvisamente, vicini. Quel percepirsi sospesi trova il tempo per attraversare i ponti della fantasia e dell’immaginazione. L’attesa dilata lo scandire silenzioso di minuti che evocano ricordi rubati dai magazzini della memoria, percorrendo i sotterranei del cuore e dell’anima.
Il Cancro che cos’è?
Una riflessione sulla possibile concausa psicologica della sua insorgenza e come sua espressione di una dimensione dell’Ombra junghiana, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza di malattia e le interviste con le figure professionali in ambito oncologico, medico e psicologico.
C’è qualcosa di nuovo, ma, anche, di antico nella Psico Oncologia, la branca della medicina che studia l’influsso che fattori sociali, culturali e psico-logici sulla nascita e lo sviluppo del cancro. In Italia le sue prime tracce ufficiali risalgono agli anni Ottanta, con l’istituzione, nel 1980, del primo servizio italiano di Psico Oncologia all’Istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova. Ma l’intuizione di una stretta relazione risale addirittura a Ippocrate e Galeno.
Su questa scia si inserisce il libro «Il Cancro come espressione dell’Ombra>> della psicologa, pedagogista clinica e giornalista Christina Sanson, nata a Stoccolma ma valdostana d’adozione. Proprio come volontaria della Lilt è iniziato vent’anni fa il percorso di studio di Christina Sanson all’interno di quel male oscuro che, da giovane, le aveva rubato il compagno di banco Edi e il cugino Marco.
Non a caso su una «Ipotesi di lavoro con il paziente pediatrico» si è basata la tesi con la quale Sanson ha conseguito, nel 2007, la laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche delle relazioni di aiuto.
Con la tesi «Il colloquio con il paziente oncologico adulto: un’indagine qualitativa. Il cancro come espressione dell’Ombra» ha conseguito invece, nel 2010, la laurea specialistica in Psicologia clinica.
Edito nel 2014 nella collana «Psico-Oncologia» della Sorbello Edizioni con testimonianze dirette in cui Christina Sanson riflette sulla possibile concausa nell’insorgenza dei tumori di una frattura esistenziale con la propria parte oscura, spesso non riconosciuta e accettata, che lo psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung identificò con l’Ombra.
Importanti, a questo proposito, sono le testimonianze di persone che hanno affrontato la malattia (tutte valdostane) e inevitabile la conclusione che in una patologia nella cui genesi le emozioni interagiscono tanto profondamente con gli apparati nervoso, endocrino e immunologico l’approccio non può che essere globale, in modo da rendere il paziente «protagonista consapevole del proprio progetto di cura».
“Nulla come l’analisi del profondo costringe, infatti, il medico (lo psicologo o l’infermiera) a interrogarsi severamente sulla natura del rapporto che si stabilisce tra lui e il suo paziente e, di conseguenza, sulle forme fondamentali (non patologiche) dell’universo umano, su cui è costretto ad affacciarsi”: si vive “un rapporto interpersonale (ma anche endopsichico) sotteso a tutta la vita del soggetto che gli sta di fronte e ci si interroga su una possibile relazione autentica tra sé e l’altro”, nello “sforzo di liberare il paziente dalla condizione di ‘oggetto’ e di aiutarlo, per ciò stesso, mediante una comunicazione da uomo a uomo, da soggetto a soggetto, a ritrovare le vie della sua autenticità individuale” (Jung, 1968, pp.11-13).