IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

Il gufo tra scienza mitologia e storia

Di Fabrizio Manco

Proponiamo una ricerca storica e scientifica che riteniamo particolarmente interessante per i nostri lettori.

Tra gli animali che rappresentano il nostro immaginario e inconscio collettivo, soprattutto che hanno una notevole rappresentazione figurativa nel mondo del fantastico  ,  meritano  sicuramente un posto di rilievo la figura del gufo e della civetta. Fin dalla notte dei tempi, ( la parola notte con i gufi è azzeccatissima ) gli  uccelli rapaci ( Accipitridae, Vielliet, 1825 ) come il  gufo  ( Asio otus  , Linnaeus,  1758 ) e la  civetta  ( Athene Noctuae ,  Scopoli,  1769 ) sono associati alla magia e alla sapienza. Cosi’ come la Fenice rappresenta la metafora della morte e della rinascita,  il gufo ( Asio otus,  Linnaeus, 1758 )  e la civetta ( Athene  Noctuae,  Scopoli , 1769 ) rappresentano la conoscenza e la saggezza.  Ma in molte culture come quella degli Amerindi Nordamericani , questi uccelli rapaci sono anche delle guide spirituali.  La mitologia, soprattutto quando rappresenta gli animali, è molto vicina alla conoscenza scientifica che oggi abbiamo del mondo delle scienze naturali. Civette, barbagianni e allocchi sono tre tipi  differenti di gufi, che presentano ovviamente delle caratteristiche diverse.  

Origine evolutiva dei rapaci .

 In questa mia analisi voglio presentare tali uccelli  nel loro lato biologico e naturalistico e   in  quello mitologico ,  leggendario e filosofico . I gufi, le civette e i barbagianni ( Strix, Strigidae, Asio otus, Athene, Bubo Bubo e Tytonidae ;  Linnaeus,  1758 ; Vigors,  1825 ; Billberg, 1828 ; Ridgway, 1914 ) sono  uccelli rapaci prevalentemente notturni. Gli uccelli rapaci discendono da uno dei primi antenati del  questo gruppo dei rapaci : il Masillaraptor  Parvunguis  ( Mayr, 2006) . Il suo nome significa Ladro del fiume Mosella , poiché riceve  il nome  dalla zona dove venne scoperto il fossile : nei pressi  del  grande  fiume Mosella, il quale attraversa molti territori come Francia, Germania e Lussemburgo . Dall’aspetto di un moderno falco ( Falco, Linnaeus,  1758 ) , venne classificato da Mayr proprio nei Falconiformes ( Sharpe, 1874 )   ed è considerato l’ antenato del ceppo dei Falconiformes ( Sharpe, 1874 ).

Con questa specie si descrive quindi uno degli antenati dei rapaci, vissuto nella metà del periodo dell’ Eocene ,  circa 40 milioni di anni fa  , nelle foreste della Germania  preistorica, insieme ad un  rappresentante degli uccelli moderni canori ( Oscines, Linnaeus1758 ), lo  Jamnaornis  Szybiaki ( Bochensky et al, 2011) che prende il nome dalla foresta Polacca dove venne trovato il fossile , vissuto  nel periodo dell’ Oligocene . Classificato come un preistorico passeriforme ( Passeriformes, Linnaeus, 1758 ) , questo uccello preistorico dalle piccole dimensioni che si nutriva di semi e piccoli insetti nelle foreste della Polonia dell’ Oligocene, è molto probabilmente l’ antenato del gruppo degli uccelli canori Europei.  

Il testo integrale della ricerca potrà essere consultato, scaricato e stampato attraverso il file qui di seguito riportato.

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