IL PENSIERO MEDITERRANEO

Rivista culturale online di filosofia, letteratura, arte e dialogo mediterraneo

Corso WordPress, SEO e Google Lezione 2: la differenza tra scrivere e pubblicare

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Scrivere un buon testo è soltanto il primo passo: pubblicarlo correttamente significa renderlo visibile, accessibile e capace di raggiungere i lettori.

Accademia de Il Pensiero Mediterraneo

Questa lezione fa parte del corso WordPress, SEO e Google per autori e redattori, un percorso dedicato alla pubblicazione digitale, alla visibilità online e alla divulgazione culturale sul web.

Molte persone credono che scrivere e pubblicare siano la stessa cosa. In realtà si tratta di due attività profondamente diverse, che richiedono competenze differenti e rispondono a logiche spesso distinte. Questa confusione rappresenta una delle principali ragioni per cui numerosi contenuti di qualità non riescono a raggiungere il pubblico che meritano.

Scrivere significa elaborare idee, organizzare pensieri, raccogliere informazioni e trasformarle in un testo comprensibile e interessante. Pubblicare, invece, significa rendere quel testo accessibile, visibile e fruibile da parte dei lettori. È un processo che coinvolge aspetti tecnici, editoriali, grafici e strategici.

Per comprendere meglio questa differenza possiamo immaginare un autore che abbia appena terminato un romanzo. La scrittura del libro rappresenta una fase fondamentale, ma non basta a garantire che il romanzo venga letto. Occorre stamparlo, distribuirlo, promuoverlo, collocarlo nelle librerie e renderlo facilmente reperibile. Nel mondo digitale accade qualcosa di molto simile.

Ogni giorno migliaia di autori pubblicano articoli eccellenti che rimangono praticamente invisibili. Il problema non è la qualità della scrittura, bensì la mancanza di una corretta strategia di pubblicazione. Un testo ben scritto ma pubblicato male equivale a un libro lasciato in un magazzino senza catalogazione e senza promozione.

Prendiamo un esempio concreto. Un insegnante di storia dell’arte decide di scrivere un approfondimento di tremila parole dedicato al Rinascimento italiano. Il testo è accurato, ricco di fonti e scritto con grande competenza. Una volta terminato, l’autore lo inserisce su WordPress utilizzando come titolo semplicemente “Il Rinascimento”. Non aggiunge una meta descrizione, non inserisce immagini ottimizzate, non utilizza sottotitoli e non collega l’articolo ad altri contenuti presenti nel sito.

Dopo alcuni mesi l’articolo riceve poche visite.

Un secondo autore affronta lo stesso argomento con un testo meno lungo ma più organizzato. Sceglie come titolo “Il Rinascimento italiano: artisti, opere e rivoluzione culturale”. Utilizza sottotitoli chiari, immagini leggere e pertinenti, una descrizione efficace e una struttura facilmente leggibile. Collega inoltre l’articolo ad altri approfondimenti sullo stesso tema.

Quest’ultimo articolo ha molte più probabilità di essere compreso dai motori di ricerca e apprezzato dai lettori.

La differenza non sta necessariamente nella qualità della scrittura ma nella qualità della pubblicazione.

Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che il pulsante “Pubblica” di WordPress rappresenti il punto finale del lavoro. In realtà, da un punto di vista professionale, esso segna soltanto l’inizio. Una volta pubblicato, l’articolo entra infatti in competizione con milioni di altri contenuti presenti sul web.

Per questo motivo uno scrittore digitale deve acquisire una mentalità diversa rispetto a quella tradizionale. Non è sufficiente chiedersi: “Ho scritto bene?”. Occorre anche domandarsi:

“Google riuscirà a capire di cosa parla questo articolo?”

“Il lettore troverà facilmente le informazioni che cerca?”

“Il titolo invoglia al clic?”

“L’articolo è facilmente leggibile da smartphone?”

“Le immagini sono adeguate?”

“Il contenuto è collegato ad altri articoli del sito?”

Queste domande appartengono alla sfera della pubblicazione e sono altrettanto importanti della scrittura stessa.

Molti autori provenienti dal mondo della carta stampata incontrano inizialmente qualche difficoltà nell’adattarsi alla logica del web. In un libro cartaceo il lettore percorre normalmente le pagine in modo sequenziale. Su internet il comportamento è completamente diverso. Gli utenti leggono rapidamente, scorrono la pagina, saltano alcuni paragrafi e spesso decidono in pochi secondi se continuare o abbandonare il contenuto.

Numerose ricerche sul comportamento degli utenti dimostrano che la maggior parte delle persone non legge integralmente un articolo durante la prima visita. Piuttosto, effettua una scansione visiva alla ricerca delle informazioni più rilevanti.

Per questo motivo la pubblicazione richiede una particolare attenzione alla struttura.

Un testo compatto di duemila parole senza sottotitoli può risultare perfettamente leggibile su carta ma diventare scoraggiante sullo schermo di uno smartphone. Al contrario, l’utilizzo di sezioni ben organizzate, titoli intermedi ed elenchi facilita la consultazione e migliora l’esperienza dell’utente.

Anche la scelta del titolo evidenzia chiaramente la differenza tra scrivere e pubblicare.

Lo scrittore tende spesso a privilegiare la creatività e l’originalità. Il pubblicatore deve invece trovare un equilibrio tra creatività e chiarezza.

Supponiamo di voler scrivere un articolo dedicato alla celebre poesia “Itaca” di Kavafis.

Un titolo come “Un viaggio verso l’anima” può risultare suggestivo e poetico. Tuttavia difficilmente un utente digiterà questa espressione su Google.

Un titolo come “Itaca di Kavafis: significato e analisi del celebre poema” permette invece sia al lettore sia al motore di ricerca di comprendere immediatamente l’argomento trattato.

In questo caso la pubblicazione richiede una scelta diversa rispetto alla semplice scrittura letteraria.

Un’altra differenza fondamentale riguarda le immagini.

Quando si scrive un articolo si tende a concentrarsi sul testo. Quando si pubblica bisogna considerare anche l’impatto visivo. Le immagini svolgono un ruolo importante sia per l’utente sia per Google Discover.

Un articolo corredato da fotografie pertinenti, ben ottimizzate e di buona qualità appare generalmente più autorevole e coinvolgente.

Al contrario, immagini troppo piccole, sfocate, pesanti o prive di attributi descrittivi possono limitare le potenzialità del contenuto.

Pensiamo a due articoli dedicati alla stessa località turistica. Il primo contiene immagini professionali e ben ottimizzate. Il secondo utilizza fotografie di bassa qualità scaricate casualmente dal web.

Pur avendo testi simili, il primo articolo offrirà un’esperienza decisamente migliore e avrà maggiori probabilità di essere valorizzato dai motori di ricerca.

La pubblicazione comprende inoltre aspetti che molti autori ignorano completamente: velocità di caricamento, compatibilità mobile, accessibilità, struttura degli URL, link interni, dati strutturati e monitoraggio statistico.

Questi elementi possono sembrare secondari rispetto alla scrittura, ma spesso determinano la differenza tra un articolo invisibile e uno capace di raggiungere migliaia di lettori.

Esiste poi una distinzione ancora più profonda.

Lo scrittore si concentra principalmente sul contenuto.

Il pubblicatore si concentra sul risultato.

Scrivere significa esprimere un messaggio.

Pubblicare significa fare in modo che quel messaggio raggiunga il maggior numero possibile di persone interessate.

Le due attività non sono in conflitto. Al contrario, si completano a vicenda.

Un eccellente articolo pubblicato male rischia di rimanere sconosciuto.

Un articolo mediocre pubblicato in modo impeccabile può ottenere temporaneamente buoni risultati ma difficilmente riuscirà a fidelizzare i lettori.

Il vero successo nasce dall’incontro tra qualità editoriale e qualità della pubblicazione.

Questa considerazione è particolarmente importante per chi gestisce blog culturali, riviste online e siti di approfondimento. In questi contesti la qualità dei contenuti rappresenta un valore imprescindibile, ma non può essere l’unico obiettivo.

La cultura, la conoscenza e la divulgazione acquistano significato soltanto quando riescono a raggiungere le persone.

Un articolo letto da dieci utenti può certamente avere valore. Tuttavia lo stesso articolo letto da diecimila persone può generare un impatto culturale incomparabilmente maggiore.

Per questo motivo pubblicare non deve essere considerato un’attività secondaria o puramente tecnica. È parte integrante del processo comunicativo.

Nei capitoli successivi vedremo come ogni fase della pubblicazione — dalla scelta del titolo alla SEO, dalle immagini a Google Analytics, da Search Console a Google Discover — contribuisca a trasformare un semplice testo in un contenuto realmente visibile.

Perché nel mondo digitale non basta scrivere qualcosa di interessante. Occorre fare in modo che il lettore possa trovarlo, leggerlo e apprezzarlo. Solo allora la scrittura completa il proprio percorso e realizza pienamente la sua funzione: comunicare.

Verifica dell’apprendimento dopo le prime due lezioni:

1. Perché molti articoli di qualità non vengono letti?

☐ Perché i lettori non sono interessati agli argomenti culturali

☐ Perché spesso vengono pubblicati senza una corretta strategia di visibilità

☐ Perché Google penalizza automaticamente gli articoli lunghi


2. Qual è la differenza principale tra scrivere e pubblicare?

☐ Nessuna, sono la stessa attività

☐ Scrivere riguarda il contenuto, pubblicare riguarda la sua visibilità e fruibilità

☐ Pubblicare è importante solo per i siti commerciali


3. Cosa rappresenta il processo di indicizzazione per un articolo online?

☐ La cancellazione dell’articolo dai motori di ricerca

☐ La possibilità che il contenuto venga scoperto e archiviato dai motori di ricerca

☐ La semplice pubblicazione del testo


4. Perché il titolo è importante?

☐ Perché aiuta lettori e motori di ricerca a comprendere l’argomento

☐ Perché serve soltanto a rendere il testo più elegante

☐ Perché non ha alcuna influenza sulla visibilità


5. Un articolo ben scritto ma pubblicato male può ottenere scarsi risultati?

☐ Sì

☐ No


Soluzioni

  1. B
  2. B
  3. B
  4. A
  5. A

Prima di passare alla lezione successiva degli esercizi pratici

  • Analizza tre articoli del tuo sito.
  • Verifica se il titolo descrive chiaramente il contenuto.
  • Controlla la presenza di sottotitoli.
  • Verifica se esistono collegamenti ad altri articoli.
  • Valuta se il contenuto è facilmente leggibile da smartphone.

La terza lezione sarà online martedì 16 giugno.

Per consultare le lezioni precedenti:

Lezione 1 – Perché milioni di articoli non vengono letti – IL PENSIERO MEDITERRANEO

Corso WordPress, SEO e Google per autori e redattori – IL PENSIERO MEDITERRANEO

ACCADEMIA – IL PENSIERO MEDITERRANEO

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