IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista Culturale online

Il tormentato amore di Sigismondo Castromediano e Adele Savio

di Anna Maria Nuzzo

Adele Savio e Sigismondo Castromediano

Il duca Sigismondo Castromediano, nato nel 1811 a Caballino in provincia di Lecce, conobbe Adele Savio di Bernstiel nel 1859, al suo ritorno in Italia con altri esuli napoletani. Le sevizie borboniche furono presto dimenticate dal duca che rimase incantato di fronte alla giovanissima Adele.

L’incontro avvenne a Millerose – la villa sulla collina dei Savio a Torino – nel salotto di Olimpia Savio, colta poetessa e scrittrice del tempo – madre di Adele – che accoglieva tra la sua cerchia poeti e futuri ministri.

Olimpia Savio, olio di Bice Morgari Vezzetti

La diciannovenne Adele si innamorò del duca e dei suoi discorsi, del suo modo di parlare e delle sue idee, del suo racconto della prigionia e delle sofferenze che aveva patito a causa del suo impegno politico in difesa della libertà costituzionale. Alle prime elezioni politiche italiane del 1861, Sigismondo venne eletto deputato, incarico che non gli sarà rinnovato nel II Parlamento: dopo la non-rielezione  decise di tornare nella sua Caballino, dove si dedicò al recupero delle proprietà, alla cura dei nipoti e alla valorizzazione dei beni culturali della sua terra.

Adele Savio

Sigismondo non si decise mai a sposare la baronessa Adele, sia per la differenza di età (30 anni), sia per il dissesto patrimoniale che provocò la sua prigionia e probabilmente perché non voleva offrire ad Adele un tenore di vita non degno di lei.

Adele non troncò mai l’amicizia con il suo “Bianco duca”, come lei stessa lo chiamava per via della precoce canizie, ma volle restare l’amica fedele, consigliera, la incitatrice alla pubblicazione delle “Memorie”, opera principale del Castromediano. Venne a trovarlo a Cavallino insieme alla madre per ben due volte, l’ultima nell’estate del 1895 per dare l’ultimo saluto all’amico morente. Dettò per lui un’epigrafe da porre al cimitero di Cavallino. Sei anni dopo la scomparsa di Sigismondo, morì anche Adele, la quale però riuscì a vedere la pubblicazione delle “Memorie”, per lei così care.

Sigismondo Castromediano

Il Comune di Cavallino nel 2012 ha dedicato una lapide alla memoria di Adele Savio, come testimonianza di un amore da tramandare alle future generazioni.

Nel 2015 è nato il “Parco Adele Savio” a Castromediano – una frazione di Cavallino  che porta il nome del patriota salentino del Risorgimento – iniziativa che può essere considerata un dono d’amore perenne tra queste due grandi anime.

Foto dal web

Fonti e Bibl.: F. Gabrieli, S.C. e A.Savio; Scritti vari e ricordi, a cura di P.F.Palumbo