“Il mio canto di libertà” una poesia di Maria Angela Zecca per non restare in silenzio

Il componimento è una vibrante esortazione civile e umana, un invito corale a non restare in silenzio di fronte alle ferite del nostro tempo. Attraverso l’uso anaforico del verbo «Cantate», la poesia dà voce a chi non ce l’ha, toccando temi di profonda urgenza sociale e umanitaria: dalla precarietà lavorativa all’emarginazione, dal dramma della guerra alla difesa dei diritti fondamentali e della dignità umana, fino a un toccante pensiero finale rivolto ai bambini di Gaza.
È un testo che nasce dal bisogno di contrastare la “collettiva indifferenza” per riscoprire, attraverso la forza della parola, i valori universali della libertà, della pace e della fratellanza.
Il mio canto di libertà
Cantate. Cantate.
Poco importa se stonate. Cantate!
Cantate all’acqua e al pane.
Cantate al mare.
Cantate ai monti, ai boschi e alla pianura.
Cantate per chi non ha voce ed ha paura.
Cantate perché sia valore ancora la cultura.
Cantate finchè avrete fiato in gola.
Cantate per ogni donna sola.
Cantate per i vecchi e gli ammalati.
Cantate. Cantate per i bimbi abbandonati.
Cantate per chi ha fame,
per chi vive nel dolore.
Cantate per ogni uomo umiliato
che lentamente muore.
Cantate per i precari e i disoccupati,
per tutti gli immigrati e i cassintegrati,
per chi con le spese
non arriverà a fine mese.
Cantate per i giovani senza futuro.
Cantate. Cantate per un lavoro sicuro.
Cantate per i detenuti, i deboli e gli indifesi.
Cantate. Cantate per i Rom e tutti gli offesi.
Cantate per ogni creatura ed essere vivente,
per chi è sfruttato, lotta e non ha niente.
Cantate. Cantate. Cantate alla vita.
Cantate alla Costituzione tradita.
Cantate al cielo e al Dio dell’universo.
Cantate per i disabili e ogni diverso.
Cantate per induisti, musulmani e cristiani,
per chi ha fede e per chi non crede,
per ogni religione,
che mai sia strumento di potere
e di sottomissione.
Cantate l’Onnipotente della terra.
Urlate! Cantate contro ogni guerra.
Cantate contro la violenza e la tirannia.
Cantate. Cantate contro la follia.
Cantate contro l’odio e la prepotenza.
Cantate. Cantate
contro la collettiva indifferenza.
Cantate per l’umanità intera,
per i diritti di ogni uomo e di ogni minoranza.
Cantate per la pari dignità!
Cantate per l’eguaglianza!
Forte cantate un grido di libertà, di pace
e di fratellanza.
Cantate. Cantate.
E, se potete,
per i bambini di Gaza
pregate!
— Maria Angela Zecca —