Il dialetto salentino in poesia: torna il VI Premio “Scrasce e Gesurmini – Toto Marcianò”
Il Cenacolo “Amici G. De Dominicis” di Cavallino rinnova il suo impegno nella valorizzazione della lingua e della cultura salentina con la sesta edizione del Premio “Scrasce e Gesurmini – Toto Marcianò”, concorso di poesia interamente dedicato al dialetto locale. Un’iniziativa che, anno dopo anno, si conferma come punto di riferimento per poeti e appassionati della tradizione linguistica del territorio, offrendo uno spazio di espressione autentica e radicata nella memoria collettiva.
Il regolamento del concorso è chiaro e inclusivo: possono partecipare poeti salentini, anche se residenti altrove, con un massimo di tre poesie inedite, ciascuna di lunghezza non superiore a 36 versi. Il tema è libero, lasciando spazio alla creatività individuale e alla varietà espressiva che il dialetto consente. Le opere devono essere inviate entro il 30 marzo 2026, in formato dattiloscritto, accompagnate da titolo, nome, cognome, indirizzo e numero di telefono. È possibile partecipare sia per posta tradizionale, indirizzando l’invio al Cenacolo Amici di G. De Dominicis – Via XXIV Maggio 3 – 73020 c/o il Dott. Ludovico Malorgio, sia tramite posta elettronica all’indirizzo cenacolo.dedominicis@libero.it, indicando nell’oggetto la dicitura ufficiale del premio.
Una giuria composta da esperti valuterà le poesie e selezionerà le dieci finaliste. Il primo classificato riceverà coppa, pubblicazioni e un buono acquisto del valore di 100 euro; il secondo e il terzo classificato saranno premiati con coppa e pubblicazioni, mentre dal quarto al decimo posto verrà conferito un attestato di merito. La cerimonia di premiazione si svolgerà in data e luogo da definire, ma già si preannuncia come un momento di festa e condivisione per tutta la comunità. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare il presidente del Cenacolo, Dott. Ludovico Malorgio, ai numeri 0832 612139 o 330 703947. Il concorso, intitolato alla memoria di Toto Marcianò, si conferma come un tributo vivo alla poesia dialettale, alla bellezza della parola radicata nella terra, e alla capacità del dialetto di raccontare emozioni, storie e identità con forza e delicatezza.