La leccese Iolanda Mazzotta ha centodieci anni
Iolanda Mazzotta
di Giovanni Paladini
Il suo segreto? L’amore per la famiglia, la fede in Dio e la serenità
Da adolescente incontravo la signora Iolanda quando mi recavo nella sua casa di Carmiano per trovare suo figlio Giuseppe, uno dei miei amici più fidati. L’ultima volta che l’ho incontrata è stata il 21 ottobre 2024 nella sua casa di Lecce. Quel giorno aveva 109 anni, due mesi e cinque giorni. Mi accolse in posizione eretta come una candela e prese commiato da me accompagnandomi alla porta. Nata a Lecce il 15 agosto 1915, fu registrata presso il Comune di Lecce il 19 agosto 1915. Contrasse matrimonio con Saverio Giancane di Carmiano (17 febbraio 1912-8 agosto 1978) nella Chiesa di San Lazzaro in Lecce nel luglio 1938. È stata sposata per 40 anni ed è vedova da 47. Ha avuto un solo amore: Saverio. La ragione e la fretta per sposarsi a 23 anni nascevano dal fatto che credeva che con un bacio si rimanesse incinta.
Dopo aver contratto matrimonio la coppia Giancane-Mazzotta andò a vivere a Carmiano in via Copertino, poi all’angolo di via Novoli, ancora in Via Regina Margherita e infine, dal 1944, in Via Monti, Corte Graziani. Durante la guerra Saverio fu fatto prigioniero in Albania per due anni. Saverio Giancane era un commerciante di frutta all’ingrosso e possedeva un Leoncino, un camion molto in uso negli anni ’50 e ’60, col quale trasportava frutta (ciliegie da Putignano e Castellana Grotte) e verdura (carciofi da Tuturano) in Campania tornandosene col Leeoncino carico di pesche e pere. Più spesso si recava a Ferrara da dove importava mele.
Dal matrimonio nacquero cinque figli: Giuseppina morta, a sette mesi, il 2 febbraio 1940; Anna, 8 giugno 1941; Maria Angela, 15 marzo 1945; Giovanna 8 giugno 1948; Giuseppe 25 settembre 1950.
Mentre Saverio, morto a 66 anni, diventò nonno a 64 anni e conobbe una sola nipote, Iolanda ha tre nipoti (Valeria, Francesco, Marta) e cinque pronipoti (Ferdinando, Federico, Fatima, Emiliano, Alessandro). Divenne nonna a 61 anni e bisnonna. nel 2002, a 87 anni.
Oltre alla grande missione di moglie e di madre, sin da giovane ha svolto la professione di sarta. Cuciva vestiti da sposa e non solo, persino vestiti per il Carnevale. Da nubile, a Lecce, vinse un Primo Premio per il vestito più bello.
Fino a 100 anni è andata in chiesa ed è andata a votare. Gode di ottima salute. Non soffre di niente. I valori delle analisi che fa ogni semestre sono tanto buoni e mai paragonabili con quelli delle figlie. I medici asseriscono che è un soggetto da studiare. A me ha fatto gli onori di casa come una persona lucida e normale. Almeno come una persona under 80, intendo. Mi ha offerto un gelato dicendomi: “Dopo tanto parlare ci vuole qualcosa di fresco in bocca”. Ha una fede immensa. Nelle due ore trascorse insieme mi ha dato tanto. Mai uscita dal Salento tranne per malattia, una volta a Bologna e a Ferrara per il trasporto delle mele col Leoncino del marito. L’estate tutta la famiglia si recava al mare col famoso Leoncino.
Ogni incontro con lei mi ha lasciato sempre qualcosa, ma quest’ultimo mi ha dato molto di più. Sono stato letteralmente fulminato dalla sua semplicità, dalla sua lucidità, dalla sua umiltà, dalla sua immensa fede in Dio e la venerazione del Sacro Cuore di Gesù e di Sant’Antonio. Mi è sembrato di interloquire con una persona che ha vissuto ventidue lustri senza sentirne il peso. Davanti a me era una piccola donna dal corpo eccezionale e sano come sana ed eccezionale è la sua anima. Sprizzava serenità da tutti i pori. Era evidente la sua appartenenza a quella categoria di persone che hanno respirato un clima costruttivo sin da subito e sono riuscite ad essere in gamba fino alla fine. Una grande testimone di valori vissuti. Una persona che ha molto amato ma che è anche molto amata. Anna, Maria Angela e Giuseppe che erano presenti all’incontro se la divoravano con gli occhi, non la vedevano come l’eccezionale mamma longeva, ma come un essere paradisiaco, un vero dono di Dio.
Vive a Lecce con una delle figlie, con Maria Angela. Lei, in particolare, si prende cura della sua mamma come se fosse una madonna. Che cosa non fa l’amore! Produce soltanto frutti buoni.

Uscii dalla casa della signora Iolanda con un pieno di tranquillità e di buoni sentimenti. Appena entrato in auto mi dissi che per i suoi centodieci anni l’avrei celebrata con un mio scritto su Il Pensiero Mediterraneo. Lo sto facendo con l’entusiasmo di un figlio che osanna la propria mamma, perché a buona ragione la signora Iolanda Mazzotta, sposata Giancane, è la mamma di tutti i salentini. Non è vecchia mamma Iolanda. Non è vecchia perché non è invecchiata la sua anima. Non è vecchia perché ha in sé la forza della vita; con l’aiuto del Cielo ha sempre amato la vita, non si è mai stancata di vivere. Non ha mai cessato di meravigliarsi e di trasmettere meraviglia, e chi trasmette meraviglia rimane sempre giovane.
In questo nostro povero mondo dove regna la guerra e la ragione della forza, non la forza della ragione, abbiamo tutti bisogno di una lezione di umiltà e di tenerezza. L’umiltà e la tenerezza che riesce ancora a trasmettere donna Iolanda. Fabrizio Caramagna asserisce che “Gli alberi si abbracciano tutto il tempo. Questo è il segreto della loro longevità”. Il segreto della longevità di nonna Iolanda è che ha vissuto per centodieci anni abbracciando la vita e tutte le persone che ha incontrato. Grazie mamma Iolanda per avere abbracciato anche me.
E tanti auguri!
PS. Venerdì 15 agosto Iolanda Mazzotta, circondata dai figli, nipoti e pronipoti sarà festeggiata con la celebrazione di una Messa nella Chiesa di Santa Lucia in Lecce.

“La Redazione de Il Pensiero Mediterraneo porge alla Signora Iolanda Mazzotta i più affettuosi auguri per il suo straordinario traguardo dei 110 anni, omaggiando una vita che è poesia vivente, memoria preziosa e luminoso esempio di grazia, forza e saggezza per tutti noi.”