La prima notte di Natale sull’Olimpo
Natale sull Olimpo
di Pompeo Maritati
C’era una volta, molto prima che gli uomini accendessero le loro prime candele natalizie, un inverno che avvolse l’Olimpo con una neve mai vista. Gli dei, abituati al sole eterno e ai banchetti senza fine, si trovarono incantati davanti a quel silenzio bianco.
Zeus, con il suo fulmine trasformato in stella, decise di appenderlo al cielo come segno di festa. Era la prima “Stella di Natale”, che brillava non per annunciare guerre o vittorie, ma per radunare tutti attorno a un mistero di luce.
Atena portò doni di saggezza: libri che si scrivevano da soli, pieni di storie che nessuno aveva ancora vissuto. Apollo intonò canti che facevano fiorire i pini innevati, trasformandoli in alberi luminosi. Dioniso, invece, volle che ogni coppa traboccasse di vino dolce, così che anche i mortali potessero sentire la gioia di quella notte.
Ma fu Estia, la dea del focolare, a dare il vero senso alla festa: accese un fuoco che non bruciava, ma scaldava i cuori. Disse:
“Questa notte non è per gli dei, ma per gli uomini. Che imparino a radunarsi, a donare, a sperare.”
Gli dei allora decisero di scendere tra i mortali. Si travestirono da viandanti e portarono doni strani: sogni che non svaniscono al mattino, risate che non si consumano, ricordi che non si dimenticano. Ogni casa ebbe il suo miracolo, e gli uomini, senza sapere chi fossero quei misteriosi ospiti, chiamarono quella notte Natale.
Da allora, ogni anno, quando la neve cade e le stelle brillano più forte, si dice che gli dei dell’Olimpo tornino a vegliare, sorridendo nel vedere che gli uomini hanno imparato a festeggiare la luce, la speranza e la condivisione.