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L’ Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM): un organismo istituzionale tra diplomazia e invisibilità

Bandiera Assemblea Parlamentare Mediterraneo

Bandiera Assemblea Parlamentare Mediterraneo


Il Mediterraneo è da sempre crocevia di civiltà, culture, religioni e commerci. È un mare che unisce e divide, che accoglie e respinge, che ha visto nascere grandi imperi e grandi tragedie. In questo spazio geografico e simbolico, nel 2005 è stato istituito un organismo parlamentare internazionale che avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta nella cooperazione tra i Paesi rivieraschi: l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM), comunemente definita “Parlamento Mediterraneo”.

La sua nascita rispondeva a un’esigenza precisa: creare un forum stabile di dialogo politico e istituzionale tra i parlamenti nazionali dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e sul Golfo, superando le divisioni storiche e affrontando insieme le sfide comuni. Non un’istituzione sovranazionale con poteri vincolanti, ma una piattaforma di confronto e di diplomazia parlamentare, capace di favorire la cooperazione multilaterale.


Origini e fondazione

La PAM nasce ufficialmente nel 2005, raccogliendo l’eredità della Conferenza dei Parlamenti Mediterranei, attiva dagli anni ’90. La sede principale è a Napoli, con una sede secondaria a San Marino. L’idea era quella di dare continuità a un dialogo che, fino a quel momento, era stato episodico e frammentato, trasformandolo in un organismo permanente.

La fondazione fu salutata con entusiasmo: il Mediterraneo, teatro di conflitti e tensioni, avrebbe potuto diventare un laboratorio di pace e cooperazione. La PAM si presentava come un ponte tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente, in un momento storico segnato da guerre, terrorismo e migrazioni.


Struttura e composizione

La PAM è composta da 34 parlamenti nazionali dei Paesi membri, che inviano delegazioni di parlamentari eletti. Non si tratta dunque di un’assemblea di governi, ma di un organismo parlamentare, che riflette la pluralità politica dei Paesi coinvolti.

La struttura interna è suddivisa in tre comitati permanenti:

  1. Cooperazione politica e sicurezza – affronta temi legati alla pace, alla lotta al terrorismo, alla sicurezza regionale.
  2. Cooperazione economica, sociale e ambientale – si occupa di commercio, energia, sostenibilità, sviluppo.
  3. Dialogo tra civiltà e diritti umani – promuove il rispetto dei diritti fondamentali, il dialogo interculturale e interreligioso.

La presidenza è a rotazione tra i Paesi membri. Per il biennio 2025-2026, la presidenza è affidata all’onorevole Giulio Centemero (Italia).


Obiettivi e missione

La missione della PAM è ambiziosa:

  • Promuovere la pace e la stabilità nel Mediterraneo.
  • Favorire la cooperazione economica e ambientale.
  • Sostenere il dialogo interculturale e interreligioso.
  • Affrontare sfide globali come migrazioni, terrorismo, cambiamento climatico, crisi umanitarie.

Non ha poteri vincolanti, ma può adottare raccomandazioni, risoluzioni e rapporti che vengono trasmessi ai governi nazionali e alle organizzazioni internazionali.


Riconoscimenti internazionali

Dal 2009, la PAM ha ottenuto lo status di osservatore presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, un riconoscimento che ne rafforza il ruolo diplomatico. Collabora con istituzioni come il Consiglio d’Europa, l’OSCE, l’Unione per il Mediterraneo, oltre che con varie agenzie ONU.

Questo status le consente di partecipare ai lavori dell’ONU, di presentare rapporti e di contribuire alle discussioni su temi globali.


Attività principali

Negli anni, la PAM ha affrontato numerosi temi:

  • Migrazioni: ha promosso il dialogo tra Paesi di origine, transito e destinazione, cercando soluzioni condivise.
  • Terrorismo: ha organizzato conferenze sulla lotta al terrorismo e sulla cooperazione tra forze di sicurezza.
  • Clima e ambiente: ha partecipato alle conferenze internazionali sul clima (COP24, COP25), promuovendo la transizione energetica e la blue economy.
  • Economia: ha discusso di commercio, investimenti, infrastrutture, digitalizzazione.
  • Diritti umani: ha sostenuto iniziative contro la discriminazione e per la tutela delle minoranze.

Il ruolo della diplomazia parlamentare

La PAM rappresenta un esempio di diplomazia parlamentare, cioè di cooperazione tra parlamenti nazionali al di fuori dei canali governativi tradizionali. Questo approccio ha vantaggi e limiti.

Il vantaggio è la possibilità di un dialogo più libero e meno vincolato dalle rigidità diplomatiche. I parlamentari possono confrontarsi direttamente, scambiarsi esperienze, proporre soluzioni. Il limite è l’assenza di poteri vincolanti: le decisioni della PAM non obbligano i governi, ma hanno solo valore consultivo.


Successi e criticità

Tra i successi della PAM si possono citare:

  • Il riconoscimento ONU.
  • La capacità di mantenere un dialogo aperto anche in momenti di tensione.
  • La promozione di iniziative culturali e ambientali.

Tra le criticità:

  • La scarsa visibilità mediatica.
  • L’assenza di poteri vincolanti.
  • La difficoltà di incidere concretamente sulle politiche nazionali.

Perché è poco conosciuto?

Nonostante la sua importanza, il Parlamento Mediterraneo è scarsamente conosciuto. Le cause sono molteplici:

  1. Assenza di poteri vincolanti: non avendo la capacità di imporre decisioni, le sue raccomandazioni restano spesso lettera morta.
  2. Scarsa copertura mediatica: i media si concentrano su eventi più immediati e conflittuali, trascurando i processi di dialogo.
  3. Complessità istituzionale: la PAM è percepita come un organismo tecnico, lontano dalla vita quotidiana dei cittadini.
  4. Concorrenza di altre istituzioni: l’Unione Europea, l’ONU, l’Unione per il Mediterraneo hanno maggiore visibilità e potere.
  5. Debolezza della diplomazia parlamentare: rispetto alla diplomazia governativa, quella parlamentare ha meno risorse e meno riconoscimento.

Conclusione

Il Parlamento Mediterraneo è un organismo istituzionale importante, nato con l’ambizione di trasformare il Mediterraneo in uno spazio di cooperazione e sviluppo. Ha ottenuto riconoscimenti internazionali, ha promosso iniziative su temi cruciali, ha mantenuto vivo il dialogo tra Paesi spesso divisi. Tuttavia, resta scarsamente conosciuto. La mancanza di poteri vincolanti, la scarsa copertura mediatica, la concorrenza di altre istituzioni e la debolezza della diplomazia parlamentare ne hanno limitato l’impatto e la visibilità.

Eppure, in un mondo segnato da conflitti e divisioni, la PAM rappresenta un laboratorio prezioso di dialogo e di speranza. La sua sfida è uscire dall’ombra, conquistare maggiore attenzione e dimostrare che il Mediterraneo può essere non solo un mare di conflitti, ma anche un mare di pace.


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