La democrazia e i suoi valori costituzionali di uguaglianza, rappresentanza politica, giustizia sociale

di Paolo Protopapa
Un posto nell’Accademia del Pensiero Mediterraneo – sia detto con tutta la prudenza e umiltà del caso – può implicare una sistematicità assai difficile in questi tempi di frammentaria ed ardua organizzazione unitaria del pensiero in generale. La stessa Accademia platonica, già dopo qualche decennio dalla scomparsa del suo fondatore, trovò nel suo maggiore allievo, Aristotele, il principale antagonista didattico e, ‘lato sensu’, filosofico.
Il Liceo, voluto dallo stagirita, fu, infatti, in parte una imitazione e prosecuzione della scuola di Platone dedicata al dio Academo, ma anche e soprattutto un prototipo di insegnamento assai diverso e, per molti tratti, moderno e alternativo al conservatorismo rigidamente gerarchico del sapere. Ciononostante – prima ancora di entrare nel merito delle principali differenze metodologiche – giova rammentare il successo storico della creatura scolastica platonica, nello spazio e nel tempo dello sviluppo dei saperi, dal quinto secolo a. C. sino ad oggi e, sicuramente, della prospettiva futura.
L’enorme influsso esercitato dalla personalità, dall’opera e dalla visione teoretica dello straordinario pensatore ateniese, allievo-ventriloquo di Socrate, non si è mai in verità interrotto. Singoli filosofi della sua scuola – o del suo metodo variamente interpretato – e , inoltre, correnti, gruppi, tradizioni culturali, affiliazioni, marcate linee epistemologiche, sodalizi, ecc. ecc. hanno ampiamente arato le culture sia dell’Occidente, sia dell’intero orbe terrestre. Ibridandosi, a loro volta, con materiali e fonti di frastagliata radice pre-greca e meta-greca. Si pensi in particolare all’orfismo e a tanta parte dei sedimenti misteriosofici delle civiltà che precedono e ispirano profondamente la grecità. L’Accademia fu, in un tale panorama culturale, il coagulo, la selezione e la re-edificazione di questa immensa eredità e, sino alla modernità e contemporaneità, rimane uno dei pilastri-simbolo e fermento della nostra civiltà culturale. Il neo-platonismo prima e il post-platonismo dopo, sino ad oggi, hanno trovato nelle Accademie, con fortissimo e dinamico fermento tra ‘400 e ‘700, la sede privilegiata per la strutturazione, sedimentazione e rilancio originale, pluridisciplinare e creativo della civiltà del dialogo e del libero confronto. Esse, nella larga gamma delle espressioni più variegate, raccolgono, coagulano e indirizzano idee e visioni del mondo. Segnano vie di pensiero critico, oppure cristallizzano non di rado pregiudizi e mentalità di conservatorismo ideologico e politico. Sempre e comunque facendo dei saperi, e del sapere – vale a dire della battaglia delle idee e della loro ineludibile compatibilità con la libertà – la condizione del progresso umano, innalzando ad occasione irrinunciabile di progresso il confronto e la tolleranza.
Vogliamo, dunque, iniziare proprio da qui un percorso che nell’idea democratica presente individui i connessi, irrinunciabili valori di popolo, uguaglianza, rappresentanza politica e giustizia sociale?
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