IL PENSIERO MEDITERRANEO

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Jumpers: un salto….tra gli umani. Un racconto filosofico e dispotico

Jumpers

di Fabrizio Manco

N. B Questo scritto è una visione personale dispotica su ciò che accadrebbe se il mondo degli insetti prenderebbe la coscienza umana. Mi sono ispirato al recente film della Disney/ Pixar Jumpers: un salto tra gli animali,  e ho cercato di scrivere un racconto interpretato dalla mia immaginazione personale.

Tutto iniziò come una suggestione nata dopo la visione del filmJumpers: un salto tra gli animali,un film che mostrava la possibilità per gli esseri umani di trasferire la loro coscienza dentro il corpo di un animale androide, molto simile alla tecnologia usata inAvatar. Con la possibilità per l’essere umano di entrare dentro la coscienza animale, pochi si chiesero davvero quale fosse l’altra faccia di questa tecnologia:cosa accadrebbe se non fossimo noi a entrare negli animali, ma loro a entrare dentro di noi?!….

All’inizio sembrava un’ipotesi fantascientifica, quasi assurda. Eppure, come spesso accade nella storia, le idee più inquietanti sono quelle che trovano prima o poi il modo di incarnarsi nella realtà.

Parte prima: l’origine : il passaggio della coscienza.

Gli scienziati avevano sviluppato una tecnologia capace di mappare la coscienza umana e trasferirla temporaneamente in supporti biologici o biomeccanici compatibili. L’obiettivo era ovviamente inizialmente nobile: comprendere la natura,  creare empatia tra la specie, e ridurre la violenza umana verso gli ecosistemi.

Ma la natura non è soltanto armonia. Esiste infatti una dimensione della vita che l’uomo ha cercato di ignorare:la crudeltà naturale ,l’istinto puro, la volontà cieca di sopravvivere , dominare e schiacciare il prossimo. In alcune specie questa volontà è più marcata, più aggressiva, più strutturata.

Non furono infatti gli animali “ buoni “ a sfruttare questa tecnologia.  Ma furono quelli più adattialla competizione, quelli più freddi, quelli più strategici. I predatori, i parassiti.  Creature che non conoscono empatia, ma soltanto funzione. Il primo caso documentato fu anomalo : un operatore del laboratorio mostro’ improvvisi cambiamenti comportamentali : freddo, calcolatore,  privo di esitazione. Nei suoi occhi non c’era più il dubbio o la paura, ma una lucidità quasi aliena. Si scopri troppo tardi che durante quell’esperimento qualcosa era andato storto… o forse, fin troppo bene.

Parte seconda: La nuova specie: l’uomo abitato. 

Non si trattava di possessione nel senso religioso o spirituale del termine. Non c’erano demoni e non c’erano spiriti. Era qualcosa di più sottile e inquietante :una sovrapposizione di Coscienze.L’essere umano non veniva distrutto, ma venivaabitato.All’inizio l’animale osservava. Studiava. Imparava il linguaggio, le strutture sociali, le gerarchie. Poi, lentamente iniziava a prendere il controllo.

Non tutti gli animali potevano farlo. Solo quelli con una struttura cognitiva sufficientemente complessa o con un istinto dominante particolarmente forte. Alcuni insetti sociali furono i primi a riuscirci.  Non individualmente, ma comemente collettiva.Un singolo corpo umano poteva diventare il nodo di una rete.

Parte terza: il mondo che cambia: dalla società alla colonia.

All’inizio nessuno si accorse di questo trasferimento di coscienza tra gli animali agli esseri umani. Gli individui cambiavano, ma sembravano semplicemente più efficienti, più determinati, più adatti al mondo moderno. Venivano premiati. Salivano sulle gerarchie.

Erano perfetti per il sistema. Non provavano empatia. Non avevano conflitti interiori. Non esitavano. Erano funzionali. In breve tempo gli insetti predatori dentro il corpo degli umani iniziarono a occupare posizioni chiave : politica, economia, istituzioni , tecnologia. Non c’era bisogno di una rivoluzione.Bastava semplicemente una sostituzione di coscienza silenziosa.

L’umanità non fuconquistata con la forza, ma con l’efficienza.

Parte quarta: Apollineo e Dionisiaco: la rottura dell’equilibrio.

Riflettendo su quello che stava succedendo, alcuni filosofi ancora con la coscienza umana, richiamarono la distinzione traordine e caos, tra armonia e impulso. Per secoli l’essere umano aveva cercato di costruire un mondo basato sull’equilibrio: leggi, etica, cooperazione. Un tentativo di contenere la forza primordiale della natura. Ma ora quella forza stava rientrando nel sistema. Non come caos invisibile, ma comeordine disumano.Gli animali che avevano preso il controllo non volevano distruggere il mondo.Volevano dominarlo e schiacciare tutti quelli che non erano allineati con loro.

Volevano eliminare tutto ciò che era inefficiente e non allineato. Volevano ridurre la complessità emotiva e trasformare la società in un  sistema perfettamente funzionale. Era una nuova forma di dominio: a tratti  violento, ma soprattutto dispotico e repressivo.

Parte quinta: l’orrore silenzioso.

Io vero orrore in questa situazione non era la violenza, ma era l’assenza di umanità.

Io vero orrore in questa situazione non era la violenza, ma era l’assenza di umanità. Le persone  infatti cominciavano a cambiare: avevano meno empatia, meno immaginazione e meno compassione. Le relazioni diventavano transazioni. L’amore diventava strategia. La vita diventava funzione.  I bambini credevano in un modo perfetto e ordinato ma privi di spontaneità. 

Non c’erano più guerre, ma non c’erano nemmeno libertà.

Parte sesta: il principio del dominio.

A poco a poco emerse una verità inquietante: gli animali non stavano occupando semplici i corpi umani, ma stavano realizzando qualcosa che gli stessi esseri umani e la stessa natura faceva da millenni e millenni:espandersi e dominare. 

La volontà di dominio non era quindi un’anomalia di sistema, ma era una legge. 

Chi ha la capacità di controllare, controlla. Chi può espandersi e dominare, domina. L’essere umano per secoli si era illuso di essere al di sopra di questa legge. Ma si sbagliava.  Non lo era.

Parte settima: la resistenza: ciò che resta umano .

Non tutti gli esseri umani furono conquistati. Alcuni individui resistettero. Non perché erano più forti, ma perché più fragili. Erano tutti individui che Erano tutti individui che provavano ancora dubbi , empatia, paura e contraddizione. Erano degli errori di sistema. Individui che non erano ancora perfettamente efficienti.

Quella che un tempo età considerata debolezza era ora riconosciuta come l’ultimo rifugio dell’umanità. La resistenza non si combatteva con la forza, ma si combatteva con qualcosa che gli invasori non potevano comprendere:con il sacrificio, con l’amore gratuito e con l’ irrazionalità.

Parte ottava :  conclusione: il vero significato del salto.

Alla fine, il mondo non fu distrutto, ma fu trasformato.

La domanda che rimane non ècosa accadrebbe se gli animali prendessero il controllo degli esseri umani.La domanda è molto più profonda e inquietante:

Quanto di questa volontà di dominio è già dentro di noi?…..

Il filmJumpersmostrava l’uomo che entrava nella natura per comprenderla. Ma questa storia da me immaginata mostra il contrario: la natura degli animali che entra nell’uomo per dominarlo e rivelarlo. Forse non esiste un confini così netto tra umano e animale. Forse, il vero pericolo non è un’  invasione esterna, ma il fatto che quella forza , fredda, efficiente, dominante, sia già parte della nostra struttura. 

E forse la vera scelta non è tra essere umani e animali.Ma tra essere coscienti  o diventare strumenti di una volontà che vuole solo crescere, espandersi e dominare. 

Fabrizio Manco. 

Fabrizio Manco nasce a Marsala l’antica Lilibeo Romana, città nella quale vive e lavora come Operatore Culturale turistico accompagnando scuole e turisti alla scoperta dei luoghi culturali artistici della città. La sua passione per la cultura e la scrittura lo ha portato a collaborare con alcune riviste online come il Pensiero Mediterraneo, dove scrive saggi e articoli che spaziano tra argomenti diversi come psicologia, storia dell’arte e cinema; oltre ad analisi comparate su letteratura fantastica, storia dell’arte e filosofia.

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