Il filo d’oro del mare. Il bisso, le sorelle Pes e la battaglia per la sopravvivenza della Pinna nobilis

di Roberto Lai
Il bisso marino, noto anche come ‘seta del mare’, è una fibra naturale prodotta dalla Pinna nobilis, un mollusco bivalve endemico del Mediterraneo che vive tra le praterie di Posidonia oceanica. Da questa specie, oggi classificata in pericolo critico dalla IUCN a causa di inquinamento, parassiti e attività umane, si ottiene un filamento leggero e dorato, protagonista di una delle più antiche e affascinanti tradizioni artigianali del bacino mediterraneo. Conosciuto fin dall’età classica, il bisso veniva riservato a tessuti rituali o di lusso, destinati a sacerdoti e sovrani. La sua lavorazione, complessa e faticosa, è stata tramandata di generazione in generazione, spesso all’interno di piccoli nuclei familiari custodi di un sapere millenario.
In questo contesto si inserisce la preziosa attività delle sorelle Assuntina e Giuseppina Pes, tessitrici e artigiane del bisso marino attive a Sant’Antioco, in Sardegna. La loro arte non nasce dal nulla: affonda le radici nella scuola del telaio fondata da Italo Diana nei primi decenni del Novecento e proseguita con la maestra Efisia Murroni, di cui sono le uniche eredi dirette documentate. Un’eredità artigianale e morale che si riflette nel loro approccio sobrio, etico e trasparente. Le Pes non si limitano a produrre: documentano, insegnano, espongono con rigore filologico. A testimonianza concreta del loro operato, basti citare la realizzazione della straordinaria tovaglia d’altare in bisso donata alla Basilica di Sant’Antioco, tessuta con filamenti storici ereditati .
L’originalità e il valore di questa tradizione sono stati riconosciuti anche a livello scientifico. Il Museo di Storia Naturale di Basilea ha inserito il lavoro delle sorelle Pes all’interno del progetto ‘Sea Silk’, curato da Felicitas Maeder, e presentato al congresso internazionale dell’ICOM Costume Committee. Importanti osservazioni sono state espresse anche dalla biologa marina Sonia Satta, che ha sottolineato il valore ecologico del loro approccio artigianale e il rispetto dimostrato nei confronti della Pinna nobilis, in un momento storico in cui il mollusco rischia l’estinzione. L’opera delle sorelle Pes è stata inoltre portata all’attenzione della stampa internazionale, con articoli di rilievo pubblicati anche su ‘Le Monde’, che hanno riconosciuto in loro un esempio raro di coerenza e autenticità nella trasmissione del sapere.
Il loro lavoro si distingue per serietà, rispetto dell’ambiente e della legalità. Hanno più volte preso posizione contro il prelievo illecito della Pinna nobilis e contro l’uso improprio del termine ‘bisso’ in contesti privi di tracciabilità. La loro voce è silenziosa ma autorevole, e il telaio che ancora oggi utilizzano è simbolo di un gesto paziente che unisce memoria, fede e identità.
La tutela del bisso marino non può prescindere dalla salvaguardia della Pinna nobilis. Occorre promuovere azioni interdisciplinari che coinvolgano biologi, artigiani, archeologi, giuristi e comunità locali. Serve una normativa chiara che regolamenti la produzione e la comunicazione sul tema, riconoscendo formalmente esperienze come quella delle sorelle Pes. Proteggere il bisso significa difendere un’eredità culturale e ambientale che rappresenta, oggi più che mai, una testimonianza preziosa di equilibrio tra uomo e natura.
Fonti e bibliografia
Felicitas Maeder, *Sea-silk: Rediscovery of the ancient textile material*, Proceedings ICOM Costume Committee (2016)
Museo di Storia Naturale di Basilea – Sea Silk Project: https://www.nmbs.ch/en/museum/sea-silk
Plinio il Vecchio, *Naturalis Historia*, IX
Articolo su Geapolis.eu (consultato 2025)
Blog ‘La storia del bisso’, a cura di Maria Grazia Urru
Lista Rossa IUCN: *Pinna nobilis* (2024)
Direttiva Habitat 92/43/CEE – Ministero dell’Ambiente
Le Monde – Rubrica Cultura Mediterranea (2024)
Osservazioni della biologa marina Sonia Satta – Archivio conferenze tutela biodiversità marina (2023)
Convenzione di Barcellona (UNEP)
Nota biografica
Roberto Lai è Presidente della Sezione e del Nucleo ANC Tutela Patrimonio Culturale. Già Luogotenente dei Carabinieri, ha dedicato oltre 35 anni al servizio dell’Arma, di cui 27 nel Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Storico e divulgatore, è autore di articoli, pubblicazioni e fumetti dedicati alla tutela dei beni culturali.