IL PENSIERO MEDITERRANEO

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“La comunicazione nasce storta”. Storia di un Hermes che ci mise lo zampino

La comunicazione nasce storta

Di Serena Milisenna

Vi siete mai chiesti perché la #comunicazione è così affascinante quanto pericolosa?

La mia risposta è presto data: la comunicazione nasce storta. E’ nel suo destino essere materia controversa.

Perché, al di là della natura duale del segno di cui ci parla la #semiotica, facendo riferimento al significato e al significante*, la comunicazione in uno storytelling ancestrale fa capo al dio mitologico Hermes, figlio di Zeus e della ninfa Maia.

Conoscere la sua storia mi permetterà di sostenere ancora meglio la mia tesi: Hermes, alato messaggero degli dei, nell’antica Grecia era il protettore della comunicazione e, nel contempo, dei viaggi e dei viaggiatori, ma anche dio della divinazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi.

Una rappresentazione simile non può che portarmi alla convinzione che la comunicazione risenta proprio delle caratteristiche del dio che la governa.

Spesso bugiarda e ingannevole, assolutamente utile e sovente ridondante, creativa e manipolatoria, la comunicazione crea e ri-crea mondi, distrugge o rinsalda rapporti, motiva, circuisce e blandisce, ferisce il prossimo, rafforza o uccide la speranza. Altalene di significati opposti che rendono la materia in sé un magma mobile, difficile da definire in maniera univoca.

La comunicazione oggi, molto più di ieri, dimostra di allontanare le persone, creando fazioni e frazioni, è un’arma che alcuni padroneggiano per persuadere altri e ottenere consenso. Consenso anche sul nulla. Consenso anche sul non vero.

Oggi più di ieri?

Forse si. Forse no…se ricordo, ad esempio, il Terzo Reich e alla propaganda che nel ministro Goebbels trovò la sua massima rappresentazione della circonvenzione sociale.

Ma la comunicazione odierna si correla indissolubilmente ad un altro fattore caro ad Hermes: la tecnologia, che nei social ha trovato il miglior palcoscenico della rappresentazione dell’inganno.

Bufale su bufale, falsi miti e leggende metropolitane si rincorrono, mentre pupari e burattini si passano da una bacheca all’altra il senso profondo dell’inquietudine dell’uomo moderno che non sa, ma dice.

Che non fa, ma scrive.

Che si disinforma, ma informa.

Che non sa e non vuole leggere i dati, ma ritiene di conoscere tutto il mondo a lui assolutamente ignoto.

E denuncia inganno, seminando inganno.

Inutile elencare le innumerevoli realtà mediate che in questo periodo impazzano sulla rete. Non avrebbe senso e non avrei abbastanza spazio.

La verità è che la natura ambigua e, al contempo, affascinante di Hermes ci accompagna in questo viaggio senza bussola.

Ma volevo ricordare che tutti noi possiamo fare una scelta: imparare a leggere i dati verificati prima di fare un viaggio (assurdo) con la mente e con i post e coinvolgere altre persone o essere vittime delle elucubrazioni di altri che spesso, furbescamente, ne approfittano della credulità altrui per guadagnare qualcosa.

Serena Milisenna – consulenza aziendale e formazione


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