Il Giardino della Pace di Trani: l’olivo che unisce i popoli del Mediterraneo

di Antonio Pistillo
Ci sono progetti che vanno oltre la semplice valorizzazione del territorio e diventano simboli di dialogo, fratellanza e cooperazione tra i popoli. È il caso del Giardino della Pace inaugurato nei giorni scorsi a Trani, un luogo destinato a crescere non solo attraverso le sue piante, ma anche attraverso i valori che rappresenta.
Come narratori del territorio, abbiamo il privilegio di raccontare iniziative che mettono al centro l’identità mediterranea e il patrimonio culturale legato all’olivo, albero che da millenni accomuna le sponde del Mare Nostrum.
L’iniziativa nasce grazie alla capacità di Pandolea di creare connessioni e sinergie nel mondo dell’olivicoltura, favorendo incontri che diventano opportunità di crescita culturale e umana. Proprio attraverso questa rete la dottoressa Maria Francesca Di Martino ha avuto modo di conoscere Francesco Serafini, agronomo di riconosciuta esperienza, già funzionario del Consiglio Oleicolo Internazionale, dove ha ricoperto importanti incarichi dedicati al settore olivicolo.
Serafini, insieme a Oriano Spadoni, ha fondato e presiede l’associazione “The Garden of Peace”, promotrice di un progetto straordinario che riunisce varietà autoctone di olivo provenienti da numerosi Paesi del Mediterraneo e del mondo. Un mosaico vegetale che trasforma la biodiversità olivicola in un messaggio concreto di incontro tra culture, religioni e comunità.
Ogni pianta presente nel Giardino della Pace racconta infatti una storia diversa, ma tutte insieme testimoniano un patrimonio comune che affonda le proprie radici nella civiltà dell’olivo. Un linguaggio universale che supera confini geografici, differenze culturali e appartenenze religiose.
L’inaugurazione del Giardino della Pace di Trani ha rappresentato per la dottoressa Maria Francesca Di Martino un momento di grande emozione e soddisfazione, condiviso con quanti hanno creduto e collaborato alla realizzazione del progetto.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla squadra delle Aziende Agricole Di Martino, che ha sostenuto ogni fase dell’iniziativa con professionalità, entusiasmo e spirito di collaborazione, così come alla famiglia che accompagna quotidianamente questo percorso con affetto e sostegno.
Importante anche la presenza delle istituzioni che hanno accolto l’invito e condiviso il valore dell’iniziativa: la senatrice Gisella Naturale, l’eurodeputato Michele Picaro e l’onorevole Giandonato Kurtz La Salandra, testimoni dell’attenzione verso un progetto che valorizza il territorio attraverso la cultura dell’olivo.
Tra i protagonisti della giornata anche il dottor Francesco Paolo Vania e Antonio Pistillo, instancabile promotore di relazioni e percorsi di valorizzazione territoriale, il cui contributo nel creare connessioni tra persone, esperienze e progettualità continua a rappresentare un valore aggiunto per il territorio.
Un riconoscimento particolare è stato rivolto ad Annamaria Tucci e Francesca Corraro, che hanno guidato con sensibilità e competenza la presentazione degli interventi, contribuendo alla riuscita dell’evento.
Di grande spessore i contributi di Padre Franco Lorusso, del Rav Cesare Moscati e di Nehayah Sh. Almuhaisin, amica di Pandolea, che ha condiviso il fascino e la storia degli olivi giordani, arricchendo ulteriormente il significato internazionale del progetto.
Infine, un pensiero speciale è stato dedicato al professor Enzo Perri, tra i più autorevoli studiosi italiani dell’olivicoltura. Oltre a documentare l’evento con splendide fotografie, il suo entusiasmo davanti alle giovani piante provenienti dai diversi Paesi presenti nel Giardino ha offerto una delle immagini più autentiche della giornata: quella di una passione per l’olivo che continua a emozionare e a coinvolgere generazioni di studiosi, produttori e appassionati.
Il Giardino della Pace di Trani non è soltanto una raccolta di cultivar provenienti da diverse parti del mondo. È un luogo dove la biodiversità diventa dialogo, dove le radici raccontano storie di popoli e dove l’olivo continua a essere simbolo universale di pace.
Un patrimonio vivo che da oggi arricchisce il territorio di Trani e che rappresenta un nuovo tassello nella costruzione di una cultura mediterranea fondata sull’incontro, sul rispetto reciproco e sulla condivisione dei valori più autentici della nostra civiltà.
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