La Compagnia del Vangelo: “Chi tenta di intimidire la Chiesa rivela solo paura e sottosviluppo umano”
Chiesa San Filippo Neri
di Davide Romano
POLVERIERA ZEN, ANCORA SPARI CONTRO LA PARROCCHIA
La Compagnia del Vangelo, per bocca del suo fondatore, il giornalista Davide Romano, esprime piena e convinta solidarietà alla comunità parrocchiale di San Filippo Neri allo Zen e al suo parroco, padre Giovanni Giannalia, dopo l’ennesimo grave atto intimidatorio: colpi d’arma da fuoco esplosi contro il portone della chiesa, a distanza di pochi giorni da analoghi episodi.
Quanto accade allo Zen si inserisce in una spirale di violenza sempre più allarmante: spari in strada, finestre colpite, cassonetti e automobili crivellati di proiettili, fino alla minaccia armata a un autista dell’Amat. Segnali di un degrado profondo che non può e non deve essere normalizzato.
«Colpire una chiesa – dichiara Davide Romano a nome della Compagnia del Vangelo – non è mai un gesto casuale. È un messaggio intimidatorio rivolto a chi, nel quartiere, prova ogni giorno a costruire relazioni, coscienze e alternative alla logica della violenza. Evidentemente, come ha detto padre Giannalia, il lavoro della Chiesa allo Zen dà fastidio a qualcuno».
La Compagnia del Vangelo si riconosce e rilancia le parole dell’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che ha definito questi atti «segno di debolezza, di grettezza e di sottosviluppo umano», sottolineando come nessuna intimidazione potrà arrestare l’annuncio del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale nel quartiere.
«Lo Zen – prosegue Romano – non è solo un luogo di emergenza, ma una terra ferita in cui uomini e donne, sacerdoti, educatori, famiglie e volontari resistono quotidianamente. A loro va il nostro sostegno. La risposta agli spari non può essere il silenzio o la rassegnazione, ma una presenza ancora più forte della comunità ecclesiale, delle istituzioni e della società civile».
Nel tempo in cui Palermo ricorda il 31° anniversario dell’uccisione di don Pino Puglisi, la Compagnia del Vangelo ribadisce che il suo sacrificio continua a interrogare le coscienze:
«Don Pino ci ha insegnato che il Vangelo, quando è vissuto fino in fondo, disturba i poteri violenti. Se oggi qualcuno spara contro una chiesa allo Zen, significa che quella testimonianza è ancora viva. Ed è proprio per questo che non possiamo arretrare di un solo passo».
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