IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Il Terzo Occhio: quando la pareidolia diventa poesia

locandina lecce mostra il terzo occhio

di Pompeo Maritati

Dal 12 al 15 febbraio, Lecce ha ospitato la mostra Il Terzo Occhio, un progetto ideato e realizzato dell’arch. Tiziana Leopizzi che ha riunito 30 artisti paraguaiani e 20 italiani in un dialogo sorprendente sul tema della pareidolia: la capacità di riconoscere forme, volti e simboli in ciò che, a un primo sguardo, appare informe.

L’esposizione ha invitato il pubblico a “vedere oltre”, a lasciarsi guidare da un occhio interiore capace di cogliere presenze nascoste.
In questo contesto, la poeta Lidia Caputo ha dato voce poetica a due opere, trasformando l’immagine in parola e la parola in rivelazione.

Le sue poesie diventano così il terzo occhio della lingua, un varco che amplifica il senso delle opere e ne svela le vibrazioni più intime.

Carteristas

(ispirata alla tela di Carlo Spatuzza – Asunción)

Testo della poesia

        In Carteristas, Caputo osserva l’opera di Spatuzza come un inventario emotivo: oggetti femminili, simboli di intimità e desiderio, diventano reliquie di un mondo violato.
La pareidolia opera come lente drammatica: ciò che sembra un semplice accumulo di accessori si trasfigura in un teatro di soprusi, dove i “pugnali” evocano ferite profonde, non solo materiali.

La poesia restituisce dignità alle “innocenti creature” private dei loro sogni, trasformando l’immagine in denuncia e memoria.

 Señales para mí

(ispirata all’acrilico di Andrea Parodi Monti)

Testo della poesia

In questa seconda poesia, la pareidolia si fa cosmica e metafisica.
L’opera di Parodi Monti diventa un movimento di particelle, di segni, di presenze che sfuggono alla logica e parlano un linguaggio remoto.
Il volo dei “fuscelli” è un viaggio nell’invisibile, un attraversamento di simboli che sembrano provenire da un altrove siderale.

Se Carteristas affonda nella memoria ferita, Señales para mí si apre all’ignoto, alla scrittura del cosmo, alla possibilità che l’arte sia un messaggio da decifrare.

Le poesie di Lidia Caputo incarnano perfettamente lo spirito della mostra Il Terzo Occhio:
vedere oltre, ascoltare ciò che non ha voce, riconoscere ciò che si nasconde nelle forme.

  • Carteristas è un varco verso la memoria e la denuncia.
  • Señales para mí è un varco verso l’infinito e il mistero.

Insieme, compongono una doppia testimonianza del potere della pareidolia:
trasformare l’immagine in racconto, e il racconto in visione.


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