IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista culturale online di filosofia, letteratura, arte e dialogo mediterraneo

In ricordo di Salvatore BATTAGLIA

Biblioteca con libri aperti

di Michele Graziosetto

Il 14 agosto è caduto il 55mo anno della scomparsa di un indimenticato Maestro: Salvatore Battaglia. In una giornata afosa di quel lontano agosto, egli lasciava, a soli 67 anni, attoniti ed impietriti, colleghi universitari, collaboratori, assistenti, studenti, in una Napoli assolata.  Dopo appena una settimana, Vittorio Russo, suo assistente nella cattedra di Letteratura Italiana alla Federico II, lo ricordava su un giornale nazionale . Basterebbe citare il solo suo impareggiabile Saggio: Mitografia del personaggio (Editore Liguori), per intendere la vastità e lo spessore del filologo, del critico, del narratore instancabile quale fu Salvatore Battaglia. In quasi sei anni, nel suo ruolo di guida, anche civile ed etica, fece dell’ Università di Napoli un centro pulsante di dibattito culturale, interpretando i mutamenti che sconvolgevano il Paese attraverso l’ esercizio dello studio della “parola”, che nel suo farsi Storia, è vetrina dei turbamenti sociali, morali e politici.

In più, la Sua presenza di “elzevirista”, sulla Terza pagina de Il Tempo di Enrico Falqui, era per noi giovani un appuntamento da non perdere. Intorno a Lui si era formata una sorta di corona di ingegni, basterebbe citare, tra i tanti, Santoro, Varvaro, Pompilio, Russo, Mazzacurati,  Bruni, Palermo, Giannantonio. Era quella una Napoli da  Rinascimento Illuministico, in cui mondi contrapposti si incontravano, discutevano, proponevano in un dibattito vivo e prodigioso. Inoltre, il impegno instancabile per il Grande Dizionario della Lingua Italiana.

Una passione potremmo definirla inestinguibile, ripensando anche all’ incontro a casa sua, in quel pomeriggio de 17 dicembre 1967, pochi giorni dopo la mia laurea, in cui mi parlava, tra i tanti argomenti,  della voce “Tirannide” , che voleva affidarmi, visto che ne avevo discusso nella tesi di Laurea. Quando a Torino ne parlai con Giorgio Barberi Squarotti, che ne aveva ereditato la Redazione e presentava nel 1992 l’ ultimo volume uscito, si commosse, ricordando e la statura e la funzione di stimolo e di promotore culturale.  Salvatore Battaglia fu un maestro generoso con tutti, anche con gi intellettuali della provincia italiana, e, tra quelli che mi è capitato di conoscere, ricordo Gioacchino Pellecchia, preside di Cassino, critico letterario, che nel 1965 lo aveva invitato per una conferenza per celebrare il 7 centenario della nascita di Dante.

E lui venne, accompagnato da Vittorio Russo e Giancarlo Mazzacurati, calamitando con la sua eloquenza, il numeroso pubblico. In questo giorno di nostalgia e di sommesso compianto, siamo grati alla vita di averci permesso di incontrarlo e non dimenticarlo.




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