IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Il fascino dei dinosauri nell’immaginario archetipico dei bambini

Dinosauri

Di Fabrizio Manco. 

L’attrazione magnetica che i dinosauri esercitano sull’essere umano, e in maniera quasi ipnotica sulla psiche infantile, trascende la semplicità scientifica o l’interesse per la paleontologia. Si tratta di un fenomeno che affonda le sue radici in ciò che potremmo definire il lato Dionisiaco della vita, una sorta di richiamo ancestrale verso tutto ciò che è primordiale, selvaggio, colossale e indomabile. Tuttavia, alla luce delle successive scoperte paleontologiche e scientifiche, le specie dei dinosauri comprendono numerosi esemplari di piccole dimensioni e molto probabilmente pacifici.

Atto primo: il dinosauro come archetipo del Caos primordiale.

Il termine  Dinosauro” , è stato coniato dal paleontologo Richard Owen nel 1842, e significa “ terribile lucertola “. Già nel nome risiede l’essenza di queste affascinanti creature del passato: creature che incarnano la potenza distruttiva della terra milioni di anni  prima che venisse addomesticata dalle invenzioni umane e quindi dalla ragione apollinea dell’uomo.

In filosofia, il termine Dionisiaco rappresenta l’impulso vitale nella sua forma più pura e distruttiva, l’ebbrezza, il superamento del limite e la forza della natura che non conosce morale. I dinosauri da questo punto di vista, sono i messaggeri di un’epoca in cui la vita non era “ misurata “e “ organizzata “ secondo i canoni della civiltà umana moderna e termine . I dinosauri rappresentano un mondo di pura immanenza, dove la forza era l’unica legge. Per un bambino, che vive ancora in una fase pre – razionale e magico dell’esistenza, il dinosauro diventa il simbolo di una libertà totale e spaventosa, un legame diretto con un’energia vitale che la società moderna tenta di reprimere.

Atto secondo: il fascino del Terrore sacro.

Perché un bambino dovrebbe amare un animale predatore che, nella realtà, lo diverrebbe in un istante ? La risposta risiede a mio avviso nel concetto di Sublime. I dinosauri ci permettono di sperimentare quello che Edmund Burke definiva il “ terrore dilettevole “, cioè quella capacità di contemplare una potenza distruttiva da una posizione di sicurezza.

I dinosauri per i bambini sono “ mostri sacri “ in quanto creature estinte. Questa distanza temporale incolmabile funge da schermo protettivo che permette alla psiche di connettersi con la propria parte più ancestrale e selvaggia senza esserne distrutti. Attraverso il tirannosauro, il velociraptor e il triceratopo, il bambino ( e l’adulto risvegliato) proietta il proprio desiderio di potenza e la propria paura della morte. È un perfetto incontro dionisiaco con l’Ombra: guardare negli occhi il predatore significa riconoscere che quella stessa ferocia fa parte della trama profonda della vita r della natura.

Atto terzo : il richiamo del passato remoto e la Gnosi della Terra.

Esoterico, i dinosauri sembrano chiamare da un passato che sembra non appartenere alla storia, ma al mito. Essi sono i veri giganti della terra, i precursori che hanno abitato il mondo del passato per milioni di anni , molto più a lungo di quanto l’umanità abbia mai fatto.

Questo richiamo io lo chiamo Gnosi della terra: la consapevolezza che sotto l’asfalto delle nostre città tecnologiche e sotto il velo della nostra sofisticata tecnologia batte ancora il cuore di un pianeta che è stato, ed è tuttora, profondamente dionisiaco. I dinosauri ci ricordano che l’essere umano non è che un ospite recente e che la natura possiede cicli di distruzione e rinascita che sfuggono al nostro controllo. Essi sono le ossatura del tempo, i resti di un teatro dell’assurdo dove la scala delle grandezze era diversa e dove l’uomo non era nemmeno un pensiero all’orizzonte.

Atto quarto: i dinosauri come rottura del teatro degli automi.

In un mondo dominato dal consumismo e dalla vita sedentaria , quel “ teatro degli automi” nel quale tutto è prevedibile e regolato nei minimi dettagli,  il dinosauro rappresenta la rottura dello schema. Il fascino dionisiaco che emanano deriva dal fatto che essi non possono essere trasformati in “ prodotti di consumo” senza perdere la loro essenza. Anche quando trasformati in giocattoli, i dinosauri continuano a mantenere una traccia di quella forza aliena e indomita.

L’ossessione dei bambini per i dinosauri è a mio avviso un atto di resistenza psichica. È il Daimon infantile che si rifiuta di essere addomesticato e che cerca alleati in creature che non hanno mai conosciuto il guinzaglio della cultura e dall’ addomesticazione. Il bambino che ruggisce Imitando un T – Rex o un Deinonychus non sta soltanto giocando; sta invocando un’ energia primordiale, sta rivendicando il proprio diritto a essere parte della forza vitale che scorre nell’universo,  una forza che non ha bisogno di scopi razionali ma che esiste per la pura gioia della potenza dell’esistenza.

Atto quinto: conclusione : il ritorno all’origine. 

In un’ultima analisi, i dinosauri ci affascinano perché sono lo specchio di ciò che abbiamo perduto e dimenticato: la connessione diretta e non mediata con la forza della terra. Essi sono i guardiani della soglia tra la nostra civiltà apollinea e l’abisso dionisiaco dal quale proveniamo.

Quando guardiamo lo scheletro di un dinosauro i di qualunque altro animale preistorico che dimora in un museo, non stiamo guardando soltanto delle vecchie ossa: stiamo guardando il ritratto della forza vitale che ha trionfato sul tempo attraverso la propria stessa estinzione. Essi ci chiamano da un passato lontano per ricordarci che la vita è  un’ avventura pericolosa, magnifica e terribile,  e che nel profondo di ognuno di noi,  protetto da strati di evoluzione, educazione e morale civilizzata, vive ancora quel piccolo rettile che desidera soltanto correre libero sotto il sole di un mondo  senza padroni.

I dinosauri sono, in sintesi, la prova che la natura è profondamente dionisiaca: un’eterna danza di creazione e distruzione che non ci deve nulla, ma a cui apparteniamo con ogni cellula del nostro corpo.

Fabrizio Manco. 

Fabrizio Manco nasce a Marsala l’antica Lilibeo Romana dove vive e lavora come Operatore Culturale accompagnando scuole e turisti alla scoperta dei luoghi culturali e artistici della città. Crede nell’importanza della Conoscenza senza l’intervento di Ideologie moderne e insegnamenti preconfezionati che danneggiano il Sapere. Partecipa a convegni culturali nei quali interviene in maniera obiettiva sulle questioni più disparate della nostra Epoca. La sua passione per la cultura lo ha portato alla collaborazione con alcune riviste online come il Pensiero Mediterraneo , nelle quali scrive di argomenti culturali più diversi come arte, scienza, narrativa, psicologia e spiritualità.


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