La grotta delle monache

Le alte coste frastagliate di Torre dell’Orso, ricoperte da fitte e odorose pinete, ricche di un sottobosco di svariate piante aromatiche, inghirlandano la baia e nelle sue acque, tremule e cristalline, si riflettono. Questa è una terra in cui abbondano storie e leggende.
Lungo i numerosi anfratti del litorale s’aprono grotte spettacolari. Luoghi romantici dove il mare sposa la terra e dove la bianca cresta delle onde carezza i piedi di rocce, i cui profili danzano nelle acque verdazzurre. Questi luoghi d’incanto, che affascinano il visitatore e nella stagione estiva gli offrono refrigerio e ristoro, hanno spesso dei nomi strettamente legati ad antiche leggende. Come, per esempio, la “Grotta delle monache”.
C’era una volta una monachella, dolce e gentile, dal visetto angelico e umile, sguardo buono e sincero. Viveva nel convento delle povere suore Orsoline, in gran parte ricavato nella roccia, poco distante dalla Torre.
L’amore non ha confini, si dice. Purtroppo, a volte, barriere invalicabili si oppongono alla sua realizzazione.
Un bel giovane del posto, bravo ed onesto lavoratore, s’innamorò perdutamente di quella suora. Del fatto giunse a conoscenza la Madre superiora che, però, non aveva dubbi sulle virtú della ragazza e, soprattutto, della fervida fede in forza della quale era stata consacrata sposa di Cristo. Ma l’amore del giovane era cosí ardente e appassionato che persino il cuore della monachella dovette cedere, sia pure entro certi limiti. Lei, infatti, non solo non biasimava i sentimenti del giovane, ma addirittura se ne faceva una colpa, ritenendosi causa principale di quel comportamento. Per questo, lei pregava, pregava e non smetteva di pregare, affinché il Signore consolasse e orientasse in un’altra direzione il povero innamorato.
Ma, forse, le preghiere, per quanto fervide e sincere, non partivano dal piú profondo del cuore… Lei amava davvero, ma il suo era il sentimento puro della sorella per il fratello, giacché null’altro poteva concedere a quell’infelice. La disperazione del giovane divenne pure quella della monachella, che si struggeva nel pianto di giorno e di notte, implorando la pace del cielo, non tanto per se stessa, quanto per lo sfortunato amante.
Un giorno (nessuno ha mai saputo precisamente quando e come) la giovane suora si spinse giú in una grotta ai piedi della costa di Torre dell’Orso, perché voleva piangere in solitudine la sua disgrazia… Il mare lambiva, quasi carezzandoli, i suoi piedi, sembrava volesse alleviare la sua pena, mentre uno zefiro odoroso giungeva dalla pineta ad asciugare gli occhi arrossati e tristi…
Le monache del convento delle Orsoline giorni e giorni trascorsero nella vana ricerca della consorella smarrita. Il giovane innamorato non sapeva darsi pace né ragione, quando apprese il fatto. E in seguito, di lui non si seppe mai piú nulla. Vi fu, in verità, chi disse che era partito per un lontano Paese, altri che aveva cercato pace in un convento di monaci francescani in Umbria, altri ancora che era scomparso andando ramingo tra le grotte marine in cerca del suo amore…
Un giorno, un vecchio pescatore, giunto davanti ad una grotta particolarmente invitante per la conformazione e i colori della roccia, decise d’esplorarla. Mano a mano che procedeva al suo interno, sempre piú chiara gli giungeva la sensazione di un pianto di donna, mescolato ad un lieve sciabordio delle onde contro gli scogli e le pareti della grotta. Ma, dopo aver attraversato un breve passaggio, restò impietrito e incredulo nello scorgere sull’acqua un velo da monaca, lievemente ondeggiante…
La “grotta delle monache” è cosí chiamata per via delle foche monache che vivevano in gran numero un tempo in quelle acque… Eppure, a volte, un pianto sommesso e struggente, lungo un cunicolo, proviene dall’interno della grotta. Certe coppie di giovani affermano di averlo piú d’una volta ascoltato. E aggiungono che quel canto placa crucci e risentimenti, e ridona all’amore armonia.
Dello stesso autore potrebbero interessarti:
Poesie da: Quanto resta del Sud di Antonio Nahi – IL PENSIERO MEDITERRANEO
Poesie, storie e leggende del Salento magico e misterioso di Antonio Nahi – IL PENSIERO MEDITERRANEO
Notte di san Giovanni di Antonio Nahi – IL PENSIERO MEDITERRANEO