IL PENSIERO MEDITERRANEO

Incontri di Culture sulle sponde del mediterraneo – Rivista Culturale online

La Notte dell’Ultima Lampa. Favoletta salentina del 31 dicembre 1400

Favola Notte dell ultima lampa

Favola Notte dell ultima lampa

di Mariella Totani

Nel lontano 1400, tra gli ulivi nodosi e le pietre bianche che brillavano al sole d’inverno, c’era un minuscolo borgo chiamato Castrum Minutum. Era così piccolo che i viandanti lo scambiavano per un gruppo di masserie abbandonate, e così isolato che il mare si sentiva solo quando il vento decideva di raccontarlo.

Il 31 dicembre, in quel borgo, non si festeggiava l’anno nuovo come altrove.
Gli abitanti celebravano invece la Notte dell’Ultima Lampa, una tradizione antichissima: ogni famiglia accendeva una piccola lampada d’olio davanti alla porta, e la lasciava ardere fino a quando la fiamma non decideva da sola di spegnersi. Si diceva che la durata della luce rivelasse la fortuna dell’anno a venire.

Quell’anno, però, accadde qualcosa di insolito.

La piccola Livia, una bambina dagli occhi scuri come la terra bagnata, non aveva più olio per la sua lampada. Suo padre era lontano, partito per cercare lavoro, e la madre aveva consumato l’ultimo filo d’olio per cucinare una minestra calda.
Livia non voleva rinunciare alla tradizione, così uscì nel freddo pungente e si sedette davanti alla porta, stringendo tra le mani una lampada vuota.

«Se non posso accendere la fiamma» sussurrò, «forse la fiamma troverà me.»

Il vento, che in quel borgo era più curioso che altrove, udì le sue parole.
Soffiò tra gli ulivi, raccolse un po’ di luce dalla luna e un po’ di calore dalle case vicine, e li portò fino alla lampada di Livia.
E lì, come per incanto, una piccola fiamma si accese.
Non era una fiamma normale: tremolava come un sorriso.

Gli abitanti, vedendo quella luce insolita, uscirono dalle case.
La fiamma di Livia non si spegneva mai: cresceva, si faceva più chiara, più viva, più calda.
E più cresceva, più le altre lampade del borgo si ravvivavano, come se prendessero forza da quella piccola fiamma nata dal nulla.

Il vecchio saggio del paese, Maestro Rutilio, disse allora:

«Questa è la fiamma del cuore. Non si accende con l’olio, ma con il desiderio.
E quando una fiamma nasce dal cuore, illumina tutti.»

Quella notte, per la prima volta, il borgo non sembrò più isolato.
Le luci si vedevano da lontano, persino dalla costa.
E i pescatori, vedendole, dissero che sembrava un cielo caduto sulla terra.

Da quel 31 dicembre, la Notte dell’Ultima Lampa cambiò per sempre.
Non si misurò più la fortuna dall’olio, ma dalla luce che ognuno riusciva a donare agli altri.

E si racconta che Livia, diventata grande, non smise mai di accendere lampade:
non con l’olio, ma con parole gentili, gesti semplici e sorrisi che scaldavano più del fuoco.

Perché nel Salento, anche nel 1400, la magia era sempre nascosta nelle cose più piccole.


Rivista online Il Pensiero Mediterraneo - Redazioni all'estero: Atene - Parigi - America Latina. Redazioni in Italia: Ancona - BAT - Catania - Cuneo - Firenze - Genova - Lecce - Marsala - Milano - Palermo - Roma - Trieste. Copyright © All rights reserved. | Newsphere di AF themes.