La luce etica e scientifica dei saperi
Ennio De Giorgi
di Paolo Protopapa
Un gran bel profilo, quello di Ennio De Giorgi, per chi voglia godersi il saggio di Andrea Parlangeli : Uno spirito puro, Ennio De Giorgi, Genio della matematica, Pensa Editore, 2016. Esso, infatti, stimola a ribadire, dell’illustre matematico della Normale di Pisa, il merito scientifico eccezionale e, al contempo, le virtù umane di rara grandezza. Al liceo classico ‘Giuseppe Palmieri’ di Lecce, dove insegnai oltre quarant’anni fa, il professore Cucurachi di Calimera, mi raccontò che i docenti di matematica di quella scuola raccoglievano i rovelli spinosi della comune disciplina, affrontati durante il lavoro didattico annuale e lui, De Giorgi, appena esaminati, li risolveva e li esponeva loro con naturalissima maestria e chiarezza.
Io, il professore De Giorgi, lo ricordo personalmente in una partecipata conferenza all’Hotel President di Lecce nel 1987/88. Egli parlava di eventi per la matematica ancora inconoscibili (“Cosa accade quando un’onda si frange in milionesimi di particelle contro uno scoglio?”, si chiedeva). Durante la conferenza, con aria pensosa e gli occhi socchiusi, inframmetteva argomentazioni scientifiche con citazioni bibliche apparentemente estranee, ma in realtà legate da vari nessi e fittissime connessioni tecniche e teoretiche. Si capiva che in De Giorgi, che, tra l’altro, era un autorevole accademico pontificio, ragione e fede o, più precisamente, logica e misticismo erano in un tutt’uno. Così come lo sono sempre state nella tradizione delle ‘matematiche’, per dirla al plurale della lingua Francese. E che, notoriamente, questo afflato religioso, era un suo talento assai peculiare e affascinante.
La prolusione di Ennio De Giorgi a Lecce si giustificava nell’ambito dell’evento che la Cattedra di Storia della Filosofia dell’Università di Lecce, stava tenendo, soprattutto per iniziativa e impegno della professoressa Giulia Belgioioso, sul grande filosofo e matematico francese René Descartes. Alcune opere del quale (La Diottrica) vennero per l’occasione riedite in ristampa anastatica e lodevolmente divulgate.
All’Assise accademica salentina in veste istituzionale partecipò come soggetto promotore, anche il Comune di Martano che, in tale circostanza, fu parte solerte e collaborativa con l’Università degli Studi. Anche perché Ennio De Giorgi, uno dei protagonisti dell’evento, figlio di un primo cugino del celebre Cosimo De Giorgi, vantava ascendenze e frequentazioni familiari con i discendenti della madre di Cosimo De Giorgi, Vincenza Marcucci di Martano.
Uno dei più grandi matematici del Novecento, dunque, Ennio De Giorgi. Con il quale interloquirono, nel nome altissimo di Cartesio e della sua rivoluzione epistemologica della modernità, in quegli anni lontani, ma culturalmente fecondi, figure di intellettuali e studiosi come Giulio Giorello, Paolo Alatri, Ludovico Geymonat e tanti altri. Presenti e attivi nelle giornate leccesi di allora In nome non solo di una disciplina somma come la matematica, ma del segno universale di pace e di affratellamento dei popoli e delle idee che ogni sapere autentico può e deve svolgere per tutta l’umanità.