IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) definitivo trasmesso all’UE in parole semplici

Di Pompeo Maritati

Il 30 aprile scorso il Governo ha trasmesso alla Commissione Europea il PNRR. Non entreremo nella diatriba politica su come, quando e perché sia stato approvato, desideriamo in questa sede esaminare sotto il profilo tecnico di questo piano di aiuti, che a quanto pare viene definito come l’ultima spiaggia del nostro Paese. Che l’Italia sotto il profilo economico e non solo, sia messa un po’ maluccio, non mi pare che ad affermarlo si faccia torto a nessuno. Che sia l’ultima spiaggia, a onor del vero, ci crediamo poco.

Torniamo al PNRR, cercando di informare chi ci legge come il nostro Governo ha inteso utilizzare i Fondi Next Generation UE. Anche in questo caso, eviteremo di formulare nostre opinioni se sarebbe stato meglio investire in modo diverso o favorendo di più alcuni settori anziché altri. Questo lo lasceremo fare a voi. Noi vi illustreremo il piano solo ed esclusivamente sotto il profilo tecnico, facendo riferimento esclusivamente alla documentazione ufficiale pubblicata dal nostro Governo.

Il Piano definitivo si  compone di 269 pagine.

Scendendo nel dettaglio delle 6 missioni previste dal Recovery Plan, si evidenziano i seguenti aspetti, contenuti nel testo della presentazione del MEF allegata al PNRR:

  • per la missione digitalizzazione vengono stanziati in tutto 49,2 miliardi, al fine di promuovere e sostenere la trasformazione digitale del Paese e l’innovazione del sistema produttivo e investire in due settori chiave per l’Italia: turismo e cultura. Tra le azioni principali previste figura l’estensione della Banda Ultra larga e connessioni veloci in tutto il Paese, incentivi per la transizione digitale e l’adozione di tecnologie innovative nel settore private, la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione ed il rilancio del turismo, con un approccio digitale e sostenibile;
  • per la missione Rivoluzione verde e transizione ecologica vengono stanziati 68,6 miliardi, con il fine di migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico assicurando una transizione equa e inclusiva. Le azioni principali prevedono investimenti e riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, promozione di fondi di energia rinnovabili, incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica degli edifici ed investimenti per ridurre i rischi del dissesto idrogeologico;
  • Sul fronte di Infrastrutture e mobilità sostenibile vengono stanziati 31,4 miliardi, per consentire lo sviluppo razionale di una infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile ed estesa a tutte le aree del Paese. Le azioni previste vanno dallo sviluppo dell’alta velocità alla modernizzazione delle linee ferroviarie regionali, fino agli investimenti sui porti verdi e sulla digitalizzazione della catena logistica;
  • la missione Istruzione e Ricerca poggia su 31,9 miliardi di risorse, con il fine di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitale e STEM, la ricerca e il trasferimento tecnologico. Potenziamento di asili nido, materne e servizi per la prima infanzia, Scuola 4.0, formazione degli insegnanti e riforma dell’orientamento, del dottorato e dei corsi di laurea sono alcune delle azioni previste;
  • Donne e giovani sono al centro della missione Inclusione e Coesione, per la quale vengono stanziate un totale di 22,4 miliardi di risorse. Superare il gender gap migliorare l’accesso al mondo del lavoro per giovani, potenziare le misure di politica attiva ed i centri per l’impiego, accanto ad interventi per persone in situazione di fragilità e disabili sono i pilastri sui quali si fonda la missione prevista dal testo del Recovery Plan;
  • c’è poi la missione Salute, per la quale si impegnano 18,5 miliardi di risorse. L’obiettivo è creare un sistema di prossimità, con il potenziamento delle strutture sul territorio e della telemedicina. Le “case della Comunità” saranno il punto di riferimento per l’assistenza integrata, ma tra le azioni è previsto il potenziamento dell’assistenza domiciliare, con il fine di far diventare la casa il primo luogo di cura, anche mediante telemedicina e assistenza remota.

Per i più curiosi alleghiamo il documento ufficiale del PNRR tratto dal sito istituzionale governo.it:

Essendo la nostra Rivista l’emanazione, ovvero la portavoce di un sodalizio squisitamente culturale, desideriamo sottolineare, che il nostro parere in merito agli investimenti previsti in ambito culturale e soprattutto nella ricerca, fondamentale tassello per l’ sviluppo generale di un paese, sono ritenuti insufficienti.   

Ora non ci resta che augurare che la nostra politica riesca a trovare quel giusto equilibrio dibattimentale, abbandonando le sterili contrapposizioni,  affinché quest’occasione possa veramente rappresentare il punto di svolta per l’intero Paese.

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