La porta e il viaggio iniziatico nell’immaginario Fantasy: differenze e analogie tra J. R. R. Tolkien e Neil Gaiman

Gaiman
Di Fabrizio Manco
N. B.Sul racconto “ Coraline “ di Neil Gaiman ho già scritto nel 2022 un lungo saggio di circa 50 pagine dal titolo “ Coraline e la porta magica: Simbologia e significati nascosti “ facente parte di una trilogia di scritti dedicati al genere Fantasy: “ La magia e il Fantasy “, nel quale analizzo ogni aspetto di questo racconto dal lato psicologico a quello alchemico, da quello filosofico a quello simbolico. È quindi un’opera che conosco in maniera dettagliata e non è quindi la prima volta che scrivo delle analisi a riguardo. Tuttavia in questo piccolo saggio ho aggiunto alcune considerazioni di stampo Gnostico e letterario che non erano erano state incluse nel saggio originale di 50 pagine.
Introduzione.
Nella letteratura fantastica troviamo molti autori che hanno sviluppato numerose analogie e similitudini significative tra le loro opere, pur tuttavia non essendosi mai incontrati di persona. Uno di questi casi è quello costituito da J. R. R. Tolkien ( 1892 – 1973 ) e Neil Gaiman, due grandi autori di letteratura fantastica vissuti però in epoche rispettivamente diverse.
In un mio saggio precedente pubblicato in questa stessa rivista ho già avuto modo di parlare delle differenze e delle curiose analogie tra J. R. R. Tolkien e H. P. Lovecraft ( 1890 – 1937 ) In questo nuovo scritto voglio invece approfondire l’opera di J. R. R. Tolkien con il mondo immaginario creato da Neil Gaiman. Quest’altra analogia mi è venuta in mente leggendo ovviamente le opere di J. R. R. Tolkien e di Neil Gaiman ma anche ascoltando un video di Paolo Nardi pubblicato sul suo canale YouTube dal quale ho preso spunto per alcune considerazioni e riflessioni che ho riportato in questo scritto.
“ Coraline”e“ Lo Hobbit “ : la Porta come attraversamento della soglia.
Una delle caratteristiche più notevoli del racconto di Neil Gaiman“ Coraline “è la simbologia dellaPortae del percorso iniziatico necessario al quale conduce il suo attraversamento. Nel racconto di Neil Gaiman laPortaè il motore generatore di tutta la trama e di tutti i personaggi, soprattutto per gli antagonisti, in quanto è per mezzo della porta che Coraline , una ragazzina di 12 anni che insieme ai suoi genitori si trasferisce in una nuova casa chiamataPink Palace, scopre un’altra dimensione e un’altra vita parallela; la quale dimensione si scopre in seguito essere una realtà illusoria come una sorta diMatrix.Ne parleremo in seguito più in dettaglio.
Nel romanzo di J. R. R. TolkienLo Hobbitla porta è il simbolo del parto , dal quale Bilbo Baggins esce nel mondo per una avventura mai vissuta prima e tornando completamente trasformato. Se in“ Coraline “la porta è una sorta di portale iniziatico tramite il quale la ragazzina scopre il lato oscuro e Dionisiaco del mondo, la porta nello“ Hobbit” rappresenta il nascere verso il mondo di un uomo rimasto per troppo tempo chiuso nel suo guscio e nel suo giardino: la mia è una piccola allusione al finale del romanzo“ Candido “del filosofo Francese Voltaire. Tuttavia anche Bilbo Baggins come Coraline fa un viaggio iniziatico scoprendo il lato oscuro e Dionisiaco del mondo: non a caso nel suo viaggio incontra numerose creature oscure e ctonie come orchi, Troll e Goblin.
“ Coraline “e “Lo Hobbit “: analogie nella loro genesi.
Come giustamente fa notare Paolo Nardi nel suo video, il racconto di Neil Gaiman“ Coraline “e il racconto“ Lo Hobbit “di J. R. R. Tolkien hanno in comune inizialmente la loro genesi : entrambe le opere furono inizialmente concepite dagli autori come racconto per i loro figli. Neil Gaiman lo scrive nella sua prefazione al racconto che l’opera “Coraline “fu scritta inizialmente per la figlia più grande e successivamente completata per la figlia più piccola. Lo stesso possiamo affermare per l’opera di J. R. R. Tolkien, la quale ha origine come racconto della buonanotte per i figli piccoli. Tra l’altro altre opere di J. R. R. Tolkien sono nate così: basti citare“ Le lettere di Babbo Natale “e i racconti“ Roverandom “e“ Mr. Bliss “.Ma le analogie tra le due opere non finiscono certo qui. Anche i nomi dei due racconti hanno le stessi analogie di origine.
Il nome “Coraline “è il frutto di un errore di battitura di Neil Gaiman perché inizialmente l’opera doveva chiamarsi“ Carolone”.Ma tramite questo piccolo errore di battitura Neil Gaiman sembra descrivere il viaggio sotterraneo di una modernaKore :“Coraline “potrebbe essere un’allusione inconscia aKore,la figlia della Dea Proserpina che viene rapita dal mondo degli Inferi. Non ci sono prove a sostegno di questa ipotesi ma il racconto di Neil Gaiman potrebbe contenere molte allusione al mito diKore e Proserpina.
(Hoanalizzato abbastanza nei dettagli questa ipotesi nel mio lungo saggio dedicato al racconto “ Coraline “ citato in apertura di questo scritto).
Infattii vicini di casa di Coraline, due ex attrici anziane e un ex addestratore di topi, ogni volta che devono pronunciare il suo nome è come se fossero leggermente a disagio. Anche di questa tematica ne parlerò nei dettagli in seguito. Per quanto riguarda il nome“Lo Hobbit “anche qui l’origine è dovuta ad una distrazione di Tolkien mentre stava correggendo i compiti dei suoi studenti. Sembra infatti che il racconto dello “Hobbit “ha avuto origine da un momento di noia nel quale su un foglio Tolkien scrisse:
”In un buco nel terreno viveva uno Hobbit….. “
E la stessa origine riguarda il nomeGollum.
La ragazzina Coraline e l’ aristocratico Hobbit Bilbo Baggins non possiedono nessun potere magico o soprannaturale. La loro unica caratteristica è quella di avere molto coraggio nell’affrontare il Male faccia a faccia pur non avendo una forza particolare. Il coraggio di opporsi al Male è il vero superpotere dei due protagonisti. Quando Coraline si trasferisce con i suoi genitori nella nuova casa chiamata Pink Palace in un momento di noia scopre una porticina sul muro della sua cameretta. I genitori di Coraline sono molto impegnati a lavorare a livello accademico con le piante e non hanno tempo necessario per badare a Coraline e ai suoi capricci. Quando Coraline infatti scopre la piccola porticina nella sua cameretta da letto chiama subito sua madre per fargliela aprire in modo da scoprire che cosa ci sia dietro. La madre scocciata gliela apre per accontentarla ma si scopre che dietro quella porta non c’è assolutamente nulla; soltanto un muretto di mattoni. Ma ogni porta se appare nelle fiabe e nelle favole ha un preciso motivo: ed è quello di fare attraversare la soglia ai protagonisti. Lo specifica anche Tolkien nel suo saggioSulle fiabe.
La porta come attraversamento di una soglia verso un altro mondo.
Una medesima interpretazione simbolica della porta la possiamo trovare nel film di animazioneIl castello errante di Howl ( scritto e diretto da Hayao Miyazaki nel 2004 e tratto dal romanzo omonimo di Diana Wynne Jones )nel quale la porta ha un simbolo iniziatico di attraversamento della soglia. Il castello nel film rappresenta l’identità caotica del protagonista ma anche l’archetipo di colui o colei che si nasconde dentro la tana, nel buio e nel laboratorio segreto. Per quanto riguarda Howl egli rappresenta sia il demone di fuoco che la parte Dionisiaca dell’universo. Invece la porta come accennato prima è legata all’eccesso di altre dimensioni: è quindi un portale iniziatico molto simile al simbolo diGiano.Un altro tema importante del film è la Morte , la Rinascita e la trasformazione alchemico dell’anima impersonificata dal personaggio di Sophie. Possiamo affermare che sia Bilbo Baggins che Coraline rappresentano a livello simbolico e alchemico l’anima che attraversa la morte e la rinascita attraverso il portale iniziatico rappresentato dalla porta.
Coraline non crede che dietro quella porta non ci sia nulla e che sia chiusa soltanto da un muro di mattoni. Questo è ciò che ha visto la mente adulta, fredda e calcolatrice di sua madre, ma non è la verità. Infatti dopo che i suoi genitori vanno a dormire Coraline prende la chiave e apre la porticina. Ed ecco che il suo sospetto si rivela fondato, io suo intuito ha ragione: la porticina porta addirittura ad un altro mondo, ad una realtà parallela. La nuova realtà su presenta però come l’esatta copia di quella nella quale lei vive ogni giorno: Gli stessi genitori, gli stessi amici, gli stessi vicini, lo stesso gatto…. Ma con alcune significative e inquietanti differenze. In questo nuovo mondo apparentemente uguale al precedente infatti hanno tutti cucito sugli gli occhi due bottoni neri. Eccoci arrivati al momento iniziatico ed Esoterico del nostro percorso. La realtà parallela nella quale si viene a trovare la modernaKore Coraline dopo che ha attraversato la soglia è una sorta diMatrixcreata ad arte da un Arconte molto pericoloso. L’ Arconte in questione èBeldam, ossia la strega che si è camuffata con le sembianze dell’Altra Madredi Coraline per ingannarla e farla rimanere nel suo mondo finto ed illusorio. La strega oscuraBeldamcome un ragno ha tessuto abilmente le ragnatele per dare forma ad un mondo falso e stregato pieno di bellissime tentazione dove ogni cosa è più bella e più buona di quella del suo mondo reale: il cibo, i vestiti, i genitori, gli amici, i vicini, la casa ….. ma è soltanto una trappola velenosa dalla quale Coraline cerca subito di fuggire non appena si accorge dell’inganno infame. Il mondo fittizio creato dalla strega/ arconteBeldamè un mondo Dionisiaco nel quale tutto è una copia deformata del mondo reale. Nella tradizione Spirituale Gnostica si parla degli Arconti che tessono inganni verso la Luce e la Conoscenza. Come viene narrato nell’ importante testo Gnostico di origine EgiziaPistis Sophiaoriginario del Terzo secolo D. C., gli Arconti sono delle emanazioni malvagie che cercano in tutti i modi di distruggere Pistis Sophia e la sua splendida luce. Coraline come Pistis Sophia viene messa in trappola dall’ Arconte Beldam per rubarle l’anima. L’anima nella tradizione mistica e Spirituale è la Luce Divina, infatti i bottoni neri cuciti sugli occhi che hanno tutti i personaggi di questa falsa realtà sono una metafora che sta a simboleggiare la mancanza di anima dei personaggi falsi ed ingannevoli creati ad arte dall’ Arconte Beldam.( Nell’opera Gnostica “ Pistis Sophia “ sono citati alcuni Arconti di natura femminile oscura che possono essere accostati alla figura predatoria di Beldam ).
Altre possibili analogie tra le opere di J. R. R. Tolkien e il racconto di Neil Gaiman le si possono trovare soprattutto nell’aspetto e nel comportamento della stregaBeldam.Questo essere Arcontico infatti nel suo aspetto originale è una sorta si ragno.( Un possibile accostamento lo si puòfare con il demone dello romanzo di Stephen king “ HIT “).Il parallelismo più istintivo è possibile farlo con le creature Aracniformi della Terra di Mezzo in particolare comeUngolianteShelob.Ma anche la psicologia malvagia di Beldam è molto simile ad un’altra creatura della Terra di Mezzo che fa la comparsa nelloHobbit:il dragoSmaug.Come Smaug adora avidamente il suo immenso tesoro accumulato nel corso di razzie e distruzioni, Beldam adora avidamente Coraline ma anche le anime degli altri bambini rubati e strappati ai genitori prima di lei. E come il drago Smaug non lascia andare via nemmeno una moneta d’oro dal suo cumulo d’oro. Infatti fa di tutto per tenere imprigionata Coraline nel suo mondo oscuro e tenebroso : l’atto stesso di imprigionare i genitori è uno stratagemma escogitato dalla sua mente malvagia per costringere Coraline a tornare nell’altro mondo per salvare i genitori. Prima ho fatto accenno anche al mito diParsefone e Koreproprio perchél’ Altro Mondodentro il quale Coraline rimane intrappolata è anche una sorta diMondo degli Inferima non sono i genitori che sono alla ricerca della loro figlia ma in questa fiaba oscura moderna è la figlia (Kore )ad essere in cerca dei propri genitori.
La porta e la soglia: Coraline e lo Hobbit a confronto.
Abbiamo visto quindi che la porta nella tradizione fantastica è un portale iniziatico per giungere in altri mondi. Ma la porta è soprattutto un portale che permette ai protagonisti di crescere ed evolvere. Coraline si evolve scoprendo una realtà fittizia e sconfiggendo la strega oscura Beldam e Bilbo affrontando mostri mai visti prima. Possiamo ormai affermare che la porta in entrambi i racconti è un grembo materno che apre il liquido amniotico e permette ai due protagonisti di nascere e di evolversi nel mondo attraverso le sfide e la forze terribili degli Arconti. Bilbo e Coraline tramite una semplice ma fondamentale porta affrontano la loro paure più nascoste e oscure. La porta nel genere Fantasy è quindi una soglia, un portale che permette ai personaggi di diventare se stessi. Come dimostra la porta della Caverna dei Troll delloHobbitla quale è necessaria proprio una chiave per aprirla. E a proposito si chiavi ,anche questo apparentemente oggetto nelle due storie ha una grande importanza e non solo nelle due opere letterarie da me analizzate ma anche nella letteratura fantastica di ogni epoca. LaChiavenel racconto di“ Coraline “è sia il simbolo dell’anima che della Mente profonda. La chiave per aprire la porta è unica : così come è unica la nostra anima e la nostra Mente più profonda.
Tuttavia l’analisi delle analogie delle due opere letterarie non deve fare dimenticare che si tratta ovviamente di due opere differenti frutto di due menti diverse e di due personalità diverse, distinte e separate. L’immaginario archetipico dei due autori è pur tuttavia identico. Se Bilbo Baggins inizia il suo viaggio e le sue avventure costretto contro la sua volontà da una compagnia di Nani guidati da un bizzarro stregone grigio, per Coraline le sue avventure iniziano da una semplice curiosità: ossia lo scoprire che cosa ci sia aldilà della misteriosa porticina nella sua cameretta. Coraline e Bilbo lasciano momentaneamente il certo per l’ incerto, la loro comoda casa piena di comfort per un mondo bizzarro, strano e pieno di insidie e trappole pericolose. Tuttavia i due protagonisti nel corso della loro avventura si scoprono coraggiosi e capaci di compiere azioni eroiche che nemmeno si sognavano. Quando fanno ritorno nella loro vita sono quindi profondamente cambiati nella mente e nello spirito. Ma con una piccola differenza. Coraline dopo il suo ritorno impara ad apprezzare la sua vita con tutte le sue sfumature, sia che esse siano gioiose sia che siano piene di noia o malinconiche; Bilbo invece scopre che dentro di lui si nasconde un guerriero forte e leale con un coraggio da leone. Entrambi i personaggi arrivano a questo livello perché hanno affrontato la paura, il coraggio e il rischio. Paura che in particolare Bilbo Baggins incontra più volte nel corso della sua storia e delle sue avventure; lo Hobbit infatti affronta nemici e creature mostruose come gli orchi, i Goblin, i ragni del Bosco scuro, la bizzarra e inquietante creatura che si fa chiamareGollumcon la quale mette a rischio la sua stessa vita giocando agli indovinelli e i famigerati Lupi Mannari. Coraline affronta soltanto una creatura mostruosa la quale però come accennato prima si dimostra pericolosissima. Se Bilbo Baggins quando affronta i suoi nemici è completamente solo, Coraline ha un piccolo alleato che fa da protettore e consigliere per lei: si tratta di un gatto parlante di colore nero dal carattere altezzoso e apparentemente antipatico. Questa creatura non ha un nome proprio ma si fa chiamare semplicemente con il nome della sua specie, cioè gatto (Felis silvestriscatus, Linnaeus, 1758 ) .
Come spiega a Coraline lui stesso infatti lui non ha bisogno di avere un nome perché gli animali sanno chi sono a differenza degli esseri umani che non conoscono loro stessi e quindi si appiccicano i nomi per essere riconosciuti. Il Gatto a livello simbolico /archetipico è l’animale amico del quale parla Carl Gustav Jung nei suoi studi sulla simbologia archetipica delle fiabe riprese e continuate dalla sua allieva Marie Louise Von Franz. Il Gatto nel racconto di Neil Gaiman è un quindi un Daimon, una preziosa guida interiore che aiuta Coraline a superare la soglia dell’ infanzia per giungere all’età adulta. E per giungere all’età adulta si deve attraversare il mostruoso e il Dionisiaco e guardarlo in faccia.
Questo è per esempio il vero significato del genere Horror : permettere ai protagonisti di sconfiggere i mostri e il mostruoso e raggiungere la soglia della maturità. Ma non soltanto: Coraline e Bilbo scoprono anche un’altra qualità che non pensavano di possedere: il combattere per salvare gli altri. Bilbo Baggins fa di tutto per salvare la compagnia dei Nani e Coraline supera le sue paure per salvare i suoi genitori consegnando se stessa dritta nella trappola velenosa della strega Beldam. Coraline sa che rischia ma deve farlo per liberare i suoi genitori. Ed è proprio questa scelta nobile e rischiosa che le permette di trovare dentro di lei il coraggio e la forza interiore necessaria per sconfiggere le tenebre e l’oscurità e sprigionare la Luce dell’ Anima.
E ci sono ancora dei punti in contatto traLo Hobbite un altro racconto di Neil Gaiman nel quale l’influenza delloHobbitè molto forte ed evidente: il raccontoNessundove.In questo bellissimo romanzoUrban Fantasyil protagonista vive le stesse dinamiche di Bilbo Baggins, come la visita inaspettata, lo stravolgimento della sua vita, la presenza delle porte che collegano il mondo collegano il mondo urbano della città di Londra con una parte della città sotterranea e le numerose prove, ostacoli e nemici da affrontare. Ma i racconti di Gaiman eLo Hobbitdi Tolkien hanno anche un’importante insegnamento: dopo avere attraversato la porta ed avere sconfitto i mostri su torna a casa cambiati, diversi, non soltanto piu maturi ma profondamente evoluti. Bilbo e gli altri personaggi delle opere di Gaiman tornano dal loro viaggio iniziatico con una consapevolezza diversa che la porteranno per sempre nel loro cuore.
Fabrizio Manco.
Fonti bibliografiche:
J. R. R. Tolkien: Lo Hobbit, Edizioni Bompiani.
J. R. R. Tolkien: Sulle fiabe, Edizioni Bompiani.
Neil Gaiman: Coraline, Edizioni Mondadori.
Pistis Sophia, Edizioni Adelphi 2001.
Fabrizio Manco : La magia e il Fantasy parte 3 : Coraline e la porta magica: Simbologia e significati nascosti.
Fabrizio Manco : Filosofia e simbologia Gnostica del film di Matrix: qual’ è il vero significato nascosto del film? nel Il Pensiero Mediterraneo, 21 Agosto 2025.
Fonti Web / YouTube: Paolo Nardi: Coraline e lo Hobbit: l’attraversamento della soglia.







