Inaugurazione Giornata Nazionale del Risorgimento

di Anna Maria Andriani
Il 16-17 marzo 2026 si inaugura la prima edizione della Giornata Nazionale del Risorgimento, in coincidenza con la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, promossa dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, in collaborazione con la Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura e con il patrocinio della Città di Napoli. L’evento si terrà presso l’Archivio di Stato di Napoli. Lunedì 16 marzo 2026 apre la Giornata l’inaugurazione della mostra Italia Donna, alle ore 17.00 alla presenza delle autorità. L’iconografia di una nazione nella storia, dedicata alla rappresentazione e al ruolo del femminile nella costruzione dell’immaginario nazionale tra Ottocento e primo Novecento. Martedì 17 marzo ci sarà una tavola rotonda a cui parteciperanno storici, studiosi e giornalisti, nella quale si affronteranno diversi temi per una riflessione sul significato storico del Risorgimento, sulla sua eredità culturale e sulla sua attualità nel mondo contemporaneo.
Obiettivi: “ricordare e promuovere il valore di cittadinanza. Riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso la memoria civica”; promuovere una più ampia e consapevole conoscenza storica, collegando la memoria del Risorgimento ai principi civili e democratici che ne costituiscono l’eredità viva. Al tempo stesso, si intende avvicinare i giovani, sempre più, al mondo degli Archivi considerati depositi di cultura e memoria collettiva.
Gli Archivi e le Scuole sono i luoghi deputati al consolidamento delle radici e dei principi comuni per la formazione e l’evoluzione dell’Unità nazionale.
Gli Archivi di Stato in quanto custodiscono le fonti che permettono di comprendere in modo autentico il processo storico che ha portato alla nascita dell’unità d’Italia. Per la Scuola, iniziative come la Giornata Nazionale del Risorgimento rappresentano un’occasione preziosa per valorizzare questo patrimonio documentario e per promuovere, soprattutto tra i giovani, una conoscenza più consapevole della nostra storia nazionale. La collaborazione tra la Direzione Generale Archivi e l’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano conferma “l’impegno del Ministero della Cultura nel rendere gli Archivi luoghi vivi di ricerca, memoria e partecipazione civile”.
Riflettiamo su questa nostra identità nazionale, diamo un significato e un senso a questa Giornata, perché non scivoli sulle nostre spalle come un momento di ribalta, di protagonismo di vecchie glorie. Viviamo le nostre lotte quotidiane coi colori del tricolore nel cuore, da uomini liberi, non da uomini che gattopardescamente vogliono che tutto cambi perché tutto resti immutato. Noi vogliamo sempre sentirci fremere di commozione all’ascolto dell’Inno nazionale di Mameli e di Amor di Patria di fronte alla Bandiera Tricolore Italiana, che vediamo svettare e sventolare dai balconi dei Palazzi del Governo, delle Scuole, nei contesti lavorativi, nei campi sportivi, nelle Olimpiadi.
Il vento leggero le accarezza delicatamente, quelli forti le sferzano, la pioggia le lava, le tempeste le lacerano. Il tempo le usura, i tempi le logorano ma sono sempre presenti. Ho trovato fotografie e dipinti di artisti che riprendevano battaglie nel momento in cui queste si svolgevano, vessilli tricolore sventolanti sui campi cruenti di corpi martoriati. Ognuna di esse rivela la poliedricità del Tricolore: tutte hanno una propria storia da raccontare. Come sono vissuti questi valori nella realtà quotidiana? come sono percepiti dai giovani?
Il Comitato di Brindisi – Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano – ha bene accolto l’invito a questo evento importante e desidera ricordare questi anniversari: la bandiera, l’Inno, la Costituzione e la Repubblica per rendere omaggio a coloro i quali lottarono per affermare la Libertà, la Dignità, la Giustizia e l’Uguaglianza tra cittadini e popoli, e a coloro che seppero dare voce a quei sentimenti elaborando il testo della Costituzione, anche a prezzo della propria vita.
Lo Statuto Albertino (1848), la Costituzione della Repubblica Romana (1° luglio 1849) di Giuseppe Mazzini, sono stati i precursori della Costituzione Italiana, che sono documenti storici, il manifesto, la bussola, ancora attualissima, pietra miliare per il vivere civile. Passato, presente e futuro stanno in quella Carta costituzionale.
Quella Carta è Innovatrice, in quanto apre a una Democrazia di uomini e donne; è progressista, perché indica il percorso per il cambiamento del Paese al fine di portare l’Italia nel futuro, affermandone i valori-guida partendo da un’analisi critica del presente. Alle donne, rimaste sempre ai margini della politica, fu riconosciuto il diritto al voto e, ben ventuno, furono ammesse nell’Assemblea Costituente. Pioniere del cambiamento, seppero portare il proprio punto di vista, arricchendola e avviando quel processo, tuttora aperto, di uguaglianza tra uomini e donne nell’accesso alla vita politica e nella società civile, aprendo la porta alle pari opportunità.
I Costituenti erano ben consapevoli della difficoltà di dover elaborare un documento che fosse valido anche per le generazioni future e adattabile ai diversi contesti storici che si sarebbero avvicendati. Quel documento rappresentava una “rivoluzione promessa” sia per i diritti civili e i doveri riconosciuti ai cittadini e alle donne. “La nostra Costituzione è in parte una realtà, in parte è un programma, un’idea, una speranza, un impegno di lavoro […] Voi giovani dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra” (P. Calamandrei).
Quel documento costò dure lotte e spargimento di sangue, per l’indipendenza durante il Risorgimento e la Grande Guerra; nel Ventennio e nella Resistenza che percorse la prima metà del XX secolo e le tensioni che caratterizzarono la fine del secolo scorso. Quella Carta fu scritta con l’apporto di tutti i partiti, di tutte le ideologie, di tutte le culture politiche e ha accompagnato la trasformazione sociale, economica, politica e culturale del Paese. Quale messaggio nasconde ancora?
“Riformare” la Costituzione è possibile, eventualità già prevista dai saggi costituenti che, prudentemente, ne avevano anche suggerito le direttive.
Ci si domanda, riusciranno la Costituzione, Repubblica ad affrontare e superare le sfide che la nuova società, delineantesi multietnica, multiculturale e multi confessionale pone quotidianamente?
Oggi l’Italia deve confrontarsi con il Mezzogiorno, ponte tra Occidente e Oriente, il cui silenzio esplode sulle spiagge affollate da migranti in cerca di patria e lavoro, con il Mediterraneo, con l’Europa, con l’Oriente.
Sulla base di queste riflessioni il Comitato Brindisino si è interrogato e ha rivolto l’attenzione al territorio e agli attori-protagonisti sociali, politici ed ecclesiastici, ai giovani (latitanti) indagando contesti e studiando testi, per superare il localismo e il pregiudizio di un Mezzogiorno arretrato e immobile e coglierne le trasformazioni e le continuità, le costanti e le variabili. Il territorio di Oria vanta una Diocesi che abbraccia diversi territori tra la costa adriatica e quella ionica, tra i porti di Brindisi e di Taranto, fulcri di attività e scambi commerciali, ciascuno dei quali ha una propria specificità geografica e geopolitica, linguistica e culturale. Realtà territoriali non isolate e chiuse come monadi, ma centri vivi e attivi che si inseriscono in insiemi più ampi, quali la regione, il Mediterraneo e l’Italia, l’Europa.







