IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

l Mistero di Castel del Monte: luogo di incontro dei cavalieri Templari, dei Fedeli d’Amore? Apriamo qualche porta “sconosciuta”.

di Elena Tempestini

Castel del Monte, la fortezza fatta costruire dal Re Federico II, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia, ad Andria in Puglia

Oi lasso! non pensai
si forte mi parisse
lo dipartire da donna mia;
da poi ch’io m’allontanai,
ben paria ch’io morisse,
membrando di sua dolze compagnia;
e già mai tanta pena non durai,
se non quando alla nave dimorai.
Ed or mi credo morir certamente,
sed a le non ritorno prestamente…
Canzonetta gioiosa va a la fior di Soria,
a quella c’à in prigione lo mio core:
dì a la più amorosa,
ca per sua cortesia
si rimembri de lo suo servitore,
quelli che per suo amore va penando;
e priegalami per la sua bontate
ch’ella mi deggia tener lealtate ( Federico II)

“Amore non apre a chiunque la via che conduce a lui…”.( Sohravardî fedeli d’Amore)

Quando si parla della Fedeltà d’Amore dobbiamo ricordare alcuni rappresentanti che hanno lasciato la “testimonianza” nelle loro opere letterarie: Dante, Boccaccio, Petrarca e Cavalcanti in Occidente, Hafez, Rumi in Oriente. Una fusione, ma anche una “via” da percorrere, un modo di realizzazione spirituale che alcuni individui, senza dubbio rari, hanno intrapreso dopo che si è «occultato», in condizioni d’altro canto tanto misteriose quanto lo erano all’epoca in cui quest’ordine esisteva: Novalis, Raffaello: «Il poeta romantico tedesco e il pittore italiano appartengono alla stessa genealogia spirituale, quella degli artisti visionari che sono stati iniziati alla Fedeltà d’Amore dall’apparizione provvidenziale, nelle loro vite, di un certo volto di bellezza, il volto umano come quello di Sofia per Novalis, che egli ha contemplato con gli occhi dell’anima, o l’immagine divina quella della Vergine Maria è stata per Raffaello, che ne ricevette una notte la rivelazione.»

Ci si potrà chiedere se il percorso della loro “Via” ha ancora un significato, un senso oltre a quello della storia da conoscere, ma questo pensiero si forma davanti alle condizioni della nostra epoca presente. Non si sfugge a noi stessi, e se Dante ci ha trasmesso che in gioventù l’Amore ha sembianze umane, Beatrice, o Fiammetta per Boccaccio, si può non avere ancora la consapevolezza della propria esistenza, del nostro “esilio” in questo mondo, se non forse dai presentimenti, e dalle percezioni che si possono avere durante l’infanzia. Da ragazzi non si conosce la misura del proprio talento, e neanche della propria creazione che rappresentiamo. Solo oltrepassando un Oriente all’orizzonte del mondo, solo allora sarà il momento giusto nel quale ci si potrà mettere in cammino. All’inizio della via, non avremo ancora nessun maestro, ma ci sarà la fede in ciò che abbiamo sentito e percepito. Allora diverrà un movimento volontario, un’aspirazione profonda, una chiamata dell’anima che spinge a camminare in direzione di questo Oriente. l’Ordine dei Fedeli d’Amore è la volontà, la disciplina dell’Arcano, il suo “segreto”, il che spiega perché i suoi membri hanno lasciato così poche tracce; tranne naturalmente l’opera intera di Dante. Ma i misteri sono sotto i nostri occhi per essere penetrati.

Castel del Monte è l’Oriente “interiore”, il simbolo di una Luce di Conoscenza, opposta all’esilio occidentale” che è oblio e allontanamento per dirigersi nelle tenebre della materia. È mediante un’interazione complessa che Castel del Monte si svela e ci eleva. Si può osservare nello scorrere, o meglio nella trasformazione del tempo, che si manifesta con la luce solare. Al piano terreno troviamo il buio, perché “bisogna che Amore faccia il giro della dimora e scenda fino alla cella del cuore…”. Si racconta che nel centro del cortile vi era una vasca ottogonale, le leggende sulla costruzione della vasca sono molte, mi piace ricordare il libro di Janet Ross: “The land of Manfred, prince of Tarentum and King of Sicily“, Ed. Murray, London, 1889” perché fu una viaggiatrice inglese, che viveva a Firenze ed amava immensamente la Puglia. Janet Ross visse a Firenze a Poggio Gherardo, villa già descritta dal Boccaccio nel Decameron, vicino Settignano. Scrittrice, poetessa, e prima donna corrispondente del giornale americano Time durante Firenze Capitale, nonché animatrice della comunità Anglo-Americana Fiorentina.

Foto XIX secolo archivio Tempestini – riproduzione vietata

Janet Ross fu la zia di Lina Waterfield fondatrice del British Institute: Ecco l’articolo: https://www.gustarviaggiando.com/2015/09/22/old-florence-il-fondo-waterfield/

Castel del Monte è lontano da centri abitati e da strade importanti e questo dettaglio era già vero anche intorno al 1240, quando Federico II ne ordinò la costruzione. L’intera struttura ci è pervenuta priva delle originarie decorazioni affreschi, pavimenti, sculture e molto altro. Percorrendo le soglie, le entrate e le uscite obbligatorie, si ha la netta sensazione di un percorso obbligatorio, un cammino pieno di simboli, caratterizzato da un piano terra sostanzialmente buio e da un piano superiore particolarmente luminoso. Le misure della costruzione sono chiaramente ispirate al numero aureo, il percorso termina nella cosiddetta “sala del trono” al primo piano, con l’affaccio su un grande bassorilievo solo raccontato dalle antiche cronache ma purtroppo perduto. Era situato dall’altra parte del cortile, raffigurava una dama in atto di ricevere l’omaggio di alcuni cavalieri, i fedeli d’Amore, i cavalieri Templari. Il bassorilievo era illuminato dai raggi del sole che arrivano attraverso le finestre del primo piano solo l’otto ottobre, originariamente ottavo mese dell’anno. Sul portale di ingresso e in altre stanze appare il simbolo della rosa, simbolo di conoscenza e di segreto. Federico II, uomo di grande cultura e conoscenza si avvaleva di illuminati che divenivano parte della sua famiglia, come il matematico Leonardo Fibonacci e lo scienziato Michele Scoto, ma non di meno Frate Elia, successore di Francesco d’Assisi, con il quale condivise la scomunica. Nel 1228 i Templari si offrirono di incoronare Federico II imperatore del mondo; nel 1240 aderì alla “Pactio secreta” dei cavalieri che cercavano il Graal, l’Arca dell’Alleanza e i segreti dei faraoni che Mosè vi avrebbe riposto. Per approfondire l’articolo:

https://www.parteguelfa.it/news/francesco-dante-e-frate-elia-la-sapienza-francescana/

Nel cortile di entrata vi era una vasca ottogonale, vasca/ bafè = immersione e mètis = saggezza. È il bafomet = il battesimo di saggezza, ma che ha alimentato il mito del demone Bafometto, che sarebbe stato adorato dai Templari e motivo creato ad arte per farli odiare dal popolo. Demone che gli inquisitori avrebbero addirittura riconosciuto nella figura barbuta e cornuta scolpita nella chiave di volta del soffitto di una delle camere, laddove le corna sono in realtà orecchie d’asino con chiaro riferimento al re Mida ed alla sua leggenda centrata su una verità che non si può rivelare. È il luogo ove si incontra lo Spirito Universale Creatore. È l’Opera Sole e Luna, l’Acqua ed il Fuoco, l’elemento Zolfo associato al Mercurio.

La stanza al piano terreno dove sul pavimento vi sono ancora le tracce di quattro cerchi “magici” corrispondenti ai quattro elementi: aria, acqua, terra, fuoco.
Questi elementi geometricamente ridisposti e nel giusto ordine di precedenza, dovrebbero portare alla comprensione dell’Archetipo della Chiesa Universale cioè l’ AMORE universale a cui aspiravano i Rosa + Croce, i Templari: Il Sole interiore. La croce, intersezione delle due rette: orizzontale e verticale, simbolo degli opposti, dei complementari. Centro segreto al di là del tempo e dello spazio, è sublimata dalla Rosa. In questo centro invisibile, metafisico, si realizza l’unione, l’armonia/trascendenza individuale che si racchiude nella Rosa.

“Della rosa fronzuta diventerò pellegrino ch’io l’aggio così perduta.Perduta non voglio che sia Ne di questo secolo gita, ma l’uomo, che l’ha in balia di tutte gioie l’ha partita.” (Federico II Imperatore)

L’Amore per la Rosa che sospinge l’amante alla mistica unione rappresenta e realizza l’annullamento di ogni dualità e contrapposizione umana e terrena. Gli opposti, i complementari svaniscono per sublimarsi nell’Uno al di là dell’Uno, nell’archetipo di platonica memoria.
Agli stilnovisti, ai Fedeli d’Amore, come anche ai poeti siciliani, a Federico II, la Rosa giunge da Oriente, da Soria. Per la tradizione arabo-orientale la rosa è il simbolo di un percorso metafisico realizzativo pratico, che mira alla trasformazione profonda della coscienza. Per i Sufi della Bagdad del XII sec. questo sentiero mistico era chiamato “Sebil-el-Uard” ovvero la “Via della Rosa”.

La Madonna divenne Rosa, la Rosa di Soria. Si incontra Re Mida perché “c’è una verità che non può essere svelata”.

Si sale la scala a chiocciola ed è diversa è antioraria. Per ricordare a chi la sale che da quel momento tutte le conoscenze saranno rovesciate. Nelle sale del Castello la luce provoca una rifrazione di raggi luminosi orizzontali, paragonabili alle forme platoniche che presiedono alle specie del mondo terrestre. Quindi, se l’ottagono è il quadrato e il cerchio, il Castello potrebbe essere interpretato quale mondo intermedio, un diapason …”Tengo il segreto della tua bellezza nel più segreto del mio cuore. / Il mio cuore resta in silenzio se mi si domanda il segreto del tuo Nome…”. La profonda luce del secondo piano, è in netto contrasto con il buio dell’Ignoranza che si lascia alle spalle. È adesso che si svela l’Iside Eterna, come dice il Fedele d’Amore Francesco da Barberino “…Ella è colei, ch’à compagno il figliuolo, del Sommo Iddio, e sua Madre con esso: ell’è colei, che con molte siede in cielo, ell’è colei, che in terra ha pochi seco…” ecco la Melusina che dietro il suo aspetto raffigura la donna che aiuta l’uomo nella ricerca della conoscenza senza distinzioni tra i sessi ma con l’idea che solo nell’unione ci si eleva al divino. Per comprendere le capacità d’un maestro non badare tanto a quanto egli dice, né di quanta scienza è capace, ma osserva i suoi discepoli dentro e fuori il Tempio. Le loro parole, i loro gesti ed il loro comportamento saranno la vera dimostrazione del suo valore.