IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Il Direttore e il Confratello. Il Ritorno di Riccardo Muti al Battito della sua Terra

Il Maestro Riccardo Muti al centro

Il Maestro Riccardo Muti al centro


​C’è una melodia che non ha bisogno di spartiti per essere eseguita, è il suono dei passi sulla pietra viva, il ritmo lento di una devozione che affonda le radici nel bianco della calce e nel blu dell’Adriatico. Per il Maestro Riccardo Muti, la Settimana Santa non è un appuntamento in agenda, ma un richiamo del sangue.
E quest’anno, l’omaggio che la città di Andria gli ha tributato si è intrecciato indissolubilmente con i riti secolari della sua giovinezza a Molfetta, rivelando al mondo l’essenza di un uomo che, pur avendo conquistato le vette dell’Olimpo musicale, non ha mai smesso di sentirsi figlio della sua terra.
​Sotto il Segno del “Sacco Rosso”
​Nel silenzio solenne del Venerdì Santo, la metamorfosi si compie. Il frac del direttore d’orchestra acclamato nei teatri più prestigiosi del mondo viene riposto per lasciare spazio all’abito dell’Arciconfraternita di Santo Stefano.
​Vederlo sfilare nella Processione dei Cinque Misteri con il tipico “Sacco Rosso” non è solo una testimonianza di fede; è un atto di umiltà assoluta. In quel cammino, Muti non è il “Maestro”, ma un confratello tra i confratelli, un uomo che condivide la stessa eredità spirituale con professionisti e volti storici della comunità molfettese.
​L’Incontro: Quando la Musica si fa Carezza.
​L’episodio più toccante di questa Pasqua molfettese è avvenuto lontano dai riflettori, ma sotto gli occhi attenti di chi sa ancora emozionarsi. Mentre la processione avanzava, il Maestro ha atteso che la banda terminasse l’esecuzione di una marcia funebre quel suono aspro e dolente che è l’anima della Puglia per avvicinarsi al Maestro Pasquale Turturro del complesso bandistico “Santa Cecilia”.
​In quel momento, la strada è diventata un palcoscenico di umanità:
​Il Confronto: Muti si è fermato a analizzare gli spartiti insieme ai musicisti, offrendo consigli preziosi sull’interpretazione e sulla dinamica dei brani.
​Il Gesto d’Intesa: Poche battute amichevoli, uno scambio di sguardi tra chi la musica la vive come una missione divina.
​L’Umiltà del Passo.
Finito il confronto, il Maestro ha ripreso il suo posto nelle ultime file, quelle riservate per stima agli ex priori. Una posizione che gli ha permesso di restare vicino alla banda, per “ascoltare meglio” quel battito cardiaco collettivo che solo le marce della sua terra sanno regalargli.
​Un Ponte tra Cielo e Terra
​È in questo intreccio tra il riconoscimento civile ricevuto ad Andria e la partecipazione intima a Molfetta che emerge la figura di un uomo universale. Andria ha saputo leggere oltre la bacchetta, onorando il cittadino del mondo che non ha mai tradito le origini.
​”La grandezza di Riccardo Muti non risiede solo nel talento, ma nella profondità dei suoi valori. È un ponte tra eccellenza e umiltà, tra il mondo e la propria terra.”
​Il suo ritorno annuale tra i Misteri e le confraternite ci insegna che si può toccare il cielo senza mai staccare i piedi dal suolo natio. Un orgoglio per la Puglia, un esempio per l’Italia: il Maestro che cammina in coda alla processione, in ascolto della sua gente, è l’immagine più bella di una bellezza che non morirà mai.
Le Foto sono concesse in uso da Giuseppe Facchini che ringrazio sentitamente.


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